Italia

Ok alla manovra da 3,4 miliardi

LE MISURE DEL GOVERNO

Ok alla manovra da 3,4 miliardi

Via libera definitivo del Senato alla manovra correttiva da 3,4 miliardi in via strutturale. Che sterilizza parzialmente le clausole Iva per il 2018 (per lo stop totale serviranno ora poco più di 15 miliardi invece dei 19,4 inizialmente previsti), estende lo split payment alle partecipate pubbliche e controllate, obbligando dal 1° luglio anche i liberi professionisti all’inversione contabile, introduce una web tax transitoria e misure alternative ai voucher, fa scattare una stretta sui giochi e sugli affitti online, abolisce le monetine da 1 e 2 centesimi e apre ulteriormente il mercato dei crediti deteriorati.

Palazzo Madama ha confermato la fiducia posta dal Governo sul testo del maxi-decreto arrivato dalla Camera con 114 sì, 104 no e un astenuto. Come annunciato i “bersaniani” di Mdp dopo lo strappo sui voucher non hanno partecipato alla votazione uscendo in questa occasione dalla maggioranza. Il Governo è riuscito comunque a tenere grazie al basso numero di presenti in Aula: in tutto 251 di cui 249 votanti (la maggioranza era a quota 125). A votare no, in dissenso con Alternativa Popolare, con Ala è stato anche il presidente della commissione Lavoro Maurizio Sacconi definendo «una vicenda di cattiva politica» quella legata alle misure alternative ai voucher.

Paolo Gentiloni ha subito espresso la sua soddisfazione: «Approvata la manovra correttiva: impegni presi e mantenuti senza nuove tasse. Priorità ai fondi per la ricostruzione post terremoto», ha commentato su twitter il premier. Che nel pomeriggio ha poi aggiunto: «Abbiamo messo fieno in cascina per più di 5 miliardi per la Legge di Bilancio del prossimo autunno».

Tornando alla conversione in legge del Dl 50 - diventato, anche per effetto del restyling operato nelle scorse settimane alla Camera, una vera e propria Finanziaria di primavera - tra le misure del capitolo fiscale compaiono anche le nuove regole anti-truffa sulle compensazioni fiscali che valgono dal prossimo anno 1,9 miliardi e norme più stringenti sui pignoramenti immobiliari dei grandi evasori (85 milioni quest’anno, 282 a regime). Salgono le accise sulle sigarette (83 milioni nel 2017 e 125 milioni a regime dal 2018). Ci sono l’addio agli studi di settore con l’introduzione degli indici di affidabilità fiscale (Isa) e la tassa Airbnb.

Il Governo è riuscito a introdurre una misura ad hoc sulla nomina dei direttori stranieri nei musei dopo il recente stop del Tar e a far assorbire nel testo finale anche il Dl sul primo salvataggio di Alitalia ed è stato confermato l’ok alla fusione tra Anas e Fs. Il provvedimento, poi, esclude i fondi pensione dal bail in, rafforza la dote per la ricostruzione post terremoto (un miliardo l’anno per il triennio 2017-2019) e contiene una norma ad hoc lo stadio della As Roma calcio.