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Pil, Boccia: le imprese ancora in mezzo al guado

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Pil, Boccia: le imprese ancora in mezzo al guado

Vincenzo Boccia
Vincenzo Boccia

«Quella che viviamo è una forte inversione di tendenza, ma non dobbiamo dimenticare che aumentano i divari. Solo un 20% delle imprese partecipa davvero e attivamente a questa nuova stagione di crescita mentre un 60%
si trova in mezzo al guado e il restante 20% deve ancora fronteggiare la crisi. Insomma, una parte rilevante del sistema industriale è ancora in una fase di transizione». A dirlo è il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un'intervista a Qn.

«La diversa percezione dipende dai divariche esistono tra cittadini, Paesi, giovani e anziani, città e provincia. Dobbiamo comprendere che la crescita è solo una precondizione e non un fine essendo quest'ultimo il contrasto convinto di
disuguaglianze e povertà. E per colmare i divari occorre costruire una grande stagione del lavoro e della competitività», evidenzia Boccia.

Per il numero uno di Confindustria non bisogna «delegittimare le cose buone fatte come i super ammortamenti e gli iper-ammortamenti di Industria 4.0. Poi occorre attivare senza indugio gli investimenti pubblici anche attraverso il contratto di programma con l'Anas e portare a termine il percorso per
l'applicazione delle misure a favore delle imprese energivore».
«Nel medio termine - sottolinea - occorre puntare sempre più sulla politica dei fattori che premia l'offerta: più investimenti, più export, più
occupazione, più domanda».

Per la manovra «non avremo grandi margini, ma la soluzione è insistere sugli strumenti selettivi a partire dall'inclusione in larga scala dei giovani attraverso l'azzeramento del cuneo fiscale», dichiara Boccia.

Quanto alla proposta del deficit al 2,9% avanzata da Matteo Renzi, «piuttosto che partire dai saldi di bilancio e arrivare alle misure per il Paese occorre partire dagli obiettivi - chiari, definiti, misurabili - per poi scegliere gli strumenti e
solo alla fine valutare l'impatto sul bilancio».

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