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5G, internet veloce e competizione fra le telco: le sfide che attendono…

L'Analisi|LA RELAZIONE ANNUALE DELL’AUTORITà

5G, internet veloce e competizione fra le telco: le sfide che attendono Agcom

«La concorrenza aggressiva per la conquista dei clienti sulle nuove reti non deve avvenire a scapito degli investimenti addizionali in innovazione e maggiore copertura; così come non dovrebbe essere ostacolata la concorrenza dinamica e potenziale». L'eco delle polemiche di questi ultimi giorni, con lo scontro sempre meno celato fra Telecom e Governo sugli investimenti nelle reti in banda ultralarga, si coglie con facilità in questo passaggio della Relazione annuale sull'attività dell'Agcom. «A questi obiettivi daremo la priorità con la regolazione 2018-2020» dice il presidente Angelo Marcello Cardani durante una presentazione in cui le sfide del futuro si sono intrecciate a più riprese con un quadro attraversato da tensioni e nuove dinamiche.

Fake news fenomeno «da regolare»
Sulle prime, a farla da padrona sono la contesa che vede protagonisti Telecom e Open Fiber, con il Governo in un ruolo centrale nel difendere i bandi per la realizzazione della fibra nelle aree bianche (quelle in cui gli operatori non hanno manifestato, all'atto dell'ultima consultazione, la volontà di investire senza sostegni pubblici). Per i nuovi attori, ci sono quei colossi del web che da una parte mettono sotto pressione l'editoria tradizionale e dall'altra pongono problemi sull'uso di Internet come sui fenomeni virali, a partire dal diffondersi delle fake news. Fenomeno, quest'ultimo, «da regolare» senza attendere che lo facciano spontaneamente i giganti della Silicon Valley dice Cardani prendendo su questo punto una posizione abbastanza netta.

Sistemi wireless e mobili di quinta generazione
Il futuro, già a partire dal rientro dalla pausa estiva propone intanto un menu di nuove questioni che Agcom dovrà affrontare. L'ultimo paragrafo della relazione letta da Cardani è dedicato a questo. Ad esempio, c'è tutto il tema dell'avvento dei nuovi sistemi wireless e mobili di quinta generazione (5G). «È in fase conclusiva - ha spiegato Cardani - l'indagine conoscitiva sulle prospettive di sviluppo dei sistemi wireless e mobili di quinta generazione. Uno degli aspetti determinanti per il futuro sviluppo del 5G è l'aumento della capacità delle reti che richiede la disponibilità di nuove bande di frequenza. L'Autorità dovrà impegnarsi da un lato nelle attività che, congiuntamente con quelle di competenza del Ministero, dovranno portare a definire il masterplan per la liberazione della banda 700 MHz e al tempo stesso valutare in maniera complementare e integrata le diverse opportunità per il mercato derivante dalla disponibilità temporale effettiva delle diverse bande (3.4-3.8 e 26 GHz) da assegnare eventualmente ai servizi di accesso a banda larga 5G (wireless e mobili)».

L'arrivo del quarto operatore, la francese Iliad
C'è poi tutto il dibattito sull'opportunità di migliorar il servizio universale. Cardani cita l'esperienza inglese che in una recente riforma (Digital Bill del 2017) ha fissato in 10 Mbps la velocità minima sulle reti. «Anche Agcom a sua volta inende proporre al legislatore una variazione del contenuto e delle prestazioni dell'attuale sevizio universale di accesso alla rete fissa di telecomunicazioni ed è in procinto di concludere l'analisi e inviare i risultati al ministero per lo Sviluppo economico». Al di là delle sfide future, per Agcom sarà con ogni probabilità sempre più impegnativa l'attività di controllo in un momento in cui la competizione si sta facendo di nuovo serrata, con le telco mentalizzate sull'arrivo del quarto operatore: la francese Iliad. «Nel mercato delle telecomunicazioni – ha evidenziato il presidente di Agcom - il 20% delle segnalazioni ricevute dai consumatori nel 2016 (tra l'altro aumentate di quasi 10 volte rispetto al 2015) riguarda malfunzionamenti o danni derivanti dalla modifica dei piani tariffari o delle condizioni contrattuali sottoscritte».

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