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La sconfitta di Lady Tosi evita al leader una nuotata nell’Adige

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La sconfitta di Lady Tosi evita al leader una nuotata nell’Adige

Patrizia Bisinella
Patrizia Bisinella

Lady Tosi non ce l’ha fatta a conquistare la poltrona di sindaca di Verona. La sua sconfitta al ballottaggio mette fine all’era Tosi nella città scaligera. Perché Patrizia Bisinella è anche la compagna del sindaco uscente Flavio Tosi e dopo una militanza di 15 anni nelle file della Lega, ha condiviso con lui l’uscita dal Carroccio dopo quella che definisce «l'ingiusta espulsione» subita da Flavio Tosi. Sconfitta da Sboarina nel giorno del suo compleanno. Tutta colpa dell’alto tasso di astensionismo che ha caratterizzato la seconda tornata di voto, con il 42,3% dei veronesi alle urne contro il 58,8 della prima tornata di voto. «Sono rimasta colpita - ha detto - dal dato dell’astensionismo e delle schede bianche, evidentemente molti nostri concittadini non si sono riconosciuti nei due candidati al ballottaggio».

Tosi evita la nuotata di 10 km nell’Adige
E così Tosi, per la mancata elezione della compagna, ha evitato la nuotata di 10 chilometri nell’Adige che aveva promesso se la Bisinella fosse stata eletta. Sostenuta da un cartello di liste civiche, ha portato a casa solo il 41,8% con 33.848 voti. Tredicimila voti in meno del neo sindaco, che l’hanno allontanata dalla poltrona di prima cittadina, conquistata da Federico Sboarina con il 58,1% e 46.962 voti. Il ballottaggio l’ha conquistato battendo di sole 1.200 preferenze la candidata di centrosinistra Orietta Salemi.

L’endorsement- boomerang di Renzi
L’endorsement di Renzi a votarla al ballottaggio per sconfiggere il candidato del centrodestra, secondo le affermazioni della Bisinella, sarebbe stato un vero e proprio boomerang, perché l’area radicale del Pd avrebbe invece sostenuto Sboarina. E gli altri sono rimasti a casa.

Quando si candidò Salvini gridò all’inciucio
Quando la Bisinella si candidò alla poltrona di prima cittadina di Verona il leader del Carroccio Matteo Salvini gridò all’inciucio all’ombra dell’Arena. Classe 1970, una laurea in Giurisprudenza nel cassetto, senatrice eletta nelle liste della Lega e passata al gruppo misto nelle file di Fare!, presidente della Commissione pari opportunità. Una donna che si è sempre offesa per il soprannone di “Lady Tosi”, visto che - racconta - ha conosciuto il politico tre anni e mezzo fa, nel corso della campagna per le europee del 2014, dopo anni di militanza nelle file del Carroccio. Galeotto, ha raccontato, fu un derby, con lei tifosa del Chievo e lui dell’Hellas. Effettivamente nella Lega Bisinella ha collaborato a lungo: 13 anni come funzionaria legislativa con il gruppo parlamentare della Lega in Parlamento; poi dal 2008 al 2011 capo della segreteria particolare del ministero per le Riforme per il federalismo. Dal 2009 al 2011 componente dei gruppi di lavoro della Copaff, Commissione tecnica paritetica per il federalismo fiscale, istituita presso il ministero dell’Economia. Non che Patrizia non avesse i requisiti idonei. Il passo falso è stato accettare la candidatura a sindaca di Verona con un compagno così di peso accanto che su quella poltrona era stato seduto per ben due volte.

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