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Consip, prova superata per la maggioranza: ok al rinnovo dei vertici…

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Consip, prova superata per la maggioranza: ok al rinnovo dei vertici in «tempi rapidi»

L'Aula del Senato ha approvato la mozione presentata dalla maggioranza, a prima firma del capogruppo Pd Luigi Zanda, in cui si impegna il Governo «a procedere in tempi celeri e solleciti al rinnovo dei vertici della Consip». I sì sono stati 185, 76 i no e 5 gli astenuti. La mozione aveva il parere favorevole del Governo. L'Assemblea ha approvato anche gli impegni 1 e 3 della prima mozione che era stata presentata a Palazzo Madama sulla vicenda, il documento a prima firma Andrea Augello (Idea-Fl) sottoscritto da senatori di diversi gruppi. I sì sono stati 244, i no 17 e 11 gli astenuti. Anche su questi due impegni c'era il parere favorevole del Governo. Respinta con votazione separata la restante parte della mozione. Respinte anche le mozioni di Mdp (con 69 sì, 182 no e 16 astenuti), di Si e della Lega. Su i tre documenti c'era il parere contrario del Governo.

Zanda frena su verifica di governo: «È solo politica»
«È solo politica, un'altra cosa è il Parlamento». Dopo il voto il capogruppo Pd Zanda smorza i toni, evitando di unirsi alla richiesta di verifica avanzata oggi al premier Gentiloni dal senatore del suo gruppo Andrea Marcucci. Una richiesta necessaria, secondo il senatore dem, dopo le «preoccupanti prese di distanza di Mdp», che nella prima versione della sua mozione (poi dichiarata inammissibile dal presidente Grasso) aveva parlato della necessità per Luca Lotti di rimettere le deleghe da ministro.
«Oggi c'è stato un voto buono - ha detto Zanda - com'era doveroso. Le mozioni approvate hanno registrato la convergenza dei gruppi in Aula». Ma anche se «il voto dell'Aula inevitabilmente ridimensiona la richiesta di verifica», secondo Marcucci «resta il messaggio politico al premier Gentiloni alla luce del voto grave e incomprensibile di Mdp».

Il dibattito
Si è aperta stamattina la seduta dell'Aula di Palazzo Madama che ha iniziato l’esame delle cinque mozioni (Pd-Ap, Mdp, Idea, Lega e Sinistra italiana) sulla Consip. Tutte le mozioni, tranne quella della Lega, chiedono il ricambio del vertice della centrale d’acquisti della Pa dopo le dimissioni presentate dai due consiglieri del Tesoro (il presidente Luigi Ferrara e Marialaura Ferrigno) e la decadenza dell’intero board della società controllata dal Mef, ossia anche dell’ad Luigi Marroni, che però non si è dimesso. «Preso atto del dibattito» in Aula «l’ordine del giorno prevede la discussione sulle mozioni sulla Consip». Con queste parole il presidente del Senato Pietro Grasso ha scelto, di fatto, di non rinviare il dibattito in Aula e, conseguentemente le votazioni sulle mozioni. Il capogruppo Pd Luigi Zanda aveva invitato Grasso a rinviare il dibattito a dopo il 27 giugno (data della riunione dell'assemblea Consip per la nomina dei nuovi vertici) ma senza avanzare alcuna richiesta formale per la quale sarebbe stato necessario un voto ad hoc in Aula.

Morando: parere negativo governo a mozione Mdp
Alla ripresa dei lavori nel pomeriggio, il viceministro dell'Economia Enrico Morando ha annunciato in Aula il parere negativo del governo sulla mozione Mdp. L'esecutivo esprime invece parere favorevole alla mozione a prima firma del capogruppo Pd Luigi Zanda in quanto «prende esplicitamente e positivamente atto delle novità intervenute in questi giorni e impegna il governo a esercitare le proprie funzioni nella fase della decadenza del Cda perché decadenza c'è stata».

Grasso: inammissibile parte mozione Mdp su Lotti
In mattinata Grasso ha dichiarato inammissibile, per estraneità di materia, la parte della mozione presentata dal Mdp in cui si parla della necessità per Luca Lotti di rimettere le deleghe da ministro. Ammissibile l’altra parte della mozione in cui si chiede al governo di «valutare la revoca dell'incarico di amministratore delegato della Consip al dottor Luigi Marroni da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, al fine di assicurare la tutela degli interessi pubblici e la corretta gestione delle risorse, salvaguardando altresì l’immagine del socio pubblico». Nella nuova mozione presentata da Mdp a prima firma Miguel Gotor sul caso Consip, il riferimento al ritiro delle deleghe al ministro dello Sport Luca Lotti è stato quindi spostato nella “premessa” del documento e non negli “impegni” chiesti al governo.

Zanda: rinviare dibattito a dopo il 27 giugno
Il presidente del Senato Pietro Grasso ha letto in avvio di seduta la lettera del ministro dell’Economia Piercarlo Padoan con la quale si informa delle dimissioni dei due componenti del Cda e del fatto che «con le dimissioni della maggioranza dei consiglieri si intende dimissionario l'intero cda», compreso dunque il terzo componente, l’amministratore delegato Luigi Marroni, uno dei protagonisti (non indagato) dell’inchiesta sulla centrale acquisti della Pa. A seguire il suggerimento (che non si è tradotto però in una richiesta formale) del capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, intervenendo in Aula di rinviare «il dibattito dopo il 27, data della riunione dell'assemblea Consip, dopo la nomina dei nuovi vertici», perché le mozioni, alla luce della comunicazione di Padoan, hanno raggiunto i loro effetti», in quanto «il Consiglio è decaduto».

Quagliariello: Cda non è decaduto, votare mozioni
Posizione non condivisa dal senatore di “Idea” Gaetano Quagliariello che in Aula al Senato ha contestato la parte della lettera in cui il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan sostiene che, secondo lo statuto sociale, il cda attualmente va inteso come dimissionario. «Dal punto di vista formale non si può sostenere la decadenza del cda. Nello Statuto Consip vi è un punto inequivocabile, ovvero che il dottor Marroni è attualmente in carica». Quagliariello ha respinto la richiesta del Pd di un rinvio, perché sembrerebbe la volontà di azzerare un dibattito che invece anche grazie all'iniziativa parlamentare ha fatto passi avanti». E ha aggiunto: «Il modo migliore per concludere questa vicenda sia arrivare a votare queste mozioni».

Martelli (M5S): Lotti coinvolto nello scandalo
A tre mesi dal voto che ha respinto la mozione del M5S di sfiducia al ministro Luca Lotti, per i Cinquestelle è ancora il braccio destro di Matteo Renzi a essere sul banco degli imputati. «Lotti non solo ha avuto le dita nella marmellata, era dentro la tinozza dello scandalo Consip. E' coinvolto. come si può pensare che non c'entri nulla?». Così il capogruppo M5s al Senato, Carlo Martelli, intervenendo nell'Aula di Palazzo Madama. «Le mozioni - ha aggiunto - restano, si discutono e si votano. Stanno qui da marzo, non da oggi». E ha dichiarato «gravissima la decisione del presidente Grasso di dichiarare improponibile il nostro ordine del giorno, in cui chiedevamo di revocare le deleghe al ministro Lotti».

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