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Mattarella firma la legge: ecco come funzionerà la Commissione…

LEGGE in gazzetta ufficiale

Mattarella firma la legge: ecco come funzionerà la Commissione d’inchiesta sulle banche

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato ieri la legge per l’Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Lo si legge sul sito del Quirinale che specifica che si tratta della legge 12/07/2017. La norma è già nella Gazzetta ufficiale di oggi ed entrerà in vigore il 28 luglio. Entro una settimana poi dovrebbe arrivare la nomina dei commissari e entro altri 10 giorni la convocazione per la nomina del presidente. La commissione potrà agire ad ampio raggio, dagli istituti sostenuti dalla mano pubblica a quelli in risoluzione. Da sciogliere il nodo elezione del presidente e durata dei lavori.

La composizione
La Commissione sarà composta da 40 parlamentari, 20 deputati e 20 senatori, nominati dai presidenti delle Camere. Di fatto saranno i singoli partiti a indicare, entro 7 giorni, i propri commissari, rispettando il vincolo che impone la legge di istituzione della Commissione: i commissari dovranno dichiarare di non aver ricoperto incarichi di amministrazione e controllo negli istituti oggetto dell’inchiesta.

Il ruolo dei partiti
I commissari saranno suddivisi tra i partiti in proporzione alla consistenza dei singoli gruppi parlamentari, ma ogni gruppo esistente in almeno un ramo del parlamento dovrà avere almeno un rappresentante. Per il Pd, il segretario Matteo Renzi avrebbe indicato tra i nomi dei commissari un suo fedelissimo: Matteo Orfini, presidente del partito. Mentre per gli altri componenti avrebbe chiesto la presenza di parlamentari senza altri incarichi di responsabilità o in altre commissioni d’inchiesta.

Nodo presidenza
Già è iniziata la caccia a individuare il profilo adatto del presidente della Commissione, rivendicato proprio oggi dai 5 stelle («in ragione della nostra forza parlamentare e della nostra totale distanza da qualsivoglia scandalo bancario», hanno detto). Mentre il capogruppo Fi a Montecitorio, Renato Brunetta, ha affermato che «in un Paese normale le commissioni d’inchiesta parlamentare vengono affidate alle opposizioni. Siccome noi non siamo un Paese normale, la presidenza se la prenderà il Partito democratico».Il presidente, insieme all’ufficio di presidenza (composto anche da due vicepresidenti e da due segretari), è eletto dalla Commissione a scrutinio segreto. È eletto presidente il candidato che ottiene il 50% più uno dei voti, altrimenti si va al ballottaggio tra i primi due candidati.

Le banche sotto indagine
I punti su cui dovrà indagare la Commissione sono molto ampi: dalla verifica della gestione degli istituti in crisi o finiti sotto l’ombrello pubblico, come Mps e probabilmente le due venete. Ma si indagherà anche sulle banche finite in risoluzione, come le vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Fronte caldissimo, quest’ultimo, visto che le opposizioni vogliono andare all’attacco della sottosegretaria Pd Maria Elena Boschi per la vicenda di Banca Etruria.

Faro sulla vigilanza
Nel suo spettro di azione, la Commissione includerà anche l’operato nelle crisi delle autorità di vigilanza. Un tema non indifferente in vista anche della scadenza del mandato del governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco a fine anno, mandato rinnovabile (una sola volta) a discrezione del governo.

Sotto la lente compensi dei manager e vendite al retail
La Commissione potrà indagare su modalità e strumenti adottati dagli istituti per la raccolta, con particolare attenzione alla “correttezza” della vendita di prodotti alla clientela retail, soprattutto di obbligazioni, ma anche sui modelli di gestione e sui criteri adottati per la remunerazione dei manager.

I poteri (ampi) di indagine
Alla Commissione, limitatamente all’oggetto delle indagini di sua competenza, non può essere opposto il segreto d’ufficio né il segreto professionale o quello bancario. Inoltre la Commissione potrà ottenere copie di atti o documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria o altri organi inquirenti. Potrà avvalersi dell’opera di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria, nonché di tutte le collaborazioni ritenute necessarie.

Il contro alla rovescia per l’inizio dei lavori
Con la pubblicazione della legge di istituzione delle Commissione oggi in Gazzetta ufficiale, inizia il conto alla rovescia: la legge entrerà in vigore il 28 luglio, i componenti della commissione dovrebbero essere indicati dai partiti in una settimana, presumibilmente a fine luglio o i primi giorni di agosto. I presidenti delle Camere avranno poi dieci giorni di tempo, dopo la nomina dei componenti, per convocare la Commissione per la costituzione dell’Ufficio di presidenza. Calendario alla mano, la prima convocazione della Commissione potrebbe arrivare proprio ad agosto, nel pieno della pausa estiva dei lavori delle Camere (prevista dal 5 agosto).

La fine dei lavori
Altro nodo, è la fine dei lavori della Commissione. La legge specifica: «Entro un anno dalla costituzione e comunque entro la fine della Legislatura». Poiché la legislatura finirà al massimo a febbraio 2018 (a sei mesi dalla probabile istituzione della Commissione) il limite di un anno appare superfluo. Anche perché è prevista una relazione alla fine dei lavori della commissione (ma ce ne potrebbero essere più di una: una di maggioranza e una o più di opposizione) e una relazione intermedia a sei mesi sullo stato dei lavori.

Il costo della Commissione
La legge prevede anche i costi della Commissione: le spese per il funzionamento sono stabilite nel limite massimo di 150.000 euro e sono poste per metà a carico del bilancio interno del Senato e per metà a carico della Camera. I presidenti delle Camere, con determinazione adottata d’intesa tra loro, possono autorizzare un incremento delle spese, ma non oltre il 30 per cento.

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