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Dossier A Verona scontro interno al centrodestra, decisivi i voti di Pd e M5S

    Dossier | N. 86 articoliElezioni amministrative 2017

    A Verona scontro interno al centrodestra, decisivi i voti di Pd e M5S

    Federico Sboarina (appoggiato da Lega Nord, Forza Italia, Battiti Verona Domani e Fratelli d’Italia) e Patrizia Bisinella (candidata di Fare! e di un pacchetto di liste civiche tra cui quella del sindaco uscente Flavio Tosi)
    Federico Sboarina (appoggiato da Lega Nord, Forza Italia, Battiti Verona Domani e Fratelli d’Italia) e Patrizia Bisinella (candidata di Fare! e di un pacchetto di liste civiche tra cui quella del sindaco uscente Flavio Tosi)

    Sarà un confronto tutto interno al centrodestra quello che interesserà domenica prossima 25 giugno il ballottaggio per scegliere il nuovo sindaco di Verona. Da una parte Federico Sboarina (appoggiato da Lega Nord, Forza Italia, Battiti Verona Domani e Fratelli d'Italia), dall’altra Patrizia Bisinella (candidata di Fare! e di un pacchetto di liste civiche tra cui quella del sindaco uscente Flavio Tosi).

    Ai nastri di partenza
    Sulla carta parte in vantaggio Federico Sboarina, considerato vicino al leader della Lega Matteo Salvini e che ha il sostegno forte anche del governatore leghista del Veneto Luca Zaia. Sboarina – avvocato quarantenne e assessore allo Sport di An nella prima giunta Tosi che ha poi fondato l’associazione Battiti (vicina al centrodestra ma antitosiana) – ha ottenuto al primo turno il 29,3%. A sfidare Sboarina ci sarà la senatrice Patrizia Bisinella (23,5% al primo turno), compagna del sindaco uscente Flavio Tosi che ha rotto con la Lega nel 2015 ma non si è potuto ricandidare in quanto già eletto primo cittadino per due volte: la Lista Tosi, che appoggia Bisinella e che al primo turno è stata la più votata con il 16,5%, schiera però come capolista Tosi stesso e tutti gli assessori dell'amministrazione uscente.

    Le divisioni nel Pd
    Sia Sboarina sia Patrizia Bisinella hanno deciso che correranno senza apparentamenti ufficiali con altre liste escluse dal ballottaggio. Tuttavia Sboarina ha incassato l’appoggio di Michele Croce, candidato sindaco della lista civica Verona Pulita (4,9% al primo turno), che ha annunciato che darà indicazione ai suoi elettori di votarlo. Sull’altro fronte il Pd, dopo la bocciatura dalla candidata sindaco Orietta Salemi per 1216 voti, si è diviso: da una parte l’indicazione dei vertici nazionali del partito di «votare contro la Lega» e quindi di appoggiare Bisinella (Tosi ha votato sì, come il Pd, al referendum sulle riforme del 4 dicembre); dall’altra il rifiuto, da parte di alcuni esponenti del Pd locale, di schierarsi a favore della coalizione di Tosi, che ha amministrato la città negli ultimi dieci anni. Potenzialmente il 22,5% preso da Salemi al primo turno sarebbe in grado al ballottaggio di ribaltare il risultato dell’11 giugno.

    M5S: nessuna indicazione
    Anche il 9,5% preso al primo turno da Alessandro Gennari, candidato M5S alla poltrona di sindaco, potrebbero influenzare il voto del ballottaggio. Ma i grillini, come prassi del movimento, hanno lasciato libertà di voto ai propri elettori, senza dare indicazioni.

    La sinistra fuori dal Pd
    Sabato si è appreso che, dopo sei giorni, il riconteggio dei voti ha assegnato 103 preferenze in più a “Verona in Comune”, una delle due liste che sosteneva il candidato sindaco della sinistra, Michele Bertucco. Così Bertucco entrerà in consiglio comunale in ogni caso, indipendentemente da chi sarà eletto sindaco. Negli ultimi giorni nell'area della sinistra radicale si era aperta la discussione sul “voto utile”, perché sembrava che Bertucco sarebbe entrato in consiglio solo in caso di vittoria di Sboarina, ma lo stesso Bertucco aveva sgombrato il campo dichiarando di non andare a votare al ballottaggio. Il Pd ha annunciato ricorso contro questo riconteggio.

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