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Trieste, crisi dei migranti nel trilaterale…

A TRIESTE

Trieste, crisi dei migranti nel trilaterale Merkel-Macron-Gentiloni. L’Italia preme per aprire i porti Ue

TRIESTE - Un incontro a tre. È la prima che avviene in forma ristretta da quando è stato eletto il presidente francese. Alle 15 di oggi il premier italiano Paolo Gentiloni, il Cancelliere tedesco Angela Merkel ed Emmanuel Macron, a Trieste, si vedranno in un vertice trilaterale, che precederà quello più allargato dei Balcani Occidentali. Un summit, quindi, in piena regola, che era nell'aria fino a tre giorni fa ma che poi è stato ufficializzato.

Naturalmente sul tavolo c'è soprattutto (o forse esclusivamente) la questione dei migranti, che nelle ultime ore è stata affrontata di nuovo in sede Frontex, dove è stata registrata nuovamente la richiesta italiana di aprire i porti Ue alle navi in arrivo dal Mediterraneo Centrale, con la prospettiva di revisione della missione Triton. L'irrigidimento di Francia prima e poi anche della Germania - che a Tallin, capitale dell'Estonia, venerdì scorso è venuta allo scoperto, sia per esigenze elettorali in vista del voto a settembre sia per saldare l'asse con il nuovo corso di Parigi – ha di fatto isolato l'Italia, che è arrivata a prospettare la chiusura dei porti, in caso di non condivisione degli approdi. Quindi la partita di Trieste è molto importante, e simbolica, visto che le rotte balcaniche ora sono sotto controllo proprio grazie ad un'iniziativa comune europea.

Gentiloni, Merkel e Macron è la quarta volta che si vedono nelle ultime tre settimane: prima a Bruxelles per il Consiglio Europeo (22-23 giugno, dove emerse per la prima volta il tema dei porti come fatto conseguente dell'internazionalizzazione delle operazione di search & rescue ), poi a Berlino il 29 giugno nell'incontro preparatorio per il G-20 (dove Macron pronunciò un no secco all'ingresso dei migranti economici, che sono l'85% e secondo lui mettono a rischio la “classe media francese”, concetto fino ad oggi sconosciuto), il 7-8 luglio a Amburgo per il G-20 (dove Russia e Cina hanno detto bloccato la richiesta all'Onu per sanzioni ai trafficanti di essere umani) e infine oggi a Trieste, nella formula trilaterale, forse più immediata ed efficace, soprattutto negli auspici dell'Italia.

Il summit dei Balcani Occidentali per un'area economica comune
Per il resto della giornata si terrà, appunto il Vertice dei Balcani Occidentali, iniziativa intergovernativa creata nel 2014 per favorire una maggiore integrazione tra i Paesi della regione ed è il seguito del 'Processo di Berlino', avviato con la Conferenza nella capitale tedesca di fine agosto 2014, proseguito con Vienna a fine agosto 2015 e nel 2016 a Parigi, e rappresenta una iniziativa diplomatica legata all'allargamento dell'Unione europea ai paesi dei Balcani occidentali. L'iniziativa voluta da Angela Merkel, è una delle principali iniziative diplomatiche tedesche verso il Sud Est Europa durante il suo terzo mandato, e in qualche modo rappresenta un argine anche alla volontà della Russia di espandere la propria sfera di influenza su paesi a lei storicamente legati per motivi anche religiosi (la maggioranza è cristiana ortodossa, a parte la Bosnia), visto che i Balcani orientali – Romani e Bulgaria – hanno già fatto da tempo la scelta occidentale su Nato e Ue.
Oltre ai i capi di Stato e di governo sono presenti per incontri paralleli i ministri degli Esteri e i ministri dello Sviluppo di sei paesi dei Balcani e di sei paesi Ue, l'Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri, Federica Mogherini e il Commissario europeo per i negoziati per l'allargamento, Johannes Hahn. Al tavolo quindi i sei paesi membri dell'Unione (Italia, Germania, Francia, Austria, Croazia, Slovenia) e i sei paesi dei Balcani Occidentali (Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Macedonia, Albania).
Il tema principale del vertice allargato sarà la creazione di un'area economica comune dei Balcani occidentali: la proposta di un mercato comune era già presentata proprio dai sei paesi balcanici, il cui interscambio è oggi estremamente limitato, durante un mini-vertice a Sarajevo a maggio scorso.
Ma i temi sarannno molti e, secondo alcuni osservatori, c'è il rischio che il vertice produca solo qualche generica dichiarazione d'intenti. Si teme che l'attenzione dell'Europa per i negoziati su Brexit potrebbe riportare di nuovo in fondo all'agenda la questione Balcani

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