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Maturità, tracce belle e affrontabili. Premiata…

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Maturità, tracce belle e affrontabili. Premiata l’attualità

(ANSA)
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Sono tracce belle, varie, suggestive, quelle della prima prova, Italiano, di questa maturità 2017. Temi che consentono sicuramente a ciascun candidato di trovare almeno un argomento su cui svolgere in maniera sensata alcune riflessioni personali.

L'analisi del testo (Tipologia A)
Non è Svevo, non è Pirandello e non è Gadda (alcuni dei nomi più gettonati nei soliti, e mai azzeccati, pronostici della vigilia...), bensì Giorgio Caproni (1912-1990) l'autore individuato dal Ministero per la prima traccia, l'analisi del testo (tipologia A). Chiara nei suoi significati è la lirica dal titolo Versicoli quasi ecologici, scelta per un poeta sì del secondo Novecento, periodo della storia letteraria che ancora si stenta ad affrontare in classe, ma un autore unanimemente considerato “facile”, anche se in realtà, sotto l'apparente semplicità dei suoi versi, si stratificano spesso molteplici livelli di lettura. È un testo tratto dalla raccolta postuma Res amissa (1991), ma uscito in una prima versione sul “Richiamo” nel 1973 e poi sull'”Unità” nel 1988, un'accorata esortazione a rispettare la natura, una poesia che scorre veloce nei 18 brevi versi di cui è composta: «Non uccidete il mare, / la libellula, il vento».

Potrebbero aver messo in crisi i maturandi il «lamantino» del v. 4 e il «galagone» del v. 5, ma basta aprire un qualsiasi dizionario (strumento la cui consultazione è consentita durante la prova) per capire che si tratta, rispettivamente, di un mammifero acquatico (una sorta di tricheco) e di una simpatica scimietta africana, grande come uno scoiattolo ma dalle enormi orecchie (che, quando dorme, tiene accartocciate). L'appello prosegue dal v. 7 in poi: «E chi per profitto vile / fulmina un pesce, un fiume, / non fatelo cavaliere / del lavoro». Subito dopo, con efficace chiasmo: «L'amore / finisce dove finisce l'erba / e l'acqua muore». Fino a immaginare un mondo devastato e rinsecchito che fa esclamare nella chiusa: «Come / potrebbe tornare a esser bella, / scomparso l'uomo, la terra».

Sono già prevedibili le polemiche che certamente non mancheranno per la scelta di un autore per lo più assente dai programmi svolti. Eppure le Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento del 2010, si esprimono, per quanto concerne l'ultimo anno dei licei, in modo decisamente chiaro: «Dentro il XX secolo e fino alle soglie dell'attuale, il percorso della poesia, che esordirà con le esperienze decisive di Ungaretti, Saba e Montale, contemplerà un'adeguata conoscenza di testi scelti tra quelli di autori della lirica coeva e successiva (per esempio Rebora, Campana, Luzi, Sereni, Caproni, Zanzotto...)». Insomma, Caproni è uno dei pochi poeti del secondo Novecento, quattro in tutto, citati in modo esplicito.

Va chiarito che si tratta, appunto, di indicazioni, che hanno un valore orientativo, non prescrittivo: sarebbe bene però che gli insegnanti cominciassero a tenerne conto nella loro programmazione, per riuscire ad avvicinarsi il più possibile alla contemporaneità letteraria, e non a fermarsi ai soliti Pirandello, Svevo, Ungaretti e - quando va bene - Montale (cioè autori sostanzialmente del primo Novecento). Ed è come se, attraverso le tracce degli esami di maturità (si pensi ai brani di Claudio Magris nel 2013 o di Umberto Eco lo scorso anno), il Ministero cercasse quasi di forzare la mano ai docenti spingendoli a fare quello che non riescono a fare per svariate ragioni (alcune, peraltro, tutt'altro che pretestuose: a partire dall'oggettiva scarsità del tempo a disposione per coprire, nell'ultimo anno, un excursus diacronico molto vasto).

Il saggio breve (Tipologia B)

Sul motivo della natura verte anche la prima traccia, quella dell'ambito artistico-letterario, della tipologia B (saggio breve), La natura tra minaccia e idillio, mentre Nuove tecnologie e lavoro è quella dell'ambito socio-economico. Per l'ambito storico-politico i candidati sono invitati a trattare il tema Disastri e ricostruzione, mentre per quello tecnico-scientifico l'argomento è Robotica e futuro tra istruzione, ricerca e mondo del lavoro.
Anche qui, tutti temi di scottante attualità, su cui agli studenti non mancherà almeno un'infarinatura di massima: si pensi al dibattito attorno ai cambiamenti climatici e all'accesa discussione che si è sviluppata, nella politica internazionale e nei media, in seguito alla decisione del presidente Usa Donald Trump di uscire dall'accordo di Parigi; agli interrogativi relativi ai nuovi assetti occupazionali a causa di tecnologie sempre più sofisticate che sembrano ridurre drasticamente il ricorso alla forza lavoro; alle notizie di terremoti e altre calamità naturali che di recente, anche in Italia, hanno devastato le opere dell'uomo, causando morte e distruzione; ai cambiamenti attraversati dallo stesso mondo della scuola, di cui i ragazzi hanno esperienza diretta, in virtù della digitalizzazione dei processi burocratici e, in parte, della stessa didattica.

Il tema storico e quello d'attualità (Tipologie C e D)

E veniamo alle ultime due tracce. Il tema storico (Tipologia C) è sul Miracolo economico italiano: argomento, se va bene (gli insegnanti di Storia hanno gli stessi problemi di quelli di Italiano ad affrontare il secondo Novecento...), trattato in classe, magari anche trasversalmente, vale a dire in una prospettiva interdisciplinare: per esempio nel caso si sia letta qualche pagina degli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini. In anni, come questi, in cui in Italia (ma non solo) ci si rallegra quando il Pil cresce di un misero zero virgola qualcosa, un diciannovenne di oggi, abituato a sentir parlare di crisi e di disoccupazione (spettro, quest'ultima, che attende molti ragazzi una volta ottenuto il diploma di maturità), farà fatica a immaginare un Paese, quale era il nostro tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta, in cui - come documenta lo storico Paul Ginsborg (uno dei due autori citati nella traccia; l'altro è Piero Bevilacqua) - la crescita economica era esponenziale. L'altro lato della medaglia, messo in luce dal tema stesso, è però quello della crescente sperequazione tra Nord e Sud, una problematica destinata ad acuirsi negli anni successivi, fino a oggi: e questa, sì, è una situazione che i ragazzi purtroppo conoscono bene.

Infine, il tema d'attualità (tipologia D) - per molti studenti una sorta di “ultima spiaggia”, la traccia che si sceglie avendo scartato le altre - verte sul concetto di progresso, partendo da una citazione del genetista Edoardo Boncinelli («Per migliorarci serve una mutazione»). Anche qui viene in mente Pasolini, con la sua contrapposizione tra “sviluppo” e “progresso”: il primo come processo meramente materiale, misurabile in termini soltanto economici; il secondo un concetto che ha a che fare con la qualità della vita e con la dimensione culturale. Una chiave, questa, per problematizzare un approccio alle questioni, sempre più presente anche nella politica e nelle sue scelte, tutto numeri e cifre, che non tiene conto dei veri bisogni delle persone e dei cittadini. E anche in questo caso ci sarebbe veramente tanto da dire...

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