Impresa & Territori

Dossier Flat tax, nuove prospettive per l’industria del wealth

    Dossier | N. 7 articoliRapporto Private Banking

    Flat tax, nuove prospettive per l’industria del wealth

    Il private banking festeggia la flat tax, il nuovo regime che consente a chi prende la residenza in Italia di tassare i redditi prodotti all’estero con un forfait da 100mila euro. «Il regime appena varato porterà in Italia un gettito che altrimenti finirebbe altrove e soggetti con un’elevata capacità di spesa, perché per avere vantaggi occorre avere redditi consistenti», commenta Raul-Angelo Papotti, fiscalista partner dello studio Chiomenti. Questi paperoni acquisteranno case, assumeranno personale, spenderanno in Italia, con effetti positivi sull’indotto. E avranno grandi patrimoni da gestire.

    «L’esperienza di altri Paesi ha dato riscontri positivi alle iniziative di flat tax, ma è difficile fare stime sui possibili rientri, considerando la concorrenza fiscale tra le diverse aree e le dinamiche di incertezza politica pre-elezioni», commenta Andrea Ragaini, vice dg di Banca Generali. In ogni caso, «la flat tax è una finestra interessante per attrarre patrimoni familiari consistenti, sopra i 20 milioni di euro. La misura punta a una nicchia che ricerca oltre alle bellezze del Paese anche un contesto di sicurezza e servizi all’altezza», precisa Ragaini, aggiungendo al riguardo che Banca Generali ha studiato soluzioni ad hoc per la clientela hnwi (high net worth individuals) «con strumenti per il controllo del rischio e dei potenziali ribassi negli investimenti, servizi sugli asset real-estate e monitoraggio delle posizioni detenute anche presso banche terze, accesso a soluzioni di family office», aggiunge. «La flat tax può essere interessante per clientela hnwi di fascia alta o molto alta sia per quanto riguarda l’imposta sostitutiva su redditi di fonte estera, sia per quanto riguarda l’esclusione da imposta di successione e donazione per gli attivi esteri», spiega Anna di Michele, responsabile Ips Ubs Wm Italia. «Anche per le private bank può rappresentare una occasione di sviluppo commerciale delle relazioni di clientela e di raccolta di patrimoni importanti», sottolinea di Michele, precisando che Ubs si è strutturata con una piattaforma specifica per hnwi, il Wealth planning advice, per offrire servizi orientati a «una gestione del patrimonio non solo finanziario ma anche immobiliare e societario in termini anche di diversificazione e pianificazione a medio lungo termine».

    Per Fabio Lanza, condirettore generale di Cordusio Sim, il regime è attraente «per gli individui stranieri che vivono in Paesi con un alto livello di imposizione ma con patrimoni e fonti di reddito allocati in Paesi a bassa tassazione. Il trasferimento di residenza permette di tassare in modo forfettario i redditi di fonte estera e l’Italia non eroderebbe i vantaggi di avere redditi provenienti da Paesi a bassa tassazione». Quanto ai servizi che potrebbero essere richiesti dai clienti interessati dalla misura, la Sim del gruppo UniCredit ha deciso di creare un Desk Advice per la consulenza sui mercati, ha allargato la piattaforma di case di asset management, sviluppato una nuova gestione chiamata Blend e avviato una collaborazione con un broker assicurativo specializzato in wealth management, ma è anche attrezzata per assistere gli imprenditori. «Il nostro gruppo è il candidato ideale per dialogare con questi clienti, grazie alla nostra capillare presenza internazionale e a un modello di servizio dedicato agli hmwi in Cordusio Sim», aggiunge Lanza.

    Saverio Perissinotto, direttore generale Intesa Sanpaolo PB, pensa che «con questa misura l’Italia ha le carte in regola per diventare un eccezionale polo di atttrazione per hnwi, non solo per il vantaggio della flat tax ma anche per gli altri benefici, come l’esonero dagli adempimenti di monitoraggio fiscale e l’esenzione dalle imposte di successione». Il regime è nuovo, quindi «occorre capire qual è il bacino di utenza per un istituto come il nostro; mi vengono in mente gli italiani residenti all’estero con fortune significative, ma anche persone oggi residenti in Paesi in cui Intesa è localizzata», prosegue Perissinotto. Le prospettive sono interessanti quindi soprattutto per «chi ha una presenza all’estero nel private banking – nel nostro caso siamo presenti a Londra e in Svizzera – che potrà cogliere meglio i benefici di questa misura», aggiunge.

    C’è infatti una precisazione da fare, ricorda Papotti di Chiomenti: «La norma si applica ai redditi di qualsiasi tipologia, ma di fonte estera: chi sposta in Italia dei redditi di natura finanziaria verrebbe quindi tassato con la normale aliquota prevista per le rendite finanziarie», spiega il legale. Ma per il private banking si prospettano comunque grandi opportunità: «Una parte delle fortune finanziarie potrebbe essere comunque trasferita in Italia. Inoltre, chi si rivolge a una banca con sede in Italia ma con un’organizzazione che consenta di gestire patrimoni tramite strutture estere potrà beneficiare della misura, e quindi pagare solo i 100mila euro annui. Molte banche, le più grandi e quelle con un respiro internazionale, hanno già strutture che lo permettono. Chi non le ha si può organizzare: alcuni dei nostri clienti si stanno già muovendo in tal senso», afferma Papotti.

    Lo conferma Achille Gennarelli, responsabile wealth advisory JP Morgan P.B. in Italia. «Le banche con una struttura internazionale dispongono già di piattaforme che garantiscono ai clienti, dall’Italia, di diversificare gli investimenti mantenendo parte delle proprie attività finanziarie all’estero», aggiunge Gennarelli. La società è già strutturata in questo senso, ma Gennarelli pensa che «anche altre private bank potrebbero scegliere di posizionarsi in questa direzione, e se necessario fare integrazioni a livello tecnologico e organizzativo per sfruttare le opportunità della flat tax. L’importante è garantire le giuste competenze e la qualità del servizio». Il banker valuta la norma «eccezionale», anche rispetto a normative estere simili, perché «consente anche un’efficiente pianificazione del passaggio generazionale».

    © Riproduzione riservata