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Confindustria, Boccia: proposta Renzi da approfondire ma positiva

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Confindustria, Boccia: proposta Renzi da approfondire ma positiva

Confindustria farà i suoi approfondimenti sulla proposta del segretario Pd, Matteo Renzi (anticipata dal Sole 24 Ore) di tenere il rapporto deficit/Pil al 2,9% per cinque anni, in caso di vittoria alle elezioni, ma una cosa positiva è che «finalmente» si parla di «come e cosa fare» e questo è «già un grande passo avanti per il Paese». Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell’assemblea generale di Confindustria Vicenza.

Boccia: proposta Renzi da approfondire ma positiva
«Qui dobbiamo distinguere due aspetti, quello che deve fare il governo in carica di qui a breve per la prossima manovra finanziaria, l’altro porre la questione della nuova legislatura» ha esordito Boccia, sottolineando che «la cosa importante e interessante tra quello che abbiamo letto della proposta di Renzi e l’intervista di Calenda (Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, ha chiesto al segretario Pd di «chiudere definitivamente la fase della rottamazione, aprendo quella della condivisione e della progettualità», ndr) è che finalmente si comincia a parlare di come e cosa fare. Adesso cerchiamo di approfondire anche noi, ma intanto si è iniziato a parlare di come e cosa e non più di tattica e questo mi sembra già un grande passo avanti per il Paese». Nello specifico, Renzi ha chiesto il ritorno per 5 anni ai parametri di Maastricht con un deficit al 2,9% per mettere a disposizione «una cifra di almeno 30 miliardi di euro» per la crescita e per ridurre la pressione fiscale; in cambio l'impegno a ridurre «il rapporto debito/Pil tramite sia una crescita più forte» che «un'operazione sul patrimonio».

«Ue è un vincolo che va trasformato in opportunità»
«L’Europa è un vincolo che dobbiamo trasformare in opportunità» ha affermato il presidente di Confindustria, a margine dell’assemblea generale di Confindustria Vicenza. Rispondendo a una domanda su cosa chiedano gli industriali alla politica, Boccia ha replicato: «Abbiamo bisogno di Europa, che è il mercato più ricco del mondo ed è una dimensione fondamentale per le nostre imprese». Alla luce di questa considerazione il presidente di Confindustria si è domandato «come si fa ad allearsi a sinistra con chi vuole smontare il Jobs Act e a destra con chi vuole uscire dall'Europa». In questo contesto la politica dovrebbe costruire una operazione «in cui non depotenziare quanto di buono è stato fatto fino adesso, tanto per capirci la proroga degli iperammortamenti, solo per citare un aspetto» ha spiegato Boccia, sottolineando che «serve una visione di medio termine del Paese».

«Buoni segnali da economia reale»
Quella italiana per il presidente di Confindustria è un economia reale «che comincia a dare degli effetti a seguito di una serie di strumenti del famoso piano Industria 4.0». «Questi risultati - ha aggiunto Boccia - ci dicono che dobbiamo continuare su una strada che è quella di riportare la questione industriale quale questione nazionale del Paese».

«Crisi banche venete, guardare avanti»
Rispondendo a una domanda sul fatto che Vicenza è un territorio provato anche a causa della crisi che ha colpito la Banca popolare locale, Boccia ha parlato di «segnale importante» dato dal presidente di Confindustria Vicenza Vescovi nei giorni scorsi, che è quello «di ricominciare a guardare avanti anziché guardare
indietro». E ha aggiunto: «Sono d'accordo con Vescovi - ha aggiunto - quando
sostiene che è necessario recuperare una normalità nel rapporto tra imprese, banche e sistema territoriale»

«Su voucher contrasto più ideologico che pragmatico»
Quanto alle critiche sull’introduzione dei contratti di prestazione occasionale, in sostituzione dei vecchi voucher, il leader degli industriali ha parlato di «una dimensione più ideologica che pragmatica nel contrastare questo strumento» che ad ogni modo «non ci sembra sia una priorità», tanto è vero che «le nostre imprese non lo hanno usato moltissimo tranne alcune del settore turistico»

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