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Dossier Leasing e noleggio a lungo termine in crescita

    Dossier | N. 6 articoliMotori / Flotte e noleggio in ascesa

    Leasing e noleggio a lungo termine in crescita

    • – di Pier Luigi del Viscovo

    I rapporti sul leasing e sul noleggio, presentati rispettivamente da Assilea (associazione delle società di leasing) e Aniasa (associazione dei noleggiatori), hanno restituito il quadro di un 2016 molto positivo su entrambi i fronti. Stimolate da forti incentivi (il superammortamento e la Nuova Sabatini), le imprese e i professionisti a partita Iva hanno risposto comprando auto, furgoni e camioni con un ricorso al leasing che ha sfiorato gli 8,9 miliardi di euro (+28% rispetto al 2015) per 309mila contratti stipulati (+23%).

    In termini di prodotti, per le macchine il valore dello stipulato leasing è cresciuto del 24% e per i veicoli commerciali del 27%, mentre il vero boom è stato registrato per i veicoli industriali, con un 50% di aumento rispetto al 2015.

    Le automobili acquisite con un leasing nel 2016 sono state 118.217, il 38% del volume dello stipulato. Sulle immatricolazioni di auto il leasing ha pesato per il 6,4%, in crescita rispetto all’anno precedente quando contava per il 5,6%. I principali utilizzatori dello strumento finanziario sono stati i noleggiatori a breve, che pesano per il 41% del totale, seguiti dalle società (29%) e dai privati con partita Iva (25%). Residuale, invece, il ricorso al leasing da parte dei noleggiatori a lungo termine: 5%. Tuttavia, il fatto che i noleggiatori usino il leasing per finanziare la loro attività dimostra ancora una volta come i due strumenti siano non necessariamente alternativi. Anzi, quando si tratta di veicoli strumentali all’attività d’impresa, come tipicamente per il noleggio a terzi, si rivelano complementari, parti di una filiera che produce un servizio.

    I NUMERI CHIAVE 2016
    ( Fonte: Elaborazioni Centro Studi Fleet&Mobility)

    Venendo al noleggio, l’Aniasa ha presentato una fotografia ancora più robusta. Un settore con un elevato tasso di competitività interno, che non solo cavalca la domanda ma la stimola anche. Una competitività talmente spinta da risultare in alcuni passaggi al di sopra della norma e che forse non trattiene la porzione di valore generato che sarebbe lecito attendersi. In forme diverse, questo si riscontra sia nel noleggio a breve termine (Rac) sia in quello a lungo termine (Nlt). Nella sua totalità, il noleggio ha prodotto nel 2016 un giro d’affari di 7,7 miliardi di euro, in espansione del 10% rispetto al 2015, con una flotta che tra macchine e veicoli commerciali leggeri ha sfiorato le 800mila unità, anche queste in crescita di 100mila pezzi sull’anno precedente. Tutto ciò ha portato il settore a pesare come mai prima sul comparto automotive. Lo scorso anno, più di un’auto ogni cinque immatricolate in Italia era ad uso noleggio. Il Nlt, in particolare, ha incrementato nel 2016 il proprio giro d’affari di oltre mezzo milione di euro, portandolo a 6,5 miliardi, di cui 1,7 dalla rivendita di veicoli usati a fine noleggio. Stando alla sola attività tipica, è passata da 4,3 miliardi del 2015 a 4,8 del 2016. Per fornire una chiave di valutazione, basti osservare che nei tre anni precedenti il settore era cresciuto di 400 milioni, dai 3,9 miliardi del 2012. In termini percentuali, il 2016 ha registrato un +12%, laddove dal 2012 al 2015 l’apprezzamento era stato in totale del +10%. Pure la flotta gestita (auto e furgoni) a fine anno è risultata incrementata di 90mila unità sull’anno precedente. Anche qui, vale la pena evidenziare come nel triennio precedente la crescita fosse stata di 58mila veicoli.

    Guardando alle sole macchine, il Nlt nel 2016 ha immatricolato 229mila auto, per un controvalore di 4,9 miliardi di euro, al netto degli sconti. È quanto emerge dalla consueta analisi sul valore del mercato, condotta ogni anno dal Centro studi Fleet&Mobility, che quest’anno si è arricchita, grazie al sostegno di Europcar, di una sezione dedicata esclusivamente al noleggio. In questi numeri c’è la crescita del prodotto/servizio, superiore a 62mila auto, che ha portato la flotta gestita a fine anno a quasi 520mila macchine, producendo un fatturato di quasi 4 miliardi di euro. La spinta verso l’alto del valore è stata determinata, nel Nlt come nel resto del mercato, anche dalle preferenze crescenti verso i Suv e i crossover, vetture di gran moda per le quali i clienti sono disposti a spendere qualcosa in più. La loro quota, nel Nlt, è passata dal 21% del 2015 al 24% dello scorso anno.

    Di questo momento di forte sviluppo del Nlt hanno parlato il presidente di Aniasa, Andrea Cardinali, e il presidente di Unrae, Michele Crisci, intervenuti a La Capitale Automobile Fleet, ribadendo come non si debba porre questa crescita in alternativa all’attività che i concessionari svolgono sui privati e sulle Pmi: il mondo in questi anni si muove velocemente e i dealer, se non vogliono restare indietro, devono integrarsi nell’offerta di auto più servizi, che è la nuova domanda espressa dal cliente. Cardinali ha anche sottolineato come la presenza al dibattito di Aniasa e Unrae insieme andasse vista come un fatto significativo e strutturale e che sarebbe stato auspicabile avere anche Federauto al tavolo.

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