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Bankitalia difende il decreto sulle banche venete: «Lo Stato non ci…

briefing del vice dg panetta

Bankitalia difende il decreto sulle banche venete: «Lo Stato non ci perde, forse ci guadagna»

(Olycom)
(Olycom)

Via Nazionale in campo a difesa del decreto legge sulle banche venete varato ieri dal Governo. «È sbagliato dire che lo Stato ci perde. Forse ci guadagna, e se ci perde è in maniera ridotta e quindi capace di sopportarlo», spiega il vice direttore generale della Banca d'Italia Fabio Panetta commentando i numeri dell'operazione di salvataggio. I 4,8 miliardi di euro di esborso immediato previsti dal provvedimento, in particolare, «torneranno indietro con la vendita degli attivi. Lo Stato non ci perde, anticipa una somma e aspetta il rientro». Quanto ai 17 miliardi di valore complessivo stimati per il decreto questa «è una cifra che non esiste» e comprende garanzie che non saranno attivate. Si tratta infatti di risorse «mobilitate» indicate dal ministro Padoan in conferenza stampa con riferimento ai rischi massimi «come il massimale delle assicurazioni ma quello che paghi, molto inferiore, è il premio», nel caso il costo fair value delle garanzie.

Decreto «punto di svolta» per l’immagine del sistema creditizio
L'altra faccia della medaglia, positiva e poco considerata in molti commenti a caldo sul decreto, è il possibile «punto di svolta» dell'operazione messa in piedi dall'Esecutivo «per l'immagine e la percezione del sistema bancario italiano». Secondo Panetta, il decreto è «un passaggio importante» per «la percezione legata alle ultime difficoltà» del nostro sistema creditizio, può eliminare «punti rilevanti di tensione sistemica». Il briefing a palazzo Koch sui punti salienti del decreto è anche l’occasione per commentare la proposta di acquisizione di una quota delle due banche presentata a maggio da quattro hedge fund, richiesta poi bocciata dalla Dg compentente della Banca d’Italia. La ragione, spiega Panetta, è che «mettevano troppo poco capitale». Non solo. La proposta, mai formalizzata, conteneva anche una serie di clausole che estraevano troppo valore dalle banche con troppo poco capitale privato ai fini dell'ipotesi di ricapitalizzazione precauzionale.

«Costo eventuale bail-in sarebbe stato maggiore»
Illustrando i dettagli della liquidazione coatta amministrativa delle banche venete realizzata nel week-end assieme al capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo Panetta sottolinea poi che la liquidazione ordinata (lca) era senza alternativa, ed è stata realizzata nel rispetto delle regole. «Una soluzione necessaria, inevitabile e con costi contenuti», insiste il vice Dg di Bankitalia, con cui «si è evitato uno shock al sistema finanziario e all'economia reale». Da respingere anche la tesi che nel 2016 il salvataggio sarebbe stato più semplice e con costi inferiori. Per Panetta «ci sarebbe stato un bail-in sanguinoso, con l'attivazione del Fondo interbancario». Un esito «molto costoso e potenzialmente dirompente per l'economia italiana».

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