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Carige vara un rafforzamento da 700 milioni di euro

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Carige vara un rafforzamento da 700 milioni di euro

  • –Raoul de Forcade

Ammonterà ad almeno 700 milioni di euro la patrimonializzazione di Banca Carige ma l’aumento di capitale vero proprio sarà di 500 milioni; il resto arriverà dalla cessione di asset. Lo ha deliberato ieri il cda della banca guidato, per la prima volta dal nuovo ad dell’istituto, Paolo Fiorentino. Il consiglio ieri ha anche stipulato un accordo di pre-garanzia per l’operazione con Credit Suisse e Deutsche Bank e deliberato la nomina di un nuovo cfo. Si tratta di Andrea Soro, manager con esperienza ultraventennale nel corporate e investment banking, specializzato in operazioni di m&a, ristrutturazione e finanza straordinaria, da ultimo come responsabile di Royal Bank of Scotland in Italia.

Inoltre il consiglio, spiega una nota della banca, «ha approvato le nuove linee guida nella strategia di gestione degli Npe (non performing exposures) e le azioni di rafforzamento patrimoniale finalizzate a completare il processo di de-risking del gruppo». Inoltre è stata condotta una revisione strategica del portafoglio di attività della banca, individuando una serie di azioni di rafforzamento patrimoniale «in piena adesione – sottolinea la nota - ai target Srep assegnati dalla Bce», cioè discesa da 7 miliardi di Npe a 5,5 entro il 2017, a 4,6 entro il 2018 e a 3,7 entro il 2019.

La manovra che l’istituto di credito si appresta a portare avanti si sviluppa su quattro macro aree di azione: «cessione di asset di pronta valorizzazione», leggi immobili di pregio, quali le sedi di Milano, Roma e Londra; la cessione in toto della controllata del credito al consumo Creditis, che era in procinto di essere acquisita dal fondo Apollo quando il processo di alienazione ha subito uno stop; la cessione il ramo d’azienda relativo «alla piattaforma di recupero dei crediti in sofferenza e il business di acquiring, ovvero i servizi di incasso relativi ai contratti Pos». La revisione delle attività della banca prevede anche «la ridefinizione della strategia complessiva» relativa al portafoglio Npe.

Il processo di deconsolidamento delle sofferenze avviato con la realizzazione della cessione di un portafoglio di circa 940 milioni mediante cartolarizzazione assistita da Gacs, che dovrebbe essere finalizzata entro il prossimo cda, fissato per il 10 luglio, «proseguirà – chiarisce la banca - con ulteriori dismissioni per circa euro 1,2 miliardi». Un passaggio che ratifica il tramonto definitivo dell’operazione ideata dal precedente ad, Guido Bastianini (sfiduciato dal consiglio dietro richiesta del vicepresidente e azionista di riferimento di Carige, Vittorio Malacalza), che puntava a creare un veicolo ad hoc per 2,4 miliardi di Npl. La nuova impostazione presenta, sottolinea la banca, «un minore grado di complessità operativa e maggiore rapidità di esecuzione rispetto alle misure originariamente previste». Il raggiungimento dei target Srep relativi al portafoglio Npe imposto dalla Bce «viene inoltre perseguito mediante una rinnovata strategia gestionale del portafoglio delle inadempienze probabili (Utp)».

Per quanto attiene all’aumento da 500 milioni, Carige sottolinea che per la sua realizzazione ha stipulato un accordo di pre-garanzia con Credit Suisse e Deutsche Bank, in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners. Pre-garanzia che è soggetta anche «ad alcune disposizioni specifiche, tra cui l’approvazione e attuazione di un piano industriale e finanziario sostenibile», che include, tra l’altro, «l’implementazione» delle «dismissioni di asset». Nel caso in cui «tutte le condizioni siano soddisfatte per ciascuno dei joint global coordinators, l’accordo di pre-garanzia prevede la stipula di un contratto di garanzia per la sottoscrizione di eventuali azioni di nuova emissione rimaste non sottoscritte». Intanto ieri il titolo Carige ha segnato cresciuta del 3,8% in piazza Affari, arrivando a 0,195.

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