Italia

Polizze danni con tacito rinnovo

(none)

Polizze danni con tacito rinnovo

  • –Maurizio Caprino

ROMA

Il disegno di legge per la concorrenza supera quello che, a meno di nuove clamorose sorprese, dovrebbe essere il suo ultimo scoglio parlamentare. L’aula della Camera ha approvato ieri il Ddl con 218 sì, 124 no e 36 astenuti, ora il testo torna in quarta lettura al Senato dove però non dovrebbero esserci ulteriori modifiche in virtù di un accordo informale tra governo e maggioranza per chiudere definitivamente il provvedimento a Palazzo Madama con la fiducia. L’obiettivo sarebbe quello di tagliare il traguardo entro l’estate, a quel punto sarebbero quasi 28 mesi dall’approdo del provvedimento in Parlamento (era il 3 aprile 2015).

Ad ogni modo si può “fotografare” il Ddl - il primo da quando nel 2009 fu introdotto l’obbligo per il governo di presentare annualmente un provvedimento per la concorrenza - in quella che dovrebbe essere la sua veste definitiva. Le ultime cinque modifiche sono state apportate alla Camera - relatori del provvedimento Silvia Fregolent e Andrea Martella del Pd - nel corso dell’ultima settimana su assicurazioni, energia, telemarketing, odontoiatri, impianti di distribuzione carburanti. Il governo aveva dato parere negativo sulle prime quattro, approvate in commissione, ritenendo che fossero superflue, rinviabili o negative per i consumatori (nel caso delle assicurazioni, secondo il Mise).

Sul fronte assicurativo, la novità più importante di questo passaggio alla Camera è il “ripristino” del tacito rinnovo per le polizze danni diverse dalla Rc auto e la sua abolizione solo per quelle accessorie a quest'ultima (per la quale il tacito rinnovo fu abolito nel 2012 e resta vietato). È una retromarcia rispetto al precedente passaggio al Senato, che aveva esteso il divieto di tacito rinnovo a tutte le polizze danni (salute, casa, responsabilità professionale eccetera), esponendo i clienti a un peggioramento delle condizioni a ogni scadenza della polizza.

Tra le misure principali del provvedimento figura l’eliminazione del regime di “maggior tutela” nel settore dell’energia elettrica (rinviata al 1° luglio 2019 dopo l’ipotesi iniziale che indicava la metà del 2017). Le commissioni della Camera hanno approvato un emendamento che specifica che le aste per aree territoriali previste dal regime di salvaguardia non si applicheranno ai clienti che alla scadenza del mercato tutelato «non abbiano scelto il proprio fornitore» ma solo a quelli che si ritrovano senza fornitore, ad esempio in caso di fallimento di quest’ultimo. Una correzione giudicata positivamente da Adiconsum, Unc e dai sindacati di categoria Filctem, Flaei e Uiltec. Un emendamento presentato in Aula per tornare alla versione precedente - ha sottolineato il capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera, Gianluca Benamati - è stato bocciato a larga maggioranza.

Il provvedimento che torna adesso in Senato, in circa 190 commi contiene interventi che riguardano una ventina di settori. Nell’impossibilità di citare le singole norme di un autentico testo “omnibus”, si possono citare alcune tra quelle dall’impatto più esteso. Ci sono gli sconti Rc auto (obbligatori e non facoltativi come oggi) per chi aderisce ad alcune clausole come il montaggio della “scatola nera” sul veicolo. Via libera alle società di capitali nelle farmacie (sotto un tetto per ciascuna del 20% delle farmacie della Regione). Novità per i professionisti: il rapporto notai/popolazione nazionale passa da 1/7mila a 1/5mila abitanti e un’ulteriore misura al notaio di ampliare il proprio bacino di utenza territoriale; nelle società tra avvocati viene regolato il ruolo dei soci di solo capitale, richiedendo che per l’iscrizione all’albo i soci professionisti rappresentino almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto. Le banche sono chiamate a garantire più trasparenza e flessibilità di scelta ai clienti sulle polizze connesse o accessorie ai mutui. Nelle tlc, l’utente può comunicare il recesso dal contratto e il cambio di gestore anche online. Cancellata invece la norma(introdotta al Senato) che fissava nuovi obblighi di trasparenza, all’inizio della telefonata, per il chiamante nell’ambito di attività di telemarketing.

Nel settore turistico, non saranno più validi i patti che obbligano gli hotel a non praticare ai clienti prezzi migliori rispetto a quelli offerti tramite piattaforme terze, esempio Booking, Expedia eccetera. Per le società del trasporto pubblico locale scatterà un doppio obbligo: fornire anche un servizio di biglietteria online e prevedere che la richiesta di rimborso possa essere formulata dal passeggero immediatamente dopo la conclusione del viaggio e mediante la semplice esibizione del titolo di viaggio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA