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La nuova ricchezza dei migranti e come usarla bene

rapporto ifad

La nuova ricchezza dei migranti e come usarla bene

Sui migranti si sente spesso ripetere lo slogan “aiutiamoli a casa loro”. Ma già i migranti si aiutano da soli. Secondo un nuovo rapporto pubblicato dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad) - presentato al Forum mondiale dell'Onu che si tiene in questi giorni a New York su “rimesse, investimenti e sviluppo” - le rimesse dei migranti sono aumentate del 51 per cento, sostenendo milioni di persone a uscire dalla povertà. Si calcola che attualmente oltre 200 milioni di lavoratori migranti aiutino economicamente circa 800 milioni di familiari in tutto il mondo. Secondo le stime, nel 2017 una persona su sette al mondo spedirà o riceverà rimesse, per un flusso complessivo di oltre 450 miliardi di dollari.

I flussi migratori e le rimesse dei migranti stanno avendo un impatto notevole sul panorama economico e politico mondiale. Ogni anno i lavoratori migranti guadagnano circa 3mila miliardi di dollari, l'85 per cento dei quali rimane nei paesi che li ospitano. Le rimesse che i migranti inviano a casa corrispondono in media a meno dell'1 per cento del Pil dei paesi ospiti.
Viene sfatato anche un altro mito: che il mondo sviluppato aiuta in maniera sostanziale i Paesi i difficoltà. Tutte queste rimesse dei migranti ammontano, qualunque sia la fonte considerata, a oltre tre volte l'insieme degli aiuti ufficiali allo sviluppo e a più del totale degli investimenti esteri diretti in quasi tutti i paesi a basso o medio reddito.

Quindi non pensiamo di essere così munifici quando diciamo “che li aiutiamo a casa loro”. Quello che conta non è tanto la quantità di denaro che viene spedito a casa ma l'impatto che queste somme hanno sulla vita delle persone: i 200 o 300 dollari che i migranti spediscono a casa in media rappresentano circa il 60% del reddito della famiglia e fanno una grande differenza. Negli ultimi dieci anni i flussi di rimesse sono aumentati in media del 4,2% l'anno, passando dai 296 miliardi di dollari del 2007 ai 445 miliardi di dollari del 2016. Cento paesi ricevono oltre 100 milioni di dollari di rimesse ogni anno. Si calcola che tra il 2015 e il 2030 verranno spediti circa 6.500 miliardi di dollari di rimesse a paesi a basso e medio reddito. I dieci paesi al mondo da cui vengono spedite più rimesse - primi tra tutti Stati Uniti, Arabia Saudita e Federazione russa - generano circa la metà del flusso annuale complessivo. L'80% delle rimesse sono inviate a 23 paesi: in testa alla classifica Cina, India e Filippine.
Le migrazioni spaventano ma appaiono ancora una necessità economica, demografica e non è detto che continuino al ritmo attuale. Dal momento che l'età media della popolazione nei paesi sviluppati è in continuo aumento, si stima che la richiesta di lavoratori migranti continuerà a crescere nei prossimi anni. Il rapporto dell'Ifad tuttavia sottolinea che le rimesse possono aiutare le famiglie dei migranti a costruirsi un futuro più stabile facendo sì che per i giovani emigrare diventi una scelta più che una necessità.

Il punto chiave è come usare meglio la ricchezza dei migranti a vantaggio dello sviluppo. I costi amministrativi per la spedizione delle rimesse al momento superano i 30 miliardi di dollari l'anno, con tariffe particolarmente alte per raggiungere i paesi più poveri e le aree rurali isolate. I benefici per le famiglie in patria potrebbero essere molto maggiori se queste potessero avere accesso a mercati del trasferimento del denaro più competitivi e a servizi finanziari mirati che le aiutassero a risparmiare o a investire i loro fondi. “Aiutiamoli a casa loro” dunque, ma cerchiamo di farlo bene.

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