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Dossier Bucci, il manager-scout che ha espugnato la rossa Genova

    Dossier | N. 86 articoliElezioni amministrative 2017

    Bucci, il manager-scout che ha espugnato la rossa Genova

    Marco Bucci (LaPresse)
    Marco Bucci (LaPresse)

    Manager con carriera internazionale e gioventù nello scoutismo. Eccoli i due assi nella manica del 58enne Marco Bucci che, con il sostegno incondizionato di Giovanni Toti e Matteo Salvini, ha espugnato la città della Lanterna, da mezzo secolo guidata dal centrosinistra.

    Bucci l’americano
    È Bucci l’americano, manager forgiato tra l’Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti. La lunga carriera inizia con la laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutica all’Università di Genova, poi la specializzazione nelle Università di Minnesota e Michigan oltre che all’IMD di Losanna. Nel giro di pochi anni passa dalla presidenza di Carestream Health Inc. a Rochester (Usa), la vicepresidenza di SGS a Ginevra, l’incarico di Ceo in Eastman Kodak Company tra Genova e New York, giusto per citare i più importanti. Niente a che vedere con i folkloristici politici locali che la Lega ogni tanto è solita presentare. Nell’ottobre 2015 Bucci viene chiamato da Toti a guidare Liguria Digitale, società controllata quasi totalmente dalla Regione, per sviluppare l’infrastruttura tecnologica e i servizi digitali in tutto il territorio ligure.

    L’amicizia con il leghista Rixi
    Si racconta che tra lui e il centrodestra genovese i primi rapporti siano stati facilitati dalla passione per la montagna condivisa con Edoardo Rixi, segretario ligure della Lega Nord e assessore regionale allo sviluppo economico. È stato il Carroccio nel 2015 a volere Bucci alla guida di Liguria Digitale. E con la stessa forza è stato Rixi a spianargli la strada verso la candidatura. Al cattolicesimo, ad una formazione scout che insieme alle meraviglie di Genova non manca mai di ricordare, Bucci unisce anche il tipico spirito di servizio made in Usa: «Ho avuto tanto dalla mia vita, ora voglio dare qualcosa: vorrei farlo per la mia città. Mi metto al servizio di Genova» ha ripetuto a ogni pie’ sospinto in campagna elettorale.

    Le “3T” della formazione da scout
    Nei due anni a Liguria Digitale il manager venuto dagli Usa ha mostrato tutta l’insofferenza possibile nei confronti della burocrazia italiana, quella cosa per cui prima di spendere un solo euro ci vogliono delibere, impegni di spesa e montagne di scartoffie. E in Liguria Digitale, come in gioventù negli scout, si è fatto conoscere per le famose “3T”: tosto, tenace e testardo. «3T era il modo in cui mi chiamava il mio capo scout. Il mio carattere non è mutato, è rimasto quello di allora».

    Bucci: da Genova può partire la riscossa del centrodestra

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