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Innovazione e lavoro, la svolta della maturità

PRIMA PROVA: TRE DELLE TRACCE DA ARTICOLI DEL SOLE 24 ORE

Innovazione e lavoro, la svolta della maturità

Milano, la prima prova dell'esame di maturità al Liceo Manzoni (LaPresse)
Milano, la prima prova dell'esame di maturità al Liceo Manzoni (LaPresse)

Cinquecentomila sono gli studenti coinvolti; 12.691 le commissioni d’esame per 25.256 classi. Ma tra numeri che, di volta in volta, si ripetono più o meno identici quest’anno c’è una sorpresa. Tre delle tracce della prima prova scritta, quella di italiano, della Maturità 2017, iniziata ieri, sono estrapolate dalle pagine e dal sito del Sole24Ore. Tre servizi, due dei quali parlano di innovazione e lavoro, proposti ai ragazzi come documenti per la redazione del saggio breve o di un articolo di giornale. Una scelta innovativa, soprattutto per le tematiche, di attualità, proposte ai maturandi. E che è piaciuta agli studenti: la traccia più scelta è risultata infatti proprio quella di ambito socio-economico sul rapporto tra «Nuove tecnologie e lavoro».

Sarà stato il dibattito su Industria 4.0 e nuove competenze; o l’introduzione dell’alternanza obbligatoria operata con la riforma Renzi-Giannini; o, semplicemente, una rinnovata attenzione ai temi dell’occupabilità e della formazione, ora che l’Italia sta provando, lentamente, a uscire dalla crisi. Con le nuove tecnologie che avanzano rapidamente, rivoluzionando mansioni e società.

Sta di fatto che anche la Maturità 2017, iniziata ieri con la prova d’italiano, se ne è accorta ed è uscita, un po’, dagli schemi tradizionali valorizzando temi di estrema attualità, come l’innovazione e il lavoro: la traccia di ambito socio-economico (utilizzata dagli studenti per la redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale) ha messo al centro infatti il rapporto fra «Nuove tecnologie e lavoro». «Disastri e ricostruzione» è stata la riflessione su cui ha puntato la traccia di ambito storico-politico, mentre quella dell’ambito tecnico-scientifico ha toccato il tema «Robotica e futuro tra istruzione, ricerca e mondo del lavoro».

Il miracolo economico è stato l’argomento del tema storico (finalmente si è posto l’accento su un periodo che va oltre la seconda guerra mondiale). La traccia di ordine generale ha avuto per oggetto il tema del progresso, e per rendere a portata di tutti, non solo dei liceali, ma anche dei maturandi degli istituti tecnici e professionali, sono state proposte delle «linee orientative» per sviluppare (al meglio) il testo. E così è passato un po’ in secondo piano l’autore - poco conosciuto - scelto per l’analisi del testo, vale a dire il livornese Giorgio Caproni; e anche lo spunto per la traccia di ambito artistico-letterario: «La natura tra minaccia e idillio nell’arte e nella letteratura».

Per la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, le tracce proposte ieri mattina agli oltre 500mila maturandi, scelte assieme alla struttura tecnica ministeriale su oltre 200 proposte, sono «molto attuali, in linea con le sfide che la società contemporanea pone ai cittadini sul piano dello sviluppo, del benessere da costruire, dell’innovazione, della relazione con l’ambiente e la comunità in cui viviamo».

Un cambio di passo (apprezzato pure dall’assessore lombardo, Valentina Aprea, specie sull’innovazione tecnologica) che è si visto anche nella scelta dei documenti inseriti nelle singole tracce d’esame; e che ha premiato Il Sole 24 Ore, in particolare il lavoro di approfondimento della testata. Sono stati ben tre gli articoli estratti dalle pagine e dal sito del giornale. Il primo servizio tratto dal Sole è un brano di uno scrittore e storico dell’arte cubano, naturalizzato italiano, Alvar Gonzalez-Palacios, titolato «I piedi nel fango, la dignità in testa», pubblicato il 28 ottobre 2016 nelle pagine culturali (l’autore racconta l’alluvione di Firenze e il lavoro di Alvar e di altri giovani per recuperare i documenti seppelliti dalla furia dell’acqua nell’Archivio di Stato). Il secondo articolo targato Sole è del collega Enrico Marro «Allarme Onu: i robot sostituiranno il 66% del lavoro umano», pubblicato il 18 novembre 2016, in cui si evidenzia, proprio per fronteggiare le nuove tecnologie, la necessità di abbracciare la rivoluzione digitale, a partire dai banchi scolastici (per ridisegnare i sistemi educativi in funzione delle competenze necessarie a lavorare con le nuove tecnologie). Il terzo articolo estratto dal Sole è a firma di Alberto Magnani «Robot e intelligenza artificiale, i deputati Ue chiedono norme europee», pubblicato il 17 febbraio 2017, e che allarga l’analisi sottolineando la richiesta comunitaria di disciplinare l’ascesa di robot e intelligenza artificiale in Europa.

L’apertura del Miur a tematiche attuali è stata apprezzata dagli studenti: il 38,9% dei maturandi ha scelto la traccia di ambito socio-economico sul rapporto tra «Nuove tecnologie e lavoro» (questa traccia è stata preferita in tutti i percorsi di studio: è stata svolta dal 28% dai candidati nei licei, dal 50,2% negli istituti tecnici e dal 50,9% nei professionali). A seguire il tema di ordine generale sul progresso, preferito dal 17,3% dei ragazzi. Il 10,2% ha preferito l’ambito tecnico-scientifico con la traccia su «Robotica e futuro tra istruzione, ricerca e mondo del lavoro». Il tema storico sul miracolo economico è stato scelto (purtroppo) da appena l’1,9% dei candidati.

Oggi i 505.686 maturandi si cimenteranno con la seconda prova, quella d’indirizzo (latino al classico, matematica allo scientifico, economia aziendale al tecnico, indirizzo «Amministrazione, Finanza e Marketing »). Poi sarà la volta del cosiddetto “quizzone”, la terza prova a carattere pluridisciplinare, elaborata dalle singole commissioni. Si finirà con il colloquio. Le commissioni disporranno di 45 punti per la valutazione delle tre prove scritte (all’orale il massimo sono 30 punti, 25 “pesa” invece il credito scolastico). La maturità si supera con 60 su 100; la “lode” è appannaggio dei più meritevoli (ma solo se in possesso di alcuni prerequisiti di ammissione agli esami, ossia aver ottenuto, nell’ultimo triennio, almeno “8” nel comportamento e in tutte le discipline).

L’attuale esame di Stato sarà così ancora un altro anno; dal 2018/2019 invece si cambia, come previsto dalla «Buona Scuola». Le prove scritte scenderanno a due (viene cancellato il “quizzone”), più l’orale. L’alternanza diventa requisito di ammissione alle prove, insieme allo svolgimento dei test Invalsi, che sbarcano quindi in quinta superiore. Cambierà la valutazione. Si dà maggior peso al percorso fatto nell’ultimo triennio: il credito scolastico inciderà fino a 40 punti, le due prove scritte fino a 20 punti ciascuna, il colloquio fino a 20 punti. La composizione della commissione d’esame resterà quella attuale: un presidente esterno più tre commissari interni e tre commissari esterni.

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