Italia

Pensioni, ipotesi minimo 650 euro per giovani con sistema contributivo

previdenza

Pensioni, ipotesi minimo 650 euro per giovani con sistema contributivo

Introdurre anche nel sistema contributivo, in cui ricadono completamente le generazioni più giovani, «un minimo previdenziale, come nel retributivo, pari, si può immaginare, a 650 euro per chi ha 20 anni di contributi, che possono aumentare di 30 euro al mese per ogni anno in più fino a un massimo di mille euro». A lanciare l’ipotesi di una trattamento di garanzia, per i giovani ma anche 40-45enni, è il consigliere economico della presidenza del Consiglio, Stefano Patriarca, nel corso del convegno sulle pensioni organizzato dal Pd.

Nannicini: proposte Pd su adeguamento automatico e garanzia giovani
Il responsabile per il lavoro nella segreteria del Pd, Tommaso Nannicini, intervenendo al convegno, ha confermato che «il Pd farà una proposta, che studieremo e approfondiremo, sulla pensione di garanzia per i giovani, con un reddito minimo» e per «rivedere il meccanismo di adeguamento automatico dell'età pensionabile» con soluzioni diverse per tra chi sta totalmente nel contributivo e chi no, tenendo conto anche «delle diverse aspettative di vita» come previsto nel verbale d'intesa sulla fase uno visto che non tutti i lavori sono uguali.

Sul tavolo l'exit strategy per frenare rialzo pensioni
Si studia dunque un'exit strategy che in qualche modo rallenti l’aumento automatico dell'età pensionabile (previsto dalla riforma Fornero), che rischia di salire a 67 anni nel 2019, senza creare buchi di bilancio incolmabili e tensioni con Bruxelles. La richiesta di Cgil, Cisl e Uil è nota. I sindacati chiedono di congelare 'la scala mobile' che automaticamente sposta in là l'uscita, per ripensare tutto il meccanismo, magari con diverse finestre a seconda del lavoro svolto. Una posizione appoggiata dal Parlamento, con uno schieramento bipartisan che ha visto insieme i due presidenti delle commissioni Lavoro, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi (propongono di saltare un giro o rinviare l'aggiornamento, diluendolo: ogni 5 anni invece che 2). Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha per ora preso tempo, rinviato la discussione all’autunno. «Ne parleremo dopo l'estate, quando avremo le informazioni dall'Istat che ci darà i nuovi dati» sull'aspettativa media di vita «e avremo il quadro della situazione».

Oltre 66mila domande Ape social-precoci
Sono intanto arrivate 66.409 domande di pensionamento anticipato attraverso gli scivoli previsti per l’Ape social e per i lavoratori precoci. Un numero che supera il tetto previsto dal governo, fermo a 60 mila. Ora l'Inps, che gestisce tutte le pratiche, verificherà i requisiti delle richieste ed entro il 15 ottobre pubblicherà la graduatoria definitiva. Intanto però, da un primo monitoraggio dell'Istituto, emerge come solo il 23,2% delle domande riguardi le donne. Non a caso nel tavolo di confronto sulla 'fase 2' della previdenza si è già parlato di un bonus da riconoscere alle lavoratrici per agevolare il raggiungimento dei requisiti contributivi necessari per l'Ape (30 anni se disoccupati o disabili, 36 in caso di attività gravose).

Poletti: ridurre penalizzazione per donne e giovani
Lo ha confermato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha identificato nella riduzione delle penalizzazioni per le donne e per i giovani gli obiettivi dei nuovi interventi del governo sulle pensioni. Le domande sull'Ape social, ha spiegato il ministro, mostrano come le donne abbiano difficoltà a «raggiungere 30 o 36 anni di contributi». L’altro tema , ha aggiunto, sono i giovani con carriere discontinue». L’obiettivo è trovare uno strumento, ha sottolineato, che possiamo chiamare «pensione di garanzia o come vogliamo»


© Riproduzione riservata