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Trasporti, Authority: no ostacoli a Flixbus. Delrio: chiusura…

la relazione annuale

Trasporti, Authority: no ostacoli a Flixbus. Delrio: chiusura non ci sarà

«Non chiudere le porte a Flixbus», creando ostacoli non giustificati. È l’invito che arriva dal presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti, Andrea Camanzi che oggi a Roma ha presentato la quarta relazione annuale dell’Art. Dedicando molti passaggi al tema delle nuove forme di mobilità e degli «unicorni tecnologici», i grandi soggetti come Google, Amazon, Uber e Flixbus che stanno cambiando i connotati del mercato. Di fronte alla loro avanzata bisogna rispondere con «una regolazione limitata e proporzionata», senza alzare barricate. Per questo, anche se «su Flixbus il parlamento è sovrano».
L’Authority «guarderà con molta attenzione le correzioni che sono in discussione» .«Sappiamo - ha poi aggiunto - che il ministero dei Trasporti sta lavorando».

Delrio: chiusura Flixbus non ci sarà
«La chiusura non ci sarà, ve lo posso assicurare. Attualmente già non c'è pericolo di chiusura» ha assicurato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio,
parlando di Flixbus al termine della relazione annuale dell'Autorità dei Trasporti. Delrio ha confermato, dopo le dichiarazioni in proposito del presidente dell'Autorità Andrea Camanzi, che il ministero «sta ragionando» sulla possibilità di modificare le norme della manovrina, ma «può anche darsi che non ce ne sia bisogno, perché le interpretazioni possono essere
sufficienti».

In atto la rivoluzione della mobilità
Camanzi, nel corso della sua relazione, ha parlato di «rivoluzione dei nuovi servizi di mobilità». La situazione del settore dei trasporti «è di profondo cambiamento e il primo fattore a determinare queste modifiche è l'innovazione tecnologica. La digitalizzazione sta cambiando il modo con il quale vengono realizzati i servizi di trasporto, puntando sempre più verso la mobilità integrata». In Italia attualmente ci sono 16 milioni di persone che usano mezzi di trasporto collettivo: le piattaforme che offrono servizi tecnologici stanno assumendo, su questo fronte, un peso crescente.

Flixbus, l’Autorità vigila
Il pensiero va, allora, immediatamente a Flixbus, la piattaforma di trasporto su gomma low cost che la manovrina ha messo in fuorigioco a partire dal prossimo ottobre, vietando l’accesso al mercato ai soggetti che non detengono mezzi propri, come la società tedesca. Sul punto, Camanzi è stato prima cauto: «Sappiamo che ci sono allo studio emendamenti che correggono l'impostazione della manovrina. Su questo il Parlamento è sovrano ma è chiaro che noi guardiamo con molta attenzione a queste norme».

Non creare ostacoli ingiustificati
Poi, però, ha spiegato in maniera più esplicita il suo pensiero. «Queste piattaforme, che si chiamino Uber o Flixbus, devono essere oggetto di una regolazione limitata e proporzionata. Allo stesso tempo, però, deve essere impedita la creazione di ostacoli non giustificati. Non dobbiamo averne paura e chiudere le porte ma dobbiamo creare le condizioni perché anche nella mobilità possano nascere soggetti come Whatsapp nel mondo delle telecomunicazioni». L’obiettivo è dare spazio al libero gioco del mercato: «Se un servizio che prima veniva fatto tramite contributo pubblico può essere svolto da privati, è bene affidarsi al ruolo di domanda e offerta».

Regolare le piattaforme di condivisione dati
Un pericolo, invece, potrebbe arrivare dalla creazione di nuovi monopoli digitali. E qui Camanzi ha parlato anche in riferimento alla nuova piattaforma dedicata alla mobilità integrata che Ferrovie dello Stato ha in preparazione da diversi mesi: «Dobbiamo regolare questi nuovi sistemi ed evitare la creazione di monopoli magari di tipo digitale. In questo senso, è essenziale garantire l’accesso e la condivisione dei dati tra tutti gli operatori». La regolazione di queste piattaforme sarà una delle frontiere del prossimo futuro.

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