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Siccità: acqua razionata per 1,5 milioni di romani dal 28 luglio

braccio di ferro regione lazio-acea

Siccità: acqua razionata per 1,5 milioni di romani dal 28 luglio

Turisti cercano refrigerio da caldo e afa in piazza del Pantheon (Ansa)
Turisti cercano refrigerio da caldo e afa in piazza del Pantheon (Ansa)

È braccio di ferro fra Regione Lazio e Acea sull’acqua. Che nei prossimi giorni sarà razionata per 1,5 milioni di romani. In un’estate caratterizzata da temperature altissime, siccità e incendi arriva la querelle fra Regione e Acea con la multiutility che annuncia il razionamento, dopo l’ordine della Regione Lazio da venerdì prossimo e fino al 31 dicembre 2017 di sospendere il prelievo dal lago di Bracciano, riserva idrica della Capitale. A motivare la scelta dell'amministrazione regionale sono «innanzitutto» le «condizioni di deperimento del lago». Ma l’Acea punta il dito contro l'atto, «unilaterale e illegittimo, che - avverte - comporterà importanti e gravi conseguenze per i cittadini di Roma».

Raggi: trovare una soluzione per garantire l’acqua a Roma
Preoccupata la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che spera «sia fatto tutto il possibile per assicurare l’acqua ai cittadini, agli ospedali, ai vigili del fuoco, alle attività commerciali». La prima cittadina della Capitale, si augura che si trovi rapidamente una soluzione condivisa fra Regione e Acea. «Come amministrazione capitolina siamo stati i primi a denunciare la situazione drammatica del lago di Bracciano e anche a subire critiche ingiustificate per alcune misure che con largo anticipo abbiamo messo in campo per evitare l'emergenza. Acea ha ridotto la captazione di acqua dal bacino di Bracciano negli scorsi mesi: credo che in breve tempo sia passata da 1.500 a 900 litri al secondo. Allo stesso tempo l’azienda sta monitorando e riparando la rete idrica per mettere fine alle dispersioni».

Regione: stop dal 28 luglio al prelievo di acqua dal lago di Bracciano
La Regione spiega la sua posizione in una nota. «Con due atti amministrativi, la Regione Lazio ha oggi (ieri, ndr) determinato la sospensione del prelievo dell’acqua dal lago di Bracciano. Questa scelta è scaturita da diversi elementi. Innanzitutto, dal consolidarsi delle condizioni di deperimento del lago e, quindi, per determinare l'avvio di un'azione di salvaguardia relativa agli aspetti ambientali-naturalistici del bacino, con l'obiettivo di recuperare per quanto possibile la sua naturale integrità ecologica». Si impone quindi ad Acea Ato 2 «di azzerare ogni prelievo della risorsa idrica dal bacino del lago di Bracciano, entro e non oltre le ore 24 del giorno 28 luglio prossimo».

Acea, Saccani: atto abnorme e illegittimo
Dura la posizione del presidente di Acea Ato 2 Paolo Saccani. «Riteniamo questo atto della Regione Lazio abnorme e illegittimo - ha dichiarato ai microfoni di SkyTg24 - ma soprattutto inutile rispetto alla tutela del lago. Dal lago Acea sta derivando 86 mila metri cubi al giorno, a cui corrisponde un abbassamento di 1,5 millimetri. Il lago di Bracciano è profondo 164 metri». In 7 giorni, ha detto Saccani, non ci sarà altra soluzione che «razionare l’acqua a 1,5 milioni di romani, alle attività produttive, turistiche, ai palazzi delle istituzioni, al Vaticano. Non faremo il bene dell'immagine della Capitale d'Italia».

Costretti a turni 1,5 milioni di romani
Immediata e irritata la reazione di Acea, che con una nota « prende atto e si adegua all’ordinanza adottata dalla Regione Lazio circa la sospensione, nell'arco di una settimana, della captazione dal lago di Bracciano. Una decisione unilaterale e illegittima, che comporterà una serie di gravi conseguenze per i cittadini di Roma. La drastica riduzione dell'afflusso di acqua alla rete idrica della Capitale ci costringerà, infatti, a mettere in atto una rigida turnazione nella fornitura che riguarderà circa 1.500.000 romani». Il comunicato stampa del portavoce di Acea segnala che la società «si impegna sin d’ora ad elaborare un piano dettagliato di emergenza che, non appena pronto, sarà messo a disposizione e comunicato capillarmente alla cittadinanza. Il Gruppo altresì è tutelerà in ogni sede non solo le proprie ragioni, ma anche gli interessi di tutta la sua utenza».

Zingaretti: sta finendo l’acqua a Roma, rischio catastrofe ambientale a Bracciano
Il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti, ai microfoni di Tgcom24, ha spiegato che il «livello del lago di Bracciano si è abbassato con il rischio di catastrofe ambientale. Abbiamo tempo sette giorni per trovare tutte le possibilità al fine di limitare al massimo il disagio per i cittadini, ma è sbagliato chiudere gli occhi. Il problema c'è ed è grave. Sta finendo l'acqua a Roma». Il governatore ha ricordato che Acea preleva dal lago di Bracciano «solo l’8% di tutto il fabbisogno e quindi immagino una quantità non importante dell'acqua».

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