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Taxi: nelle città italiane licenze bloccate dal 2006

dati autorità trasporti

Taxi: nelle città italiane licenze bloccate dal 2006

Licenze congelate: nei principali Comuni italiani in dieci anni non ci sono state variazioni sostanziali del numero di taxi. Lo dicono i dati contenuti nell'ultima relazione annuale dell'Autorità di regolazione dei trasporti, che aiutano a capire come il mercato degli "autoservizi pubblici non di linea", come vengono definiti tecnicamente, sia incredibilmente ingessato. Nel frattempo, va avanti il lavoro del ministero delle Infrastrutture sul tema dei taxi e dei servizi concorrenti, come Uber. Oggi pomeriggio si riunirà il tavolo tecnico del Mit che sta impostando la riforma del sistema, raccogliendo le indicazioni delle diverse categorie, in vista di un decreto interministeriale.

Il trend dal 2006 ad oggi
Il monitoraggio dell'Autorità di regolazione dei trasporti contiene numeri molto eloquenti. Tra il 2006 e il 2016 in tutte le principali città italiane non ci sono state variazioni rilevanti nel numero dei taxi. Una sola l'eccezione: Roma, che ha registrato mille licenze in più solo nel 2007. La responsabilità è da attribuire ai Comuni, perché il sistema – va ricordato – prevede che siano i sindaci ad attivare bandi pubblici per la creazione di nuove licenze.

TAXI E NCC
Numero di licenze taxi attive nei principali comuni italiani. Per anno, al 31/12/2016

Mercato bloccato a Milano, Roma e Napoli
Partiamo da Milano: nel capoluogo lombardo le auto bianche sono 4.855, esattamente lo stesso numero del 2006. A Roma siamo a quota 7.703, con un forte incremento nel 2007 e nel 2008, quando nel giro di 24 mesi sono state emesse 1.500 nuove licenze. Da allora, però, l'offerta è rimasta congelata. La terza città per numero di taxi è Napoli. Qui sono 2.368, quattro meno del 2006, quando la rilevazione dell'Art parla di 2.372 licenze. Discorso molto simile a Torino, che conta 1.503 licenze contro le 1.504 del 2006.

Genova, Firenze, Bologna: tutto fermo
A Genova ci sono 869 taxi, esattamente gli stessi di dieci anni fa. Qualcosa si è mosso a Firenze, dove siamo passati dalle 594 licenze del 2006 alle 654 attuali. La crescita è stata segnata nel 2008, da allora più niente. Inchiodata a quota 640 auto bianche, invece, Bologna. Così come non si è mossa neppure di un'unità Palermo, con 319 taxi. Completano il quadro Trieste (250, stesso dato del 2006), Bari (150, stesso dato del 2006), Venezia (120, nel 2006 erano 92) e Cagliari (105, stesso dato del 2006). Numeri a parte, siamo di fronte a un mercato ingessato, che non si muove seguendo le indicazioni della domanda.

La situazione degli Ncc
Ma, oltre alle licenze taxi, anche le autorizzazioni per i servizi di noleggio con conducente si muovono in una direzione molto simile. A Milano sono 214, come nel 2006. A Roma sono 995, due in meno del 2006. E, negli ultimi dieci anni, non ci sono stati incrementi a Bologna (227), Palermo (171), Firenze (104), Genova (190), Perugia (86), Trieste (40). Anche per le autorizzazioni degli Ncc, insomma, i sindaci non premono sull'acceleratore.

Il decreto di riforma
Intanto, vanno avanti i lavori del tavolo tecnico del Mit che sta lavorando al decreto interministeriale di riforma del sistema. Stamattina i tecnici del dicastero hanno incontrato i rappresentanti degli Ncc, mentre nel pomeriggio è in programma un appuntamento con i rappresentanti dei tassisti. Insieme a loro si farà il punto sulle osservazioni presentate nei giorni scorsi al testo, indicando quali sono state recepite nel provvedimento finale.

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