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Calenda: nessuna critica a governo Renzi. Ddl concorrenza ok senza…

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Calenda: nessuna critica a governo Renzi. Ddl concorrenza ok senza modifiche

L’ok della Camera al ddl concorrenza «senza ulteriori modifiche è dirimente per una questione di serietà del Paese, non ha nulla a che fare con liste, listoni, listini». Così il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda a margine dell’assemblea di Confartigianato. «Il paese si è impegnato a fare una a legge annuale e non riesce ad approvare una legge che sta diventando quinquennale. Dobbiamo chiudere e portarla a casa», «spero la prossima settimana. Non possiamo permetterci di riaprirla, non se lo può permettere il Pd che è
stato l'animatore di questa legge con questi contenuti». L’ipotesi di cui si discute è quella di una richiesta di fiducia sul testo approvato dal Senato.

Calenda ha poi polemizzato con chi legge ogni sua dichiarazione di politica economica «come una critica al governo Renzi di cui io ho fatto parte, e rivendico l’azione, considerandolo il governo più vicino al mondo delle imprese che ci sia stato in Italia».

Calenda: proroga ammortamenti? Prima risultati
Il ministro dello Sviluppo economico, interpellato sulle possibili misure per continuare ad abbassare le tasse sulle imprese, ha dichiarato che su super e iperammortamento «il punto della proroga è delicato». E che «la prima cosa da vedere a settembre sono i risultati, cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato, poi decideremo», perché «non possiamo fare come si fa sempre in Italia, che lanciamo una cosa e poi la proroghiamo immediatamente. Bisogna essere molto cauti e vedere prima quali sono i risultati». Parlando del piano per la banda ultralarga, ha invece chiosato: «A Telecom piacendo, potremo andare avanti e farlo molto speditamente. Siamo in ritardo, è vero» ha ammesso. Ma ha anche ricordato che il governo ha stanziato per il piano «3 miliardi».

«Aberrazione reddito cittadinanza, serve lavoro»
Calenda non ha rinunciato a un affondo all’ipotesi, non esclusa da Renzi, di introdurre un taglio dell’Irpef nella legge di bilancio («Fare “Industria 4.0” o tagliare l’Irpef è molto diverso - ha detto - una lavora sulle imprese che innovano crescono, l'altra si illude di dare una piccola fiammata ai consumi che non arriva perché per poterlo fare devi mettere in ballo una quantità di risorse enorme. Si sottovalutano gli italiani con gli slogan»). Altra stoccata alla proposta M5s del reddito di cittadinanza, definito «una aberrazione anche dal punto di vista dei valori» perché «è molto più facile dare un reddito che dare un lavoro» ma si tratta di una misura «ideologica» che risponde «allo stesso criterio con sui si usava la spesa pubblica negli anni '80 e '90», cioè «l'assistenzialismo». Per il ministro «non è questa la strada», perché «bisogna investire sulla competitività delle imprese diminuendo la pressione fiscale». E ha aggiunto di «condividere al 100» l’ipotesi di una misura mirata per favorire l’occupazione giovanile (tra le ipotesi a cui lavora il governo c’è un taglio di 15-20 punti di contributi per tre anni, per i primi contratti a tempo indeterminato a favore dei giovani, ndr).

Tajani: sgravi formazione giovani da 10 mld, fuori dal Patto
A tal proposito il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani, nel suo intervento all'Assemblea di Confartigianato, ha lanciato la proposta di una «defiscalizzazione per la formazione destinata a tutti i giovani europei, con un tetto di 200 euro mensili e un investimento totale di 10 miliardi. Si potrebbe tagliare il cuneo fiscale sui giovani del 25% circa». Una misura che h aggiunto «sentendo anche degli esperti, potrebbe essere escluso dal Patto di stabilità e crescita».

«Ok misure anti-dumping Ue, tuteliamo imprese»
Non solo. Il presidente del Parlamento europeo ha poi ricordato che la procedura d'infrazione a carico dell'Italia per i ritardi nei pagamenti «va mantenuta perché non paga le imprese, perché c'è un ritardo di 50 miliardi». E ha ricordato anche che «questa mattina la commissione Commercio ha approvato il testo con le misure anti-dumping da adottare nei prossimi anni e andrà nella giusta direzione. Per tutelare le imprese europee, non per innalzare muri, si fissano una serie di criteri che tuteleranno le imprese dalla concorrenza sleale, anche quelle artigiane che sono fonte del Made in Italy ed è giusto che siano tutelate». A tal proposito Calenda ha dichiarato che «non bisogna riconoscere alla Cina lo status di economia di mercato» e non perché ci fa paura, ma perché non possiamo più permettere che prodotti in dumping entrino nei nostri mercati, e che i consumatori li pagano meno non è un argomento, questo accade perché ci sono lavoratori che vengono pagati meno.

Confartigianato: tax spread Italia-Ue da 24mld, su lavoro 47,8% cuneo fisco
Il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti dal palco dell'assemblea
annuale ha sottolineato che il calo dell’elevata tassazione sull’impresa è ancora insufficiente. «Nel 2017 il carico fiscale arriva al 43% del Pil. Ci batte soltanto la Francia con il 47,5%. In pratica subiamo un tax spread rispetto all'Eurozona
pari a 24 miliardi all'anno» ha detto Merletti» ricordando che il cuneo fiscale sul costo del lavoro «è al 47,8%, sopra di quasi 12 punti rispetto alla media dei Paesi avanzati»


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