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Sbarchi non solo in Italia, pressing di Roma sulla Ue. Scontro…

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Sbarchi non solo in Italia, pressing di Roma sulla Ue. Scontro M5S-Viminale

Sbarchi non solo in Italia, ma anche negli altri Stati della Ue. L’ipotesi è allo studio del governo italiano in un pacchetto da portare al Consiglio europeo. La pressione migratoria non si ferma: tra l’11 e il 13 giugno sono arrivati oltre 4mila700 stranieri sulle nostre coste. E infiamma la polemica del M5S contro il governo.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, incontrerà il sindaco di Roma: Virgina Raggi, infatti, aveva chiesto un tetto ai rifugiati nella capitale. Ma ieri Raggi ha precisato: «Roma farà la sua parte e continuerà a farla». Il dramma, in realtà, non riguarda tanto Roma - i dati sono in linea, dice il Viminale - ma tutta l’Italia. Perchè l’accoglienza è a quota 190mila rifugiati ospitati e si calcola che per l’inizio di luglio si arriverà a 200mila. Un sistema al completo, senza neanche più un posto. Il piano Anci (associazione nazionale Comuni d’Italia) avrà già raggiunto il tetto previsto dei 200mila. E sarà rivisto l’afflusso annuale stimato: dai 220mila ai 250mila. Tra il 20% e il 40% in più del 2016, anno record con 181mila sbarchi. Minniti punta sull’accoglienza diffusa con il “modello Milano”, uno schema di condivisione tra sindaci e autorità di governo messo a punto dal prefetto Luciana Lamorgese.

Ma i grandi numeri rendono la questione politica ben oltre il dibattito nazionale. Certo, Luigi Di Maio (M5S) accusa «il Pd e il ministro Minniti di essere fuori dal mondo». E trova il plauso del leader della Lega Matteo Salvini. Replica l’ex premier Matteo Renzi: «Il tema migranti esiste, nessuno lo nega. Ma chiedo a chi è a casa sul divano - dice in tv a “Otto e mezzo” - se si sentono più sicuri con al Viminale Minniti o Di Maio». Per capire la prospettiva delle prossime mosse davanti a questo esodo umanitario occorre guardare ai massimi livelli istituzionali.

Ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in vista del prossimo Consiglio Europeo di Bruxelles - dice una nota del Colle - ha ricevuto il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, con i ministri Minniti, Pinotti (Difesa), Padoan (Economia) e i sottosegretari Boschi e Gozi. La partita da giocare a Bruxelles è ampia, la sfida enorme. In gioco l’emergenza migranti,oggi retta solo sulle spalle italiane, ma la questione non va disgiunta dal tema dei vincoli di bilancio in sede Ue. Di certo sul fronte sbarchi l’Italia ha più iniziative da intraprendere. Il capitolo delle navi delle Ong (organizzazioni non governative). L’impegno italiano sulla Libia. Il ruolo di Oim e Unhcr per frenare le partenze. I rimpatri volontari e assistiti, la vigilanza sui confini sud della Libia.

Una traccia Roma l’ha già segnata: alla recente riunione del Pmg (gruppo politico militare) del Consiglio Ue, l’Italia ha proposto in sede di rinnovo della missione Sophia - guidata dall’ammiraglio Enrico Credendino, ha neutralizzato 440 imbarcazioni usate dai trafficanti - il principio che dopo i soccorsi gli sbarchi non abbiano come unica destinazione l’Italia. Ma vadano ripartiti tra più Stati. La questione per ora è sospesa. Ma ritornerà a breve nella sfida politica in Consiglio.

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