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Wimbledon, Djokovic costretto al ritiro, Federer avanti

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Wimbledon, Djokovic costretto al ritiro, Federer avanti

  • –a cura di Datasport

Un altro colpo di scena a Wimbledon: Novak Djokovic costretto al ritiro. Dopo l'eliminazione di Andy Murray, anche il serbo lascia anzitempo i campi dell’All England Club a causa di un problema fisico che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca contro Tomas Berdych nei quarti di finale sul punteggio di 7-6, 2-0 in favore del ceco. In semifinale Berdych affronterà Roger Federer che si è sbarazzato in tre set di Milos Raonic (6-4, 6-2, 7-6).   Un'edizione di Wimbledon davvero maledetta. Novak Djokovic è l'ennesimo giocatore costretto a lasciare i verdi campi dell'All England Club a causa di un infortunio. Dura appena 1 ora e 3 minuti il quarto di finale tra il serbo e Tomas Berdych sul campo numero 1 di Wimbledon. Djokovic, che già negli ottavi contro Mannarino aveva lamentato dei problemi alla spalla destra, mostra sin da subito di non essere al top della condizione. Nel primo set l'ex numero 1 del mondo riesce a difendere il proprio servizio, trascinando la sfida al tie-break. Qui, però, il riacutizzarsi del dolore al gomito limita l'esplosività di Nole che è costretto a cedere il passo con il punteggio di 7-2, praticamente senza riuscire a reagire. L'intervento del medico, che massaggia a lungo l'avambraccio del campione serbo, non migliora la situazione e Djokovic non può fare altro che alzare bandiera bianca dopo avere subito un break in avvio di secondo set. Con questo forfait, Djokovic vede sfumare l’opportunità di tornare numero 1 al mondo. Può così far festa Andy Murray che, nonostante la sconfitta nei quarti da Querrey, rimarrà in vetta alla classifica Atp.   Berdych ringrazia e, in semifinale, se la vedrà con ‘Sua maestà’ Roger Federer che, sul Centre Court, si sbarazza con estrema facilità di Milos Raonic per 3 set a 0. Lo svizzero, che solo un anno fa era stato eliminato proprio dal canadese in semifinale, gioca una partita sontuosa, a tratti divina, chiudendo i conti sul 6-4, 6-2, 7-6 finale in un'ora e 58 minuti di gioco. Federer entra in campo con la faccia di chi non ha la minima intenzione di concedere sconti. 'Re' Roger è una macchina: realizza un vincente dietro l'altro (46 a fine match contro i 29 del rivale) e serve con il 90% di prime palle. Nel primo parziale è sufficiente un break, nell'ottavo gioco, per portarsi sull'1-0. La musica non cambia: Raonic non riesce in alcun modo a reggere il confronto con il fuoriclasse elvetico, che strappa subito il servizio al suo avversario, chiudendo i conti sul perentorio 6-2 in meno di un'ora di gioco. Con una reazione d'orgoglio, il canadese inizia a salire di colpi nel terzo set e riesce non farsi brekkare, forzando un insperato tie-break. Qui, dopo essere stato avanti per 5-3, deve però arrendersi al ritorno di Federer che recupera un punto dietro l'altro per il 7-4 che gli vale un comodo passaggio del turno. Grazie a questa vittoria Roger raggiunge la semifinale numero 12 a Wimbledon, la 42esima negli Slam e diventa il secondo semifinalista più anziano dell’Era Open dopo Ken Rosewall.