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Sisto: «Con lo Ius soli in 800mila sarebbero diventati cittadini italiani con una legge ingannevole»

«In 800mila di botto sarebbero diventati cittadini italiani con un disegno di legge ingannevole, in grado di cambiare con una prova muscolare il volto di una nazione e di stravolgere il concetto di italianità». Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia ed ex presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, definisce lo Ius soli come «una legge sbagliata», «una stucchevole telenovela», una «proposta irricevibile».

Dice che «come già per la riforma costituzionale, non si può pretendere di cambiare la società a colpi di propaganda e forzature, tantomeno su un tema come quello della cittadinanza attorno al quale si disegna la cornice socio-culturale di un Paese per i decenni a venire». E rivendica che Forza Italia sul tema è stata sempre coerente. Il disegno di legge sullo Ius soli, rinviato dopo l’estate dal premier Gentiloni per le tensioni create nella maggioranza, introdurrebbe nel nostro ordinamentto altre due modalità di acquisizione della cittadinanza per i figli minori di genitori stranieri: lo ius soli “temperato” e lo ius culturae.

«È un provvedimeto populista»
«È un provvedimento populista», sottolinea il deputato barese al Sole24ore.com: «Lo Ius soli temperato è una regolamentazione senza testa nè coda, animata solo dalla voglia di sanare situazioni numericamente rilevanti. Sul fronte dello ius culturae poi sono troppo pochi 5 anni per chiedere la cittadinanza italiana».

Diventerebbe un moltiplicatore di sbarchi
Le regole previste dal ddl, per Sisto, accrescerebbero ancor di più il divario fra Nord e Sud. «È un provvedimento inopportuno: l’approccio alla cittadinanza previsto dal ddl diventerebbe un moltiplicatore di sbarchi, come dare miele alle api. Ed è una proposta divisiva per un Sud che paga già per tutti sul fronte dell’emergenza immigrazione, mentre al Nord si filosofeggia».

Ci deve essere un confine tra accoglienza, diritti e cittadinanza
«Per fortuna il mordi e fuggi non è riuscito a Renzi e Gentiloni ha rinviato all’autunno il ddl perché il rischio tsunami sul Governo era inevitabile».

Per Sisto «ci deve essere un confine tra accoglienza, diritti e cittadinanza. Questa sanatoria neanche tanto raffinata è sbagliata. Lo ha detto anche Tajani: è necessaria una riflessione europea». Poi, conclude, «le modifiche vanno fatte ragionevolmente e senza ansia da prestazione e non con una legge che stravolge la struttura di un’intero paese».

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