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Dossier Sport utility a passo di carica

    Dossier | N. 17 articoliMotori / Speciale Suv, tutte le novità in arrivo marca per marca

    Sport utility a passo di carica

    La Bmw X3
    La Bmw X3

    C’è chi immagina, o forse sogna, auto totalmente senza guidatore e perfino macchine volanti. Si leggono proclami al di là del futuristico (anche di multinazionali dell’hi-tech a caccia di facili ritorni su media) e “dotti” interventi di “fantamobilità” a base di droni da città e macchine volanti. E c’è chi, invece, progetta e costruisce auto vere. E chi queste auto le compra. Alcune sono supertecnologiche e connesse, magari guidano un po’ da sole (e di più lo faranno in futuro), altre sono o saranno elettriche, ma di certo molte, anzi moltissime saranno suv: sport utility vehicle. Termine fino a qualche tempo fa se non inviso era guardato con sospetto, sinonimo di auto «brutta, sporca e cattiva». Ora invece lo scenario è, giustamente e finalmente, cambiato anche dal punto terminologico. Basta vedere un qualsiasi spot tv che pubblicizza un nuovo modello per rendersi conto che la parola suv è stata sdoganata in via definitiva. Il termine “suv” è esibito orgogliosamente anche se, in realtà, si tratta di un crossover o di una semplice utilitaria con qualche orpello dal look off-road. Le case hanno capito che la gente ha voglia soprattutto di suv, non di monovolume o di berline. E che suv è un termine cool che rappresenta una tipologia che è e resta sulla breccia. E in numeri danno ragione ai costruttori che seguono una domanda in crescita.

    Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio auto Findomestic, negli ultimi otto anni le vendite di autovetture globali sono cresciute costantemente, passando dagli oltre 62,2 milioni del 2009 ai 91 milioni del 2016, con un incremento dell’immatricolato del 45% con la prospettiva di superare i 100 milioni nel 2020. L’automobile dunque è desiderata, piace ed è utile anche perché nella mobilità individuale le quattro ruote restano centrali. E, nell’evoluzione del mercato i suv, di ogni dimensione e tipologia, continuano a crescere fino al punto che, a livello globale, la penetrazione di auto di questa tipologia ha raggiunto il 42% negli Usa e il 33% in Cina, mentre quella delle marche premium e di quelle luxury raggiunge l’incidenza massima in Germania (31%) e Regno Unito (30%).

    La percezione dell’automobile non risulta, quindi, intaccata dalle questioni legate a emissioni e inquinamento o dal “dieselgate”. L’amore per l’automobile ha fondamenta solide. Infatti, alla base della ripresa del mercato, secondo l’Osservatorio auto Findomestic, c’è un forte rapporto tra i consumatori e l’auto, un bene che esprime due valori: è un prodotto necessario a molti ed è ancora aspirazionale. Ma non solo: l’88% degli oltre 8.500 consumatori di 15 Paesi intervistati dichiara di non poter fare a meno dell’auto, percentuale che sale al 90% per gli italiani. Inoltre, secondo l’88% degli automobilisti l’automobile offre il massimo senso di libertà negli spostamenti anche perché garantisce un risparmio di tempo (secondo il 93% degli intervistati). Ma l’auto e anche passione e voglia di possedere un oggetto appagante sotto ogni profilo. Anche per questo, nel nostro Paese, il 38% del campione è disposto a spendere di più per comprare un’automobile che soddisfi l’aspetto edonistico e lo rappresenti agli occhi degli altri. Un atteggiamento che si riflette anche a livello internazionale dove addirittura il 47% non bada a spese per l’acquisto dell’auto che più gli piace. E questo spiega anche la moda dei suv, vetture che dalla loro hanno i vantaggi della guida alta, spazio abbondante senza eccedere in lunghezza e un look che nella stragrande maggioranza piace e si fa notare. Non c’è da stupirsi di questo: del resto, perché mai se si presta attenzione al design di uno smartphone non si dovrebbe fare altrettanto con l’automobile che è il secondo bene più importante dopo la casa? La risposta è scontata.

    Ed ecco spiegata anche la corsa delle case a lanciare in questi mesi una vera raffica di nuovi modelli di suv per adeguarsi a una domanda che chiede auto in forma di sport utility. E si tratta di proposte che spaziano in ogni settore e dimensione: dal premium al luxury, dal green elettrificato fino ai “suvvetini” da città e quelli medi. E in questi giorni sono stati lanciati modelli inediti per nome e collocazione di mercato. È il caso delle gemelle diverse coreane: Hyundai Kona e Kia Stonic, con le quali i due brand del gruppo asiatico puntano per la prima volta su un segmento, quello dei suv compatti, molto importante. Ma in questi giorni hanno debutto anche la Citroën C3 Aircross che manda in pensione la C3 Picasso sancendo il passaggio dal concetto di monovolume a quello di sport utility/crossover. Sono state settimane davvero calde per il modo suv, visto che sono stati svelati modelli di peso come l’inedita Range Rover Velar e, qualche giorno fa, la terza generazione della Bmw X3 nonché la Opel Grandland X che si pone su un gradino più alto rispetto alla recentissima Crossland X (anch’essa basata su piattaforma Psa a seguito di un fidanzamento iniziato nel 2012 e sfociato nelle nozze di marzo tra il gruppo francese e la casa del lampo). E per rimanere in Francia non va dimenticato il Ds 7 Crossback, suv di lusso portato al debutto in strada un mese e mezzo fa dal neopresidente francese Emmanuel Macron, quasi a sdoganare una nuova accettabilità sociale del suv che ha preso il posto delle grandi berline di rappresentanza. E tra i lanci caldi di questo periodo non va dimenticata la Seat Ateca che è stata svelata ieri e, per rimanere nel gruppo Vw, la Škoda Karoq, mentre sta per debuttare un cucciolo di giaguaro: la Jaguar E-pace, secondo suv, questa volta compatto, della marca inglese. Insomma, mai come adesso il settore dei suv è stato così effervescente.

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