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Dossier Padova, le due sinistre alleate contro Bitonci

    Dossier | N. 82 articoliElezioni amministrative 2017

    Padova, le due sinistre alleate contro Bitonci

    Massimo Bitonci e Sergio Giordani
    Massimo Bitonci e Sergio Giordani

    A Padova il ballottaggio di domenica prossima vede le due sinistre di Giordani e di Lorenzoni alleate contro il candidato unico di centrodestra Massimo Bitonci. Un’alleanza che - sulla carta - potrebbe essere decisiva per la vittoria. Ma si sa che alle elezioni non basta sommare algebricamente i voti per vincere. C’è poi il dilemma astensione (di solito al secondo turno va a votare meno gente che al primo) e poi c’è il rebus Cinque stelle: andranno a votare i grillini? E, se sì, per chi esprimeranno la loro preferenza?

    L’apparentamento delle due sinistre
    Dopo il primo turno nel quale il candidato del Pd Sergio Giordani e quello di Coalizione civica (lista di sinistra) Arturo Lorenzoni erano scesi in campo divisi, per il ballottaggiopadovano le due sinistre si sono apparentate. Lorenzoni porta in dote un potrnziale di 22.357 voti da sommare ai 28.593 di Giordani. In cambio, in caso di vittoria, Giordani affiderà proprio a Lorenzoni il ruolo di vicesindaco. Insomma, Padova potrebbe presentarsi come il laboratorio di un potenziale accordo tra il Pd e la galassia di sigle che gli sta a sinistra.

    Le mosse del centrodestra
    A questo punto i 39.413 voti ottenuti al primo turno dal candidato di centrodestra Massimo Bitonci (soprannominato il sindaco”sceriffo”) potrebbero - sulla carta - essere superati dagli oltre 50mila messi a segno dai due candidati di sinistra Giordani e Lorenzoni. Bitonci avrà dalla sua la lista di Luigi Sposato (Osa e Popolo della famiglia) che però al primo turno ha raggranellato poco più di 1.500 voti.

    Cinque stelle e astensione
    Chi potrebbe muovere un pacchetto più consistente di voti è invece il Movimento cinque stelle il cui candidato, Simone Borile, ha portato a casa al primo turno ben 5.140 voti. Per chi voteranno i grillini? Impossibile saperlo. Ieri Luigi Di Maio ha detto che il movimento - laddove al ballottaggio non c’è un proprio candidato, lascerà i propri elettori liberi di scegliere se e chi andare a votare. C’è poi da valutare il fattore “astensione”. Si sa che al secondo turno la partecipazione al voto è sempre meno cospicua. E la stagione estiva, in questa tornata, non aiuta certo a recuperare elettori alle urne. La stessa somma algebrica dei voti presi al primo turno non dà particolari garanzie al centrosinistra. L’elettorato del centrodestra potrebbe ad esempio essere mobilitato al voto proprio per battere l’avversario. E il voto grillino resterà un rebus fino alla fine.

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