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Consip, Ferrara indagato da procura di Roma per “false informazioni…

per “false informazioni ai pm”

Consip, Ferrara indagato da procura di Roma per “false informazioni ai pm”

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Il dimissionario presidente di Consip, Luigi Ferrara, indagato per “false informazioni ai pm”: ha ritrattato il suo precedente interrogatorio, negando di aver saputo dal comandante generale dell'Arma, Tullio Del Sette, che la Procura di Napoli indagava sulla Centrale acquisti. Tuttavia sul tavolo dei magistrati ci sarebbero anche altri spunti che potrebbero confermare le accuse.

L'iscrizione
L'iscrizione nel registro degli indagati di Ferrara rientra nel filone della presunta rivelazione del segreto d'ufficio che, secondo le ipotesi della Procura di Roma, sarebbe partita dai vertici dell'Arma per consentire all'ad di Consip, Luigi Marroni, di compiere una bonifica negli uffici della spa così da rimuovere le microspie messe dagli inquirenti. In questo filone della maxi indagine del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi, sono indagati anche il comandante della Legione Toscana Emanuele Saltalamacchia e il ministro Luca Lotti.

L'interrogatorio

Gli «interessi illeciti» del Gruppo Romeo in Consip e «la fuga di notizie» dall'Arma dei carabinieri, che avrebbe indotto Luigi Marroni, ad della Centrale acquisti, a bonificare gli uffici dalle microspie. Sono i due, principali, temi di cui ha parlato Luigi Ferrara, ascoltato dalla Procura di Roma. Il suo nome compare più volte negli atti investigativi del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi che - con l'ausilio dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma - stanno cercando di chiarire le eventuali responsabilità penali. Ferrara è indicato da Marroni come una delle presunte “fonti” che gli avrebbero raccontato dell'inchiesta, all'epoca coordinata dalla Procura di Napoli.

L'ad di Consip ha detto, infatti, di aver compiuto la bonifica ambientale dopo aver saputo dell'indagine da Ferrara, il quale era stato informato dal comandante generale dell'Arma, Tullio Del Sette. Sul fronte rivelazione del segreto d'ufficio, Marroni ha sollevato ombre anche su Filippo Vannoni, presidente di Pubbliacqua, Emanuele Saltalamacchia, comandante della Legione Toscana dei carabinieri, e il ministro Luca Lotti.

L'accusa di Marroni
«Luigi Ferrara mi ha notiziato di essere intercettato lui stesso e che anche la mia utenza era sotto controllo per averlo appreso direttamente dal Comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette; questa notizia l'ho appresa dal Ferrara non ricordo con precisione ma la notizia la colloco tra luglio e settembre 2016 e comunque non ad agosto in quanto ero in ferie». È una parte dell'interrogatorio dell'ad Marroni, in cui ha parlato del presunto ruolo di Ferrara nella fuga di notizie. Questo stralcio, assieme ad altri, è stato contestato dai pm al presidente dimissionario di Consip.

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