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Apologia di fascismo, M5S contro la legge: «È…

ddl in aula alla camera

Apologia di fascismo, M5S contro la legge: «È liberticida». Renzi: liberticida era il regime

«Il provvedimento in esame si palesa quale sostanzialmente liberticida». Con queste parole i Cinque stelle, in un parere depositato in commissione alla Camera, bocciano la proposta di legge a prima firma Fiano (Pd) che sarà oggi in Aula alla Camera. La legge introduce il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Ma il M5s boccia il testo perché, spiega, vengono punite «anche condotte meramente elogiative, o estemporanee che, pur non essendo volte alla riorganizzazione del disciolto partito fascista, siano chiara espressione della retorica di tale regime, o di quello nazionalsocialista tedesco». E invece, sostengono i Cinque stelle, «la Cassazione ha confermato che l'idoneità lesiva della condotta viene in rilievo solo in quanto realizzata nel corso di pubbliche riunioni o manifestazioni, non anche in un ambito privato e ciò ha correttamente determinato, ad esempio sulla punibilità “saluto romano”, pronunciamenti da parte dei giudici di merito con sentenze di senso diverso a seconda dei casi, senza arbitrari automatismi».

Renzi al M5s, «liberticida era il fascismo»
Ma a stretto giro via Twitter il segretario del Pd Matteo Renzi fa sentire la sua voce. «Liberticida era il fascismo non la legge sull'apologia di fascismo. Bisogna dirlo al M5s: era il fascismo liberticida. Almeno la storia!».

Lido di Chioggia: prefetto, via cartelli pro fascismo
Intanto una ordinanza «per l'immediata rimozione di ogni riferimento al fascismo contenuto in cartelli, manifesti e scritte» presenti all'interno dello
stabilimento balneare Punta Canna a Chioggia, al centro di molte polemiche nei giorni scorsi, è stata firmata dal prefetto di Venezia Carlo Boffi. L'atto sarà notificato in giornata al gestore dello stabilimento balneare, Gianni Scarpa. Nell'ordinanza è ordinato allo stesso Scarpa «di astenersi dall'ulteriore diffusione di messaggi contro la democrazia». La prefettura di Venezia rileva, a proposito dell'ordinanza riguardante lo stabilimento balneare,
«il pericolo concreto ed attuale che la persistenza di tali comportamenti possa provocare esplicite reazioni di riprovazione e sdegno nell'opinione pubblica, così vivamente turbata, con conseguenti manifestazioni avverse e di riflesso, il rischio di turbative dell'ordine pubblico».

Denunciato il gestore dello stabilimento
La Digos di Venezia ha denunciato l'imprenditore balneare al centro di un'indagine per la presenza di poster di Mussolini e richiami, soprattutto con scritte, al periodo fascista presenti nello stabilimento balneare. L'imprenditore, secondo quanto si è appreso, avrebbe confermato le sue dichiarazioni relative «allo sterminio dei tossici», di essere contro la democrazia e di altri richiami legati al periodo del Ventennio del Duce. Al momento l'attività della Digos si chiude qui avendo già ieri fatto fotografie e ripreso con le telecamere l'intero stabilimento balneare, acquisito documentazione della struttura e sentito,
sommariamente, lo stesso Scarpa. Un rapporto verrà inoltrato dalla Digos alla magistratura lagunare, mentre una relazione di quanto accertato era già stata trasmessa alla prefettura.

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