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La galassia di Pisapia e l’impresa di trovare l’accordo tra 9 forze…

i movimenti fuori dal pd

La galassia di Pisapia e l’impresa di trovare l’accordo tra 9 forze politiche

(Ansa)
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Pisapia ha annunciato un passo «di lato» sulla sua candidatura in parlamento e sulla leadership del movimento che punta ad unire il centrosinistra a partire dalle forze fuori dal Pd. Ma l’obiettivo resta, quello di costruire una coalizione «larga». Eppure il rischio che si ritorni alla litigiosità della vecchia Unione di Romano Prodi è avvertito, se lo stesso Campo progressista, il movimento dell’ex sindaco di Milano, in una nota ha parlato della necessità di non ridursi a un «piccolo Manuale Cencelli». Compito non facile, perché l’obiettivo è mettere attorno a un tavolo 9 forze politiche, quelle che, pur con attenzioni diverse, guardano a Pisapia.

Da Tabacci ai socialisti
A guardare a Pisapia non c’è solo la sinistra: anche Bruno Tabacci, leader del Centro Democratico e già alleato del Pd di Pier Luigi Bersani alle politiche del 2013, è sceso a sostengo dell’ex sindaco di Milano, attratto dalla sua idea di allargare l’area di centrosinistra. Guardano a Pisapia anche gli ex Pd di Mdp e Sinistra Italia (quella parte di Sel che non è confluita in Mdp), nonché l’Italia dei valori, con il suo segretario Ignazio Messina, e Angelo Bonelli, leader della Federazione dei Verdi. Anche Riccardo Nencini, segretario del Psi, condivide la necessità di unire il centrosinistra espressa da Pisapia, ma senza coinvolgere «certa sinistra radicale».

Divisa la sinistra radicale
Guardano con interesse alle mosse di Pisapia anche alcune forze della “sinistra-sinistra”, ma queste ultime chiedono una rottura forte con il Pd. È il caso per esempio di Rifondazione Comunista e del suo segretario Maurizio Acerbo, che si è detto favorevole a una lista unitaria a sinistra, ma senza essere «la ruota di scorta» di nessuno. Pippo Civati di Possibile (anche lui ex Pd) si è proposto come mediatore tra queste due sinistre, quella di Pisapia e quella che punta a una unità al di fuori da Pd e in alternativa al Pd stesso.

La minoranza Pd
C’è anche una parte della minoranza del Pd che guarda al progetto di Pisapia.
«Sono andato all’assemblea del Pd e nella piazza di Roma», di Pisapia, «e l’ho fatto perché sono convinto che campi diversi, il civismo evocato da Giuliano, e forze politiche debbono incontrarsi. So che il rammendo della tela non è mai
stato così difficile ma neppure mai tanto necessario», ha detto Gianni Cuperlo.
Anche Andrea Orlando, che pur ha smentito una nuova scissione nel Pd, ha ribadito ma di «voler lavorare per costruire un centrosinistra largo, civico».

La fotografia della vecchia Unione
La galassia che ruota attorno a Pisapia ricorda molto i partiti fondatori nel 2005 della vecchia Unione di Romano Prodi, quella coalizione che il segretario del Pd Matteo Renzi ha detto più volte di non rimpiangere a causa della sua continua litigiosità. A fondare l’Unione ci furono i centristi dell’Udeur di Clemente Mastella, il Movimento repubblicani europei, la Federazione dei Verdi, i Socialisti democratici italiani, l’Idv, Rifondazione comunista e il Comunisti italiani. Oltre ovviamente a Ds e Margherita che sarebbero poi confluiti nel 2007 nel Partito democratico.

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