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Milan, da Bonucci a Biglia: tutto sul maxi mercato e il nodo Uefa

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Milan, da Bonucci a Biglia: tutto sul maxi mercato e il nodo Uefa

Nelle ultime ore Biglia e Bonucci si sono aggiunti alla già ricca schiera di nuovi acquisti del Milan cinese. In poche settimane a Milanello sono arrivati Musacchio, Kessié, Rodriguez, André Silva e Conti. Ed è tornato anche il figliol prodigo Donnarumma con lauto ingaggio. Fassone e Mirabelli hanno operato chirurgicamente inserendo in organico giocatori affidabili che puntano a far fare rapidamente alla squadra un deciso salto di qualità. Tale da riportarla in Champions già dalla prossima stagione.

Ma come si spiega questa strategia? Qual è il budget di spesa dei rossoneri? Che margini di manovra ha la società di Yonghong Li? E quali sono i limiti derivanti dal fair play finanziario? Il Milan sta sfruttando lo spazio di azione derivante dalle regole del fair play finanziario Uefa. Il Milan infatti è nettamente oltre i paletti. Negli ultimi tre anni ha accumulato perdite per 250 milioni rispetto a un limite consentito di 30 milioni. Con la conquista dell’Europa League la società è tornata sotto il monitoraggio dell’Uefa. Ma le valutazioni degli organi di controllo della Uefa partiranno dall’autunno ed eventuali sanzioni saranno applicabili solo dalla prossima stagione. Quindi in questa finestra di mercato il club rossonero non ha limiti come quelli imposti al contrario a Inter e Roma.

Nel frattempo la dirigenza rossonera tenterà di evitare le sanzioni più severe aderendo al cosiddetto “Voluntary Agreement”. La Uefa concede ai club con nuove proprietà che devono sostenere investimenti per il rilancio di derogare ai parametri del fair play finanziario a patto che ci sia un piano credibile di sviluppo dei ricavi e quindi di rientro nelle regole in un arco temporale di 3/5 anni. Se non ci si riesce, la sanzione è ancora più grave rispetto a quella che la Uefa avrebbe applicato autonomamente. Ora, di fronte al business plan già presentato da Yonghong Li, la Uefa ha deciso di soprassedere. La crescita di fatturato e di utili ipotizzata è sembrata troppo accelerata per accoglierla senza obiezioni. Si parla di un fatturato praticamente raddoppiato fra il 2018 e il 2022, da 250 a oltre 500 milioni, sospinto dai ricavi Champions e dagli introiti commerciali in Cina, area da cui potrebbero provenire più di 200 milioni a stagione.

La Uefa però non ha rigettato in toto la proposta, chiedendo alla proprietà rossonera di motivarla meglio e rinviando ogni valutazione ad ottobre.
E qui si spiega la velocità e la perentorietà con cui il nuovo Milan ha operato sul mercato, anche garantendo ai procuratori commissioni nettamente al di sopra della media. La nuova proprietà cinese, dunque, punta a rendere subito competitivo il team per tre diverse ma convergenti ragioni: persuadere la Uefa sulle concrete possibilità di tornare in Champions e incrementare i ricavi rilanciando il business in particolare in Asia; riconquistare la fiducia politica del governo di Pechino persa nel corso della trattativa e magari attirare nuovi soci o partner finanziari cinesi; e, infine, recuperare risorse per far fronte agli impegni finanziari con il fondo Usa Elliot.

Quest’ultimo ha in pegno in club e in cambio ha prestato a mister Li circa 320 milioni. Ora, per comprendere l’esatta potenza di fuoco dell’attuale Milan cinese occorre tentare di ricostruire l’architettura finanziaria dell’acquisto del club (lavoro non semplice in assenza della documentazione contabile completa). Il Milan è stato pagato 520 milioni, altri 90 milioni sono serviti per ripianare le perdite della gestione 2016/17 sostenute in prima battuta da Fininvest e altri 70 sono stati usati per ripianare una parte dei debiti in scadenza. In tutto fanno 680 milioni di impegno economico. Li ha versato, di tasca propria o attraverso finanziamenti (soprattutto di Huarong), poco meno di 500 milioni. Il fondo Elliot, come detto, ha prestato a Li Yonghong 320 milioni. Per il calciomercato sono rimasti quindi tra i 120 e i 130 milioni. Con le operazioni in uscita (come quelle di Lapadula e Bertolacci) il club stima poi di poter mettere insieme un bottino di 30 milioni. Inoltre Li sta procedendo a un aumento di capitale di 60 milioni (22 quelli già versati). La campagna di rafforzamento del Diavolo cinese quindi potrebbe riservare ancora qualche sorpresa.

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