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Dossier Patek Philippe spinge i preziosi

    Dossier | N. 12 articoliRapporto Orologi

    Patek Philippe spinge i preziosi

    Il cronografo rattrapante con calendario perpetuo e cassa in platino.
    Il cronografo rattrapante con calendario perpetuo e cassa in platino.

    Per chi guarda all’orologeria non solo per passione, ma anche con la legittima aspirazione di dare al proprio acquisto il valore di un investimento, Patek Philippe rappresenta una scelta pressoché sicura. Lo indicano i risultati delle aste, che vedono la maison ginevrina indipendente ai primi posti nelle vendite internazionali, oltre che depositaria dei più importanti record del mondo del settore orologi (valga per tutti l’ultimo record del mondo stabilito da un cronografo con calendario perpetuo in acciaio – Ref. 1518 del 1944 – venduto da Phillips a Ginevra il 12 novembre 2016 per 11 milioni di franchi svizzeri).

    D’altra parte, anche senza considerare il mercato collezionistico, la produzione corrente Patek Philippe – circa 58mila pezzi nel 2016, l’80% dei quali realizzati in metalli preziosi (oro e platino)e un fatturato di circa 1.300 milioni di franchi svizzeri secondo l’ultimo rapporto Vontobel – presenta caratteristiche tali da collocarla in una fascia di mercato decisamente elevata: in pratica, il segmento occupato dalle grandi complicazioni, quali calendari perpetui, ripetizioni minuti, cronografi con calendario perpetuo e così via. Qui la qualità, il valore intrinseco dell’orologio e la sua esclusività sono la regola; ed è noto come queste caratteristiche rappresentino le migliori condizioni di partenza affinché un orologio possa aspirare a un futuro di oggetto da collezione.

    Ha tutte le carte in regola per una simile ambizione il nuovo calendario perpetuo Ref. 5320G che Patek Philippe ha presentato a Baselworld 2017. Il suo quadrante vintage, in un delicato ed elegante color crema, riprende i codici stilistici che hanno fatto dei calendari perpetui della manifattura un cult della storia dell’orologeria del 900, con l’indicazione del giorno della settimana e del mese in due finestrelle al di sotto delle ore 12, e con la data a lancetta che incornicia il quadrantino delle fasi lunari, a ore 6. A completare il quadro delle informazioni fornite sono due indicatori circolari ai lati delle fasi lunari, rispettivamente con l’indicazione giorno/notte e con il ciclo degli anni bisestili. Ad animare l’orologio, disponibile con cassa in oro bianco 18 carati, è il movimento meccanico a carica automatica calibro 324 S Q, con grande rotore di carica in oro a 21 carati e modulo del calendario perpetuo, che assicura un funzionamento senza correzioni a fine mese e neppure negli anni bisestili, fino all’anno 2100 (naturalmente affinché ciò si verifichi l’orologio va tenuto costantemente in carica). Quanto alle fasi lunari, sarà sufficiente un’unica correzione ogni 122 anni.

    Tra le grandi complicazioni presentate nel 2017, il posto d’onore va alla Ref. 5372, non una novità in senso assoluto, ma una rivisitazione molto interessante del famoso cronografo rattrapante con calendario perpetuo di Patek Philippe. Realizzato con una cassa in platino di soli 38,3 millimetri di diametro, in due versioni di quadrante – blu soleil oppure oro rosa satinato verticale – l’orologio monta un movimento meccanico a carica manuale (calibro CHR 27-525 PS Q) di grande complessità, capace di integrare un gran numero di funzioni: da quelle del calendario perpetuo alle indicazioni cronografiche, senza dimenticare l’indicazione giorno/notte e le fasi lunari; quanto al cronografo, va precisato che si tratta di un cronografo monopulsante (un unico pulsante inserito nella corona permette di avviare, fermare e riazzerare il cronografo), con funzione rattrapante (in aggiunta alla normale lancetta cronografica centrale, che, con termine francese, è detta trotteuse, l’orologio è dotato di una lancetta supplementare dei secondi; quest’ultima può essere fermata mediante l’apposito pulsante, consentendo di misurare i cosiddetti “tempi intermedi”). Insomma, un vero e proprio capolavoro di tecnica orologiera, la cui produzione è molto limitata proprio a causa dei lunghi tempi di realizzazione richiesti da ciascun esemplare.

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