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Stop al commissariamento, Casu verso la segreteria del Pd di Roma con il…

dopo mafia capitale

Stop al commissariamento, Casu verso la segreteria del Pd di Roma con il 57% dei voti

Andrea Casu, durante la campagna elettorale nei circoli  per la segretaria del Pd di Roma
Andrea Casu, durante la campagna elettorale nei circoli per la segretaria del Pd di Roma

Ancora manca l’ufficialità (arriveranno a ore gli ultimi voti dei circoli nel municipio X di Ostia), ma Andrea Casu si avvia a diventare segretario del Pd romano con il 57% dei voti. La notizia è stata data ieri sera tardi su Facebook da Luciano Nobili, esponente renziano del Pd romano. Pochi minuti dopo, sempre su Facebook, è arrivato il riconoscimento anche da parte di Andrea Santoro, uno degli altri tre sfidanti di Casu: «Ho appena chiamato Andrea Casu per fargli i complimenti. Manca ancora il dato del Municipio X ma i numeri dicono che Andrea è il nuovo segretario del Pd Roma». Si avvia così al termine il commissariamento del partito romano, arrivato tre anni fa dopo lo scandalo di Mafia Capitale.

Dalla Margherita al Pd, chi è il nuovo segretario
Andrea Casu, 35 anni, già assessore nel IV municipio (zona Roma est), non è uno dei volti noti del Pd romano, anche se ha iniziato a fare politica fin dal liceo. Nel 2001 è stato eletto consigliere nel Municipio Roma Centro storico e nel 2006 è stato riconfermato. È stato responsabile esteri dei Giovani della Margherita e nel 2008 è stato tra i fondatori dei Giovani Democratici, l’organizzazione giovanile del Pd. Ha lavorato nell’ambito dell’assessorato alla Casa della Regione Lazio e poi all’Assessorato alla qualità della vita di Roma capitale. Vicino ai renziani doc della capitale, l’anno scorso ha provato ad entrare nell’Assemblea capitolina, ma le 1.864 preferenze non sono state sufficienti.

Il sostegno delle anime renziane del Pd romano
La candidatura di Casu è emersa dopo che le anime renziane del Pd romano hanno cercato fino all’ultimo di convergere tutte su un nome unitario: da area dem del ministro Dario Franceschini, ai renziani doc (chiamati a Roma i “turborenziani”), passando per giovani turchi rimasti con Matteo Orfini (presidente del Pd nazionale e commissario del Pd romano) e gli ex veltroniani come Roberto Morassut. Ma alla fine a sfidare Casu sono rimasti in campo altri tre candidati, tutti riconducibili all’area renziana: Valeria Baglio, 43 anni, consigliere comunale Pd ed ex presidente dell'Assemblea capitolina durante la consiliatura Marino; Andrea Santoro, 41 anni, ex presidente del IX municipio (zona Roma sud) che ha incassato consensi anche da esponenti dell’area di Orlando ed Emiliano, e Livio Ricciardelli, 27 anni, consigliere comunale del I Municipio (Roma centro).

Verso l’assemblea dell’8 luglio
In base alle regole del Pd romano, se nessun candidato alla segretaria supera il 50% dei voti, spetta all'assemblea – dove a votare sono i delegati collegati ai candidati segretari eletti nei circoli – scegliere il nuovo segretario. Il fatto che Casu abbia vinto già prima dell’Assemblea, prevista l’8 luglio, è una sorpresa, visto che con 4 candidati nessuno avrebbe scommesso che qualcuno sarebbe stato in grado di superare il 50%.

Le casse vuote del Pd romano
Nonostante il periodo di pulizia avviato dopo Mafia Capitale, il Pd romano non gode di buona salute e al nuovo segretario spetterà un compito non facile. Il partito locale è stato costretto a licenziare tutti i dipendenti rimasti (4 lavoratori). Come ha detto Carlo Cotticelli, tesoriere uscente del Pd romano, in una intervista a Radio Radicale «qualche anno fa il partito romano veniva a costare quasi 30mila euro al mese». Una situazione non più sostenibile a fronte del calo del finanziamento ai partiti, la diminuzione degli eletti (e quindi dei loro contributi) e il calo degli iscritti. Questi ultimi erano 16.731 nel 2013. In base ai dati utilizzati per la ripartizione dei seggi all'assemblea del partito romano per l'elezione del nuovo segretario, nel 2016 sono stati indicati 11.086 iscritti.

Corsa in salita verso le regionali 2018
La prima sfida che dovrà affrontare il nuovo segretario, già da dopo l’estate, sarà la campagna per le regionali 2018 e la riconferma di Nicola Zingaretti alla guida della Regione Lazio. Il governatore alle primarie Pd del 30 aprile ha appoggiato Andrea Orlando, lo sfidante perdente contro Matteo Renzi alla segreteria nazionale. Nella scelta del nuovo segretario del Pd di Roma Zingaretti non ha messo bocca. Ma per la sua riconferma avrà bisogno di un partito forte alle sue spalle: nel 2013 il 55% dei voti di Zingaretti sono proprio arrivati dal Comune di Roma. E che la strada sia non proprio in discesa lo dimostrano anche le ultime amministrative dell’11-25 giungo: su 55 comuni al voto nel Lazio, il Pd ne ha portati a casa solo due.

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