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Consip, scontro sulle mozioni al Senato. Mdp contro Lotti:…

marroni convoca l’assemblea il 27 giugno

Consip, scontro sulle mozioni al Senato. Mdp contro Lotti: «Stop alle deleghe»

Martedì mattina il caso Consip torna sotto i riflettori. Avverrà al Senato, dove all’ordine del giorno ci sono sei mozioni. Tutte, tranne quella della Lega, impegnate a chiedere il ricambio del vertice della centrale d’acquisti della Pa dopo le dimissioni presentate dai due consiglieri del Tesoro (il presidente Luigi Ferrara e Marialaura Ferrigno) e la decadenza dell’intero board della società controllata dal Mef, ossia anche dell’ad Luigi Marroni, uno dei protagonisti dell’inchiesta sulla centrale acquisti della Pa e “accusatore” del ministro Lotti (indagato per rivelazione del segreto d'ufficio) che lo avrebbe avvisato dell’inchiesta in corso. Accuse che però il diretto interessato ha sempre respinto. Non ha avuto effetto l’ultimo pressing sull’ad di Consip Luigi Marroni a lasciare l'incarico prima dell’assemblea dei soci, che lui stesso ha convocato il 27 giugno per il rinnovo dei vertici. Resta confermato nel frattempo, probabilmente venerdì, un faccia a faccia tra l'ad Consip e il presidente AnacRaffaele Cantone.

Pd riformula sua mozione
Oggi sono stati gli «scissionisti» di Mdp a tirare in ballo anche Luca Lotti, ministro allo Sport e braccio destro di Matteo Renzi. Una mossa che ha spinto il Pd, dopo aver sostenuto l’inutilità del dibattito alla luce delle dimissioni del presidente Ferrara e della consigliera Consip Marialaura Ferrigno («mi sembra che il caso sia risolto, visto che le mozioni chiedevano la sostituzione dei vertici e il Cda è decaduto» aveva dichiarato il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda) a riformulare, insieme a Ap (che ha ritirato la propria) e al gruppo Autonomie, un nuovo testo di maggioranza. Considerato che, si legge nel testo, «il 17 giugno 2017, due rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze, Luigi Ferrara e Marialaura Ferrigno, componenti del Consiglio di amministrazione, hanno rassegnato le proprie dimissioni» e che «a seguito di questa decisione il cda è decaduto», la mozione impegna il Governo «a procedere in tempi celeri e solleciti al rinnovo dei vertici della Consip». Il Pd venerdì aveva presentato a sua volta una mozione, primo firmatario il capogruppo dem Luigi Zanda, in cui chiedeva al governo di rinnovare con «sollecitudine» i vertici della società per tutelarla e rilanciarli.

Mdp presenta mozione: via Lotti e Marroni
La mozione presentata oggi da Mdp chiede invece la sospensione delle deleghe al ministro dello Sport Luca Lotti da parte del premier Paolo Gentiloni, oltre alla revoca dell’incarico all’ad di Consip Luigi Marroni da parte del ministero dell’Economia. «È del tutto evidente che la vicenda di Luca Lotti - si legge nella mozione - e quella dell’ad Luigi Marroni siano indissolubilmente intrecciate, che uno dei due abbia mentito davanti all’autorità giudiziaria e davanti all’opinione pubblica. La contemporanea permanenza in carica, nei rispettivi ruoli (di Lotti e Marroni,ndr) costituisce un’inaccettabile segnale di arroganza politica che contribuisce ad aumentare il discredito delle istituzioni pubbliche».

Mozione Lega: stop pressioni su Marroni
Mentre la Lega, all’opposto, va all’attacco chiedendo a Luigi Marroni di restare: «Non vorrei - ha affermato Matteo Salvini - che azzerassero tutto perché c'è chi vuole parlare. Marroni se ha sollevato dubbi su appalti, politica e sinistra deve poterlo dire e noi non accetteremo che venga silenziato» con le dimissioni. La Lega Nord ha presentato una mozione sul caso Consip che impegna il governo a non esercitare pressioni nei confronti dell'amministratore delegato Consip finalizzate alle sue dimissioni e ad assumersi la responsabilità
dell'eventuale sua rimozione anticipata con provvedimento pubblico e motivato»,

M5S: Lotti si dimetta, Pd e governo vergognosi
A tre mesi dal voto che ha respinto la mozione del M5S di sfiducia al ministro Luca Lotti, per i Cinquestelle è ancora il braccio destro di Matteo Renzi a essere sul banco degli imputati. «Non è tollerabile che Pd e Governo scarichino l’ad Consip, Luigi Marroni, accusatore del ministro dello Sport, nel tentativo di evitare la votazione a Palazzo Madama sulla rimozione dei vertici Consip, e mantengano però la poltrona dell’accusato e braccio destro di Matteo Renzi, coinvolto nella vicenda giudiziaria. Luca Lotti dovrebbe avere la decenza di dimettersi immediatamente» hanno affermato in una nota congiunta i capigruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera e al Senato, Roberto Fico e Carlo Martelli. Il M5S ha già sottoscritto le mozioni a prima firma di Andrea Augello (Idea) e di Loredana De Petris (Sinistra Italiana) mentre sulla mozione che Mdp ha presentato oggi si riserva di decidere martedì mattina.

Le mozioni in Aula
Compresa quella di Mdp, sono 5 le mozioni presentate al Senato: quella a prima firma dei senatori di “Idea” Andrea Augello e Gaetano Quagliariello, quella di Sinistra italiana, quello di Ala, quella riformulata dal Pd con Ap, quella della Lega. «È pacifico - ha spiegato il senatore di 'Idea' Andrea Augello, che considera la sua mozione valida e non certo decaduta - che fino all’assemblea degli azionisti il dottor Marroni rimane in carica, non avendo presentato le dimissioni. È altrettanto chiaro che fino a quel momento il Governo potrebbe perfino respingere le uniche due lettere di dimissioni fin qui effettivamente pervenute, cioè quella del neoindagato ex Presidente e dell’ultimo consigliere di amministrazione ancora in carica. Infine le mozioni non si limitano ad impegnare il Governo ad azzerare i vertici della Consip ma contengono ulteriori richieste, nel nostro caso, ad esempio, quella di un’indagine amministrativa sugli appalti della società del Tesoro».

Battaglia sul filo dei voti, verdiniani decisivi
Toccherà ufficialmente al presidente del Senato Pietro Grasso decidere domani mattina come procedere. Ma è probabile che davanti alla determinazione delle opposizioni, che l’aula di Palazzo Madama si trasformi di nuovo nel teatro di uno scontro, tutto politico, in una battaglia sul filo dei voti. La mozione del Pd parte da un bacino potenziale di 145 voti (98 dem, 25 alfaniani, 18 del gruppo autonomie, più i tre senatori di Fare e il senatore del gruppo misto Benedetto Della Vedova). Siamo sotto la maggioranza assoluta di 161 voti, dunque
l’incidente è dietro l'angolo. A preoccupare il Pd non sono tanto le due mozioni dell’opposizione e quella della Lega (tutte insieme possono contare su 134 voti e sembra escluso che Mdp le appoggi), ma quella del Mdp: non solo perché è l’unica che chiede esplicitamente l’allontanamento di Lotti dal governo ma anche perché se raccogliesse tutti i voti dell’opposizione arriverebbe a quota 150, superando la mozione del Pd. Ago della bilancia sarà il gruppo dei verdiniani: con i loro 16 voti porterebbero il bottino della maggioranza a quota 161, scongiurando l’approvazione della mozione bersaniana.

Inchiesta Consip, Ferrara indagato
Intanto prosegue l’inchiesta sulle pressioni intorno al maxi-appalto Consip da 2,7 miliardi per il Facility management, vale a dire la gestione e la manutenzione, degli immobili pubblici . L'ex presidente della Consip Luigi Ferrara, che ieri insieme alla consigliera Marialaura Ferrigno si è dimesso, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma per il reato di “false informazioni ai Pm”: avrebbe ritrattato il suo precedente interrogatorio, negando di aver saputo dal comandante generale dell'Arma, Tullio Del Sette, che la Procura di Napoli indagava sulla Centrale acquisti. L’iscrizione nel registro degli indagati di Ferrara rientra nel filone della presunta rivelazione del segreto d’ufficio che, secondo le ipotesi della Procura di Roma, sarebbe partita dai vertici dell’Arma per consentire all’ad di Consip di compiere una bonifica negli uffici della spa così da rimuovere le microspie messe dagli inquirenti. In questo filone della maxi indagine del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi, sono indagati anche il comandante della Legione Toscana Emanuele Saltalamacchia e il ministro Luca Lotti.


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