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Dossier In viaggio verso quota due milioni

    Dossier | N. 6 articoliMotori / Flotte e noleggio in ascesa

    In viaggio verso quota due milioni

    Da gennaio a maggio sono state immatricolate in Italia 948.051 autovetture, con una crescita sullo stesso periodo del 2016 dell’8%. I centri studi più accreditati prevedono che nell’intero 2017 si arriverà a quota due milioni. Se sarà così, il mercato italiano, dopo esser cresciuto sia nel 2015 che nel 2016 del 16%, farà registrare anche nel 2017 una crescita di gran lunga superiore a quella del Pil.

    È più che legittimo chiedersi come sia possibile che il mercato dell’auto cresca con tassi molto superiori a quelli del contesto economico. In estrema sintesi, si può dire che il mercato italiano dell’auto durante la crisi ha subìto un calo molto superiore a quello del resto dell’economia. Questa situazione ha determinato il rinvio della normale domanda di sostituzione dell’imponente parco auto di cui il Paese dispone (oltre 37 milioni di vetture) e quando, a cavallo tra il 2013 ed il 2014, si è diffusa la convinzione che il peggio fosse passato, la gente ha ricominciato ad attingere ai propri risparmi e al credito al consumo per sostituire le vetture più vecchie.

    E continuerà a farlo, se permarrà una sia pur modesta fiducia della ripresa dell’economia. L’aspetto più sorprendente nell’attuale scenario della motorizzazione nel nostro Paese non è però la crescita sostenuta delle immatricolazioni, ma il fatto che anche il parco circolante continua ad aumentare. Certo non farà piacere ai talebani dell’ecologia, è però un dato di fatto che l’alternativa all’automobile (al di fuori delle città) non è la bicicletta, ma il trasporto pubblico e durante la crisi il trasporto pubblico ha aumentato le tariffe, tagliato le linee e peggiorato il servizio con due sole eccezioni (che sono però di assoluto rilievo): il trasporto aereo low-cost e l’alta velocità ferroviaria.

    Oggi, ben pochi pensano di fare un viaggio di lavoro da Milano a Roma in automobile quando in tre ore si può raggiungere il cuore di Roma partendo dal cuore di Milano. L’alta velocità sta dunque facendo una forte concorrenza all’automobile e i voli low-cost pure. Il fatto è che questa concorrenza non ha avuto finora l’effetto di determinare rinunce a possedere l’automobile, ma ne ha ridotto soltanto l’utilizzazione, come emerge con grande chiarezza dalle statistiche sui consumi di carburante.

    Lo sviluppo del mercato è sostenuto in particolare dalla domanda delle società che acquistano auto per la loro attività aziendale o per darle in noleggio. Un segmento particolarmente frizzante, che gode ancora del beneficio fiscale del superammortamento. Il Centro studi aziendali ha condotto un sondaggio su un segmento molto significativo, quello delle flotte con più di 20 auto e ne ha anticipato i risultati al Sole 24 Ore. Il primo dato che emerge è che pure le flotte aziendali, che hanno risentito in maniera pesante della crisi, stanno ritornando alla normalità ed hanno quindi ricominciato a sostituire più regolarmente le vetture che utilizzano.

    Oggi l'anzianità media delle vetture dismesse dai parchi auto aziendali è di 49 mesi. Prima della crisi, l'età media era di 42 mesi, poi vi è stata un'impennata, ma ora si sta ritornando verso i livelli pre-crisi. Un altro dato interessante è la percorrenza media delle auto dismesse, oggi di 138.359 chilometri, che corrispondono a 33.882 chilometri all'anno. Anche qui si sta ritornando verso i livelli ante crisi, ma occorre tenere conto che la concorrenza all'auto dei voli low-cost e dell'alta velocità ferroviaria è molto più forte per le aziende che per i privati. Un altro aspetto di interesse riguarda poi la formula utilizzata per ottenere la disponibilità dell'auto.

    Ben il 79% delle vetture delle flotte sono acquisite in noleggio a lungo termine e la percentuale aumenta al crescere della numerosità delle auto in flotta fino ad arrivare all'88% nei parchi con più di 100 auto. Tornando all'intero universo delle flotte, a fronte del 79% di auto in noleggio a lungo termine vi è un 18% di auto in proprietà e poche briciole per il leasing. Di rilievo è poi il fatto che l'interesse per il noleggio a lungo termine (Nlt) si sta trasferendo anche ai privati. Secondo Aniasa, sono 15mila i contratti Nlt intestati a privati. Una goccia nel mare, ovviamente, ma è l'inizio di un processo che si svilupperà nei prossimi anni.

    Se i privati seguono le scelte delle aziende per disporre di autovetture non vi è nulla da eccepire. Sarebbe invece altamente deleterio se i privati seguissero i modelli di comportamento delle aziende sulle tematiche ambientali. Dall'indagine risulta infatti che il 91% delle vetture dei parchi auto aziendali sono diesel, mentre il 4% sono a benzina e le alimentazioni ecologiche devono accontentarsi del 5%, una quota risibile e decisamente lontana dalla pur modesta incidenza (10,7%) delle alimentazioni ecologiche sul complesso delle immatricolazioni.
    L'autore è presidente del Centro studi Promotor

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