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Tim, Mise: pronti a agire se investimenti fibra incompatibili con norme

calenda convocherà vertici gruppo

Tim, Mise: pronti a agire se investimenti fibra incompatibili con norme

«Il Governo italiano non ha ovviamente alcuna intenzione di impedire o ostacolare investimenti di Tim che risultino compatibili con gli impegni legali assunti e la normativa comunitaria di riferimento. Qualora invece mancassero questi presupposti il Governo agirà, com'è doveroso, per tutelare l'interesse pubblico». Lo afferma il ministero dello Sviluppo economico in una nota intervenendo sulla polemica che riguarda gli investimenti di Tim nelle aree bianche, cioè quelle a fallimento di mercato.
Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, convocherà a breve i vertici di Tim per aprire un confronto diretto con la società.

Il piano governativo sulla banda ultra larga, prosegue il Ministero, «è partito da un'ampia consultazione con gli operatori al fine di verificare dove era necessario l'intervento dello Stato e dove invece gli operatori avevano piani di investimento, per evitare dispersione di risorse pubbliche e concentrarle nelle aree a fallimento di mercato, le così dette aree bianche».

Al termine della consultazione «tutti gli operatori hanno comunicato con dichiarazione formale e vincolante di non essere interessati ad investire nelle aree bianche identificate, mappate e sottoposte alla Consultazione. La Commissione europea ha conseguentemente approvato il piano di intervento il 30 giugno 2016. La Commissione ha altresì disposto nella propria decisione che eventuali modifiche delle intenzioni degli investitori potevano essere prese in considerazione per le aree non ancora interessate dai bandi».

Nel primo bando di gara Tim ha partecipato e presentato offerte per tutti i lotti. Il 5 dicembre all'esito della fase di prequalifica del secondo bando, Tim ha dichiarato di voler partecipare alla gara, ma il 23 dicembre ha comunicato la modifica del suo piano di investimenti e di voler intervenire direttamente in alcune aree bianche, meno del 10% di quelle oggetto del bando di gara, e di non aver più interesse ad intervenire in alcune aeree grigie a parziale fallimento di mercato.

È del tutto evidente che, precisa la nota, «il Governo italiano non può ridefinire i contenuti di un progetto prioritario per il paese, che comporta procedure di gara lunghe e complesse, che necessitano tra l'altro dell'approvazione europea, sulla base dei cambiamenti di strategia di un operatore, comunicati fuori dalle procedure previste».

In questo senso il Governo ha risposto alla comunicazione di Tim. È allo stesso modo chiaro che un cambiamento del piano di investimenti di Tim, che, secondo quanto comunicato il 23 dicembre, coprirà solo una porzione limitata delle aree oggetto del bando, «rischia di squilibrare il conto economico della concessione per la gestione della rete pubblica i cui calcoli sono stati fatti sulla base dell'intera area oggetto del bando».

Per quanto riguarda invece il terzo bando, non ancora pubblicato, il Ministero riaprirà la consultazione per dare la possibilità a tutti gli operatori, secondo quanto previsto dalla Commissione europea, di comunicare nei modi e nei tempi corretti eventuali modifiche ai loro piani di investimento.
Il Sole 24 Ore - Radiocor Plus

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