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Siccità, l’agricoltura del Lazio allo stremo

Latina la provincia più colpita

Siccità, l’agricoltura del Lazio allo stremo

Immediata convocazione dei Consorzi di bonifica per fare il punto sulle riserve idriche e valutare i margini di intervento per alleviare la grande sete delle aziende agricole laziali; mobilitazione della Protezione civile per approvvigionare con autobotti le stalle che operano nelle zone più impervie. Sono i primi risultati del tavolo che si è svolto oggi alla regione Lazio per affrontare l'emergenza siccità e al quale con Coldiretti, che ha chiesto il vertice, hanno partecipato gli assessore alle Infrastrutture, Fabio Refrigeri, all'Agricoltura Carlo Hausmann e all'Ambiente, Mauro Buschini.

Il Lazio è tra le regioni che presentano le maggiori criticità. Secondo il dossier Coldiretti, presentato all’assemblea annuale, i danni (per difetto) superano i 100 milioni . Alla perdita dei raccolti si sommano le spese per gasolio e corrente per irrigare. Inoltre il dimezzamento del raccolti destinati all’alimentazione del bestiame (bruciate le distese di mais e foraggi) ha cancellato le scorte che gli allevatori utilizzano nell’inverno e dunque le stalle saranno costrette ad acquistare foraggi con un aggravio di costi. Gli invasi e i corsi d’acqua sono a secco e risultano compromessi per il 50% i raccolti di mais, ortaggi, meloni e angurie.

La provincia più penalizzata è quella di Latina in cui si concentra con Viterbo la quota maggiore del Pil agricolo regionale. In quell’area sono 7mila le aziende in grave affanno. Ma anche se in una condizione di minore emergenza danni pesanti si registrano anche nelle province di Roma, Rieti e Frosinone con la produzione di latte sia ovino che bovino ridotta di oltre il 30 per cento.

A Viterbo è scattata, con costi alle stelle, l'irrigazione di soccorso per cercare di salvare vigneti e uliveti dove comunque già si profilano rese dimezzate. Stesso copione per i noccioleti che hanno bisogno di molta acqua: i frutti non si sono formati e dunque si annunciano di qualità scarsa con un grave impatto sulle aziende che difficilmente potranno collocare il prodotto se non risponde agli standard richiesti dalle industrie dolciarie. «La crisi idrica – ha spiegato il presidente della Coldiretti Lazio, David Granieri – non ha risparmiato nessuna provincia, ma è a Latina che la situazione è più drammatica. Non c'è più acqua e siamo ormai alla chiusura degli impianti». La Coldiretti ha chiesto al governo misure transitorie di sostegno, dalle agevolazioni fiscali all'abbattimento degli oneri contributivi fino alla sospensione dei mutui.

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