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Il Ceta non aspetta il Parlamento, entrata in vigore dal 21 settembre

L'ACCORDO UE-CANADA

Il Ceta non aspetta il Parlamento, entrata in vigore dal 21 settembre

La ratifica del Ceta – l'accordo di libero scambio firmato da Ue e Canada – arriverà in aula a Palazzo Madama per fine luglio con una coda di polemiche per le proteste dei detrattori e con la maggioranza che rischia di scricchiolare. Ma i probabili rallentamenti parlamentari non fermeranno l'entrata in vigore del Ceta che scatterà dal 21 settembre, come hanno deciso il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker e il premier canadese Justin Trudeau durante il vertice del G20 ad Amburgo dei giorni scorsi.
Il Ceta sarà infatti applicato “provvisoriamente” dal 21 settembre come hanno spiegato in una nota congiunta l'Ue e il paese nordamericano. Il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker e il premier del Canada Justin Trudeau, che hanno partecipato al G20 di Amburgo, si sono messi d'accordo su questa data, in attesa della piena validità del Ceta quando tutti i 28 parlamenti dei paesi Ue l'avranno approvato. In realtà le due parti speravano di anticipare l'entrata in vigore provvisoria già questo mese, ma poi sono sorte alcuni ostacoli (in particolare sulla soglia delle tariffe sui formaggi e sui brevetti farmaceutici) che si spera di appianare entro settembre.

L’iter in Italia
Il Ddl di ratifica del Ceta ha incassato il primo sì in commissione Esteri del Senato lo scorso 27 giugno. Il Parlamento italiano al momento è tra i primi in Europa (dopo Lettonia e Danimarca) a voler procedere spedito nella ratifica del Ceta che nel passaggio in commissione ha ricevuto il sostegno di Pd, centristi e Forza Italia Contrari invece M5S, Gal, Sinistra italiana e Lega che con il suo segretario Salvini ha bollato il voto come uno «scandaloso inciucio Pd-Fi». La ratifica dell'accordo di libero scambio tra Ue e Canada rischia comunque di non essere una formalità. Cresce n Parlamento, ma anche fuori (tra i detrattori del Ceta ci sono in particolare la Coldiretti e la Cgil), il fronte dei critici e anche dentro lo stesso Pd si fanno sentire le voci di chi vuole frenare. Non è un caso che proprio domani il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e quello delle Politiche agricole Maurizio Martina incontreranno i deputati del Pd per parlare del Ceta. E per ricordagli che l'accordo va approvato celermente.

Cosa prevede l’accordo
Il Comprehensive economic and trade agreement (Ceta) prevede tra le altre cose l'eliminazione dei dazi sulla maggior parte di beni e servizi e il mutuo riconoscimento della certificazione per una vasta gamma di prodotti. Il Canada aprirà il mercato degli appalti pubblici federali e municipali alle imprese europee (per lo stato nordamericano il mercato europeo è già accessibile). I fornitori europei di servizi avranno accesso al mercato canadese. Vengono tutelate anche 173 indicazioni geografiche europee, di cui 41 sono italiane.

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