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Bankitalia rialza le stime sul Pil a +1,4% nel 2017. Crediti…

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Bankitalia rialza le stime sul Pil a +1,4% nel 2017. Crediti deteriorati tornano a livelli del 2008

La Banca d'Italia rivede al rialzo le stime per la crescita del Pil nel 2017, fissandola a +1,4% contro il precedente 0,9% di gennaio, già in parte corretto nelle scorse settimane a +1,3% dopo la revisione del dato sul primo trimestre da parte dell'Istat. Nel Bollettino economico, l'istituto centrale prevede ora un aumento dell'1,3 del Pil nel 2018 e dell'1,2 l'anno successivo. La Banca d'Italia sottolinea come la spinta arriverebbe soprattutto dalla domanda interna, con una espansione dei consumi e degli investimenti «a ritmi relativamente sostenuti».

STIME DEL PIL NEL SECONDO TRIMESTRE
Variazioni percentuali (Fonte: Banca d’Italia)

Le revisioni al rialzo
Ad alzare l'asticella delle valutazioni, ricorda il Bollettino, sono stati i nuovi dati di contabilità nazionale diffusi da Istat lo scorso primo giugno che hanno rivisto la dinamica del Pil nell'ultimo trimestre del 2016 e nel primo del 2017. Da questi «deriva una crescita acquisita per l'anno in corso più elevata di 0,3 punti percentuali». Le proiezioni sulla crescita dell'economia italiana, avverte il Bollettino, «sono soggette a rischi prevalentemente al ribasso: alle incertezze associate ai mercati finanziari si accompagnano quelle connesse con l'evoluzione delle politiche economiche e commerciali a livello globale». Riguardo alla stima del secondo trimestre, la Banca d'Italia indica un impulso dall'ulteriore rialzo del valore aggiunto nei servizi con segnali molto positivi dall'indice dei responsabili degli acquisti (PMI) che ha raggiunto il valore massimo dal 2007.

Inflazione avanti piano
Il Bollettino economico di via Nazionale riguardo all'inflazione stima un aumento contenuto con una crescita dell'1,4 per cento quest'anno e dell'1,1 il prossimo. Nel 2019 salirebbe all'1,6% «per effetto di una moderata accelerazione delle retribuzioni». Nella media del secondo trimestre l'inflazione è salita lievemente - si legge nel Bollettino - risentendo in particolare dell'andamento dei prezzi dei beni energetici regolamentati. In giugno tuttavia era ancora poco sopra l'1%. Secondo la Banca d'Italia anche la dinamica di fondo rimane contenuta. Le famiglie e le imprese hanno rivisto al rialzo le aspettative di inflazione «ma non se ne attendono un rafforzamento significativo nei prossimi dodici mesi rispetto agli attuali livelli».

Crediti deteriorati tornati ai livelli del 2008
Il campanello di allarme per i crediti deteriorati delle banche italiane sta smettendo di suonare. Il Bollettino economico della Banca d'Italia segnala un quadro in netto miglioramento. A partire dal flusso di nuovi deteriorati che torna ai livelli del 2008, primo anno della crisi globale.
Nel primo trimestre del 2017 il flusso è rallentato al 2,4% con un andamento diversificato per imprese (+3,6%) e famiglie +1,6 per cento. Per queste ultime notano gli economisti di via Nazionale si è tornati al livello pre-crisi. Migliora anche il tasso di copertura delle banche su questi prestiti a rischio: per i gruppi significativi, ossia i più grandi, vigilati dalla Bce, il tasso di copertura è del 52,8% alla fine del trimestre. Un livello «superiore di circa 8 punti percentuali rispetto a quello medio delle principali banche europee».

Aumenta l’occupazione, stime crescita anche estate
Nel primo trimestre è proseguita la crescita dell'occupazione in Italia e delle ore lavorate, nonostante il venir meno degli incentivi alle nuove assunzioni a tempo indeterminato a 24,9 milioni e 10,8 milioni rispettivamente. I dati preliminari indicano che nella media dei mesi di aprile e maggio il numero degli occupati è ulteriormente salito, dello 0,2 per cento sul bimestre precedente mentre secondo i risultati delle indagini sulle aspettative occupazionali delle imprese condotte dall'Istat e sulla base dell'indice Pmi, l'espansione dell'occupazione dovrebbe proseguire anche nei mesi estivi.
Nei mesi invernali le retribuzioni contrattuali del settore privato hanno continuato ad aumentare in misura modesta (0,5 per cento rispetto a un anno prima); quelle di fatto sono cresciute a un ritmo superiore, coerentemente con il miglioramento ciclico.

Debito delle amministrazioni pubbliche a 2.278,9 mld
A maggio il debito delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 2.278,9 miliardi, in aumento di 8,2 miliardi rispetto al mese precedente. Lo rende noto la Banca d'Italia nel fascicolo «Finanza pubblica, fabbisogno e debito» spiegando che l'incremento è dovuto principalmente al fabbisogno mensile delle amministrazioni pubbliche (7,0 miliardi); vi contribuiscono anche l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (per 0,5 miliardi, a 58,9; erano pari a 72,7 miliardi alla fine di maggio 2016) e l'effetto complessivo degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione del tasso di cambio (0,7 miliardi). Con riferimento ai sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 8,1 miliardi, quello delle locali di 0,1 miliardi; il debito degli enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.

Entrate tributarie, primi 5 mesi +1,4%
Le entrate tributarie a maggio contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 33,5 miliardi (inferiori di 0,3 miliardi a quelle rilevate nello stesso mese del 2016). Per Via Nazionale nei primi cinque mesi del 2017 esse sono state pari a 154,4 miliardi, in crescita del'1,4 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2016.

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