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Caldo torrido e siccità. E rispunta il fantasma del black out

ENERGIA SOTTO STRESS

Caldo torrido e siccità. E rispunta il fantasma del black out

Gran caldo. Poca acqua. E anche senza luce? L'estate 2017 rischia di battere il record dei disagi subiti dagli italiani nel 2003. L'afa pesa come allora. La siccità è ancor più grave. E la sgradita sorpresa potrebbe venire appunto dalla corrente elettrica. Perché l'altolà lanciato un paio di mesi fa da Entso-E, l'associazione degli operatori di rete europei, sta per concretizzarsi. La nuova seconda ondata combinata di calura e siccità e in atto proprio in questi giorni. E la richiesta di elettricità, pressata dai condizionatori, si avvicina al picco della disponibilità. Insomma, il sistema elettrico è in affanno. E per non rischiare gravi guasti al sistema e veri blackout potremmo essere obbligati a ricorrere a una serie di interruzioni “di sicurezza”.

L'allarme c'è, confermano gli operatori sull'onda della preoccupante diagnosi diffusa a inizio giugno da Entso-E. “Rischi soprattutto per l'Italia centrale e il Nord” riferisce il Summer Outlook 2017 diffuso dall'associazione a cui aderisce anche Terna, il nostro operatore della rete nazionale. Peggio del 2003. Perché qualcosa, nei nostri equilibri energetici, è drasticamente cambiato. Allora eravamo in sovracapacità produttiva, la riserva era abbondante e così la modulazione, cioè la capacità di adeguare velocemente la generazione elettrica alla richiesta.

LA DOMANDA DI ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA DAL 2000 AL 2016
(*) Dati provvisori - Fonte: TERNA

Le ragioni della crisi
Chiusure , “razionalizzazioni“, dismissioni e riconversioni. Un po' perché si consuma tendenzialmente meno energia a causa di molti fattori (rallentamento congiunturale, crescita dell'efficienza energetica) e molto perché la nostra generazione elettrica è coperta da quote crescenti di energia rinnovabile, benedetta per l'ambiente e per il nostro futuro ma difficile da amalgamare con la generazione tradizionale e con la necessità di salvaguardare la capacità di modulazione.

Entso-E precisa che “i rischi sono dovuti alla ridotta capacità di generazione del nord e del centro-nord dell'Italia a causa delle recente chiusura di molti impianti e ai possibili flussi limitati nelle aree del Nord e del Sud” dopo lo stop tra il 2012 e il 2016 di impianti termo elettrici per una capacità installata circa 15 gigawatt, che ha portato la potenza totale degli impianti convenzionali da 77 a 62 GW “mentre altri 5 GW non sono disponibile a causa di restrizioni ambientali o legali”.

CONTRIBUTO ALL’ADEGUATEZZA DELLE DIVERSE FONTI
Nel 2016 punta estiva, bassa idrauliticità (GW)

La nostra Terna - rimarca il report - ha pianificato per tempo le contromisure: l'accensione “temporanea di impianti in chiusura“ (in pre-allerta sono soprattutto le centrali “dormienti” nelle Marche, nel Lazio, in Calabria). Ma sono pronte a scattare anche azioni “sul lato della domanda”, ovvero possibili interruzioni “per diminuire il carico” non appena ce ne fosse bisogno. Emergenza, insomma. Che oltretutto minaccia di ripetersi sempre più spesso.
Il messaggio è chiaro. Qualche cosa di più strutturale andrà fatto per governare uno scenario che sta cambiando radicalmente. In Terna sottolineano l'importanza di due iniziative: un progetto pilota per la partecipazione della domanda al mercato dei servizi di dispacciamento (MSD) e lo sviluppo del cosiddetto “capacity market”.

Le contromosse
La nuova conformazione dei servizi di dispacciamento servirà “a gestire, riducendoli, i picchi di consumo”. Si tratta in pratica di un'estensione dell'attuale meccanismo della cosiddetta “interrompibilità“, che premia con uno sconto permanente sull'energia le imprese che si rendono disponibili ad essere momentaneamente “spente” per prime, anche se con un minimo di avviso, in caso di bisogno. I consumatori abilitati al nuovo meccanismo dell'MSD sarebbero impegnati – spiegano in Terna – a ”ridurre i propri consumi o a consumare soltanto in determinate ore, in particolare quando eolico e fotovoltaico sono attivi, a fronte di un corrispettivo”.

Lo sviluppo tecnologico e l'efficienza delle reti faranno sicuramente la loro parte soprattutto con quello strumento a cui la stessa Terna affida un ruolo decisivo: lo sviluppo dei sistemi di accumulo a batteria, che potrebbero contribuire molto a risolvere il problema dell'intermittenza e della scarsa programmabilità dell'energia da fonti rinnovabili. Ma intanto “lo strumento certamente più efficace è – rimarcano in Terna - il capacity market”: gli operatori lasciano in pausa quote di capacità di generazione di pronta attivazione attraverso un sistema di mercato basato su aste competitive. Ci si lavora da tempo. Terna confida nel via alle prime aste entro quest'anno “con consegne all'inizio del 2018”.

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