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Dossier Tra dismissione e rendita alternativa

    Dossier | N. 17 articoliWealth Management

    Tra dismissione e rendita alternativa

    C’era una volta la seconda casa. Un bene che spesso si ereditava e che rappresentava un plus, un’entrata in più nel bilancio familiare se bene gestita. Ma oggi le cose sono cambiate. Le tasse sugli immobili non destinati all’abitazione principale sono aumentate, andando a incidere su una rendita che è diventata sempre più piccola. Paradossalmente, in questo periodo la seconda casa, in città o in una zona di mare, è diventata più un costo che un plus. Anche e soprattutto nel settore del lusso, che negli ultimi anni ha visto anche scendere il valore del mattone. Come tra l’altro conferma un report di Knight Frank, secondo cui il mercato degli immobili di pregio nelle località turistiche ha risentito del periodo di consolidamento, facendo registrare flessioni delle quotazioni superiori al 10% in località come Forte dei Marmi e Portofino.

    Una brutta gatta da pelare per la clientela private che, oltre alle residenze nelle mete più ambite, spesso sono proprietari per tradizione familiare di pezzi importanti del patrimonio immobiliare italiano in località pregiate, ma che non rientrano nel circuito della domanda internazionale. Questo le rende di fatto molto illiquide, difficili da valorizzare e fonte di aggravi gestionali e costi. Tutto ciò porta a un ripensamento nel modo di intendere e gestire le seconde case. Ma il fai da te in un mercato come quello degli immobili di lusso non sempre è la soluzione migliore. Anzi. Il private banking, con le sue divisioni dedicate al real estate, può aiutare i paperoni del mattone a valutare la strada migliore da seguire, che sia la dismissione dell’immobile o una forma di utilizzo alternativa. Spesso ci si trova di fronte a proprietà che hanno anche un valore di tipo anche affettivo e in questi casi bisogna prendere delle decisioni sofferte, che coinvolgono diverse generazioni. Un’esigenza che emerge spesso nella gestione delle successioni, ma anche in sede di pianificazione familiare e patrimoniale. Non è infrequente il caso di paperoni che, rilevando il progressivo abbandono di queste proprietà, decidano di avviare un processo volto alla dismissione per evitare l’insorgere di problematiche di gestione future in capo agli eredi.

    Se l’obiettivo, però, rimane la ricerca del rendimento e non la dismissione, una forma alternativa di utilizzo, sempre più utilizzata, potrebbe essere il B&B o gli affitti brevi, anche nelle località turistiche. Tutto sta nel riconvertire ville, tenute o ex fabbricati agricoli, oppure fare nuovi investimenti finalizzati, gestiti sia direttamente sia per il tramite di un crescente numero di nuovi operatori specializzati.

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