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Banche venete, il decreto viaggia verso la fiducia

dl in aula

Banche venete, il decreto viaggia verso la fiducia

La commissione Finanze del Senato ha dato il via libera e votato il mandato al relatore al decreto legge sulle banche venete senza approvare modifiche rispetto al testo già esaminato dalla Camera. Il testo è già arrivato in Aula , dove nel pomeriggio - dopo che l'assemblea ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Sinistra Italiana, M5S e Lega - ha preso il via la discussione generale, che si concluderà domani. Al termine degli interventi è attesa la richiesta della fiducia da parte del Governo sullo stesso testo approvato dalla Camera.

Al provvedimento sulla liquidazione coatta amministrativa degli istituti veneti di credito (Banca Popolare Vicenza e Veneto Banca) erano stati presentati ieri 203 emendamenti e 49 ordini del giorno. Il via libera della commissione al dl è
arrivato anche grazie alle assenze dei senatori Bartolomeo Pepe (Gal) ed Eva Longo (Ala), mentre la senatrice Maria Cecilia Guerra (Mdp), confermando l'intenzione già circolata ieri, ha votato contro il mandato al relatore.

Ok a odg su inasprimento sanzioni manager
La commissione Finanze del Senato ha dato l'ok a diversi ordini del giorno, tra i quali uno che impegna il governo a favorire «l'adozione tempestiva di una normativa sulla responsabilità degli amministratori delle banche fallite, con particolare riguardo alle responsabilità dei vertici aziendali».
La nuova normativa - secondo l'odg a firma Franco Carraro (Fi), Gianluca Rossi (Pd) e Paolo Tosato (Ln-Aut) - dovrà prevedere da un lato «un inasprimento delle pene per coloro che verranno ritenuti colpevoli dei reati ascritti» e dall'altro «il riconoscimento di particolari condizioni nelle quali si sono svolte in specifiche situazioni le responsabilità affidate agli amministratori nell'ottica della continuità aziendale». Un altro impegno sarà quello di valutare l'adozione di misure che garantiscano "un equo trattamento di ristoro a tutti gli investitori coinvolti e penalizzati da comportamenti illeciti nella gestione delle banche e che hanno causato le crisi del sistema bancario susseguitesi negli ultimi due anni».

In arrivo misure per la tutela dei piccoli risparmiatori
Lo stesso ordine del giorno approvato dalla commissione Finanze del Senato al dl Banche venete impegna poi il governo a valutare «l'opportunità di prevedere misure finalizzate a tutelare i piccoli risparmiatori che hanno investito a seguito di operazioni di collocamento e di esecuzione degli ordini di vendita di azioni messe in atto nei loro confronti, con scarsa trasparenza e senza le necessarie informazioni sul grado di rischio degli istituti».

Padoan: auspico sanzioni severe
«Ho già espresso con chiarezza il mio convinto sostegno affinché al danno provocato corrispondano sanzioni severe e adeguate alla responsabilità degli amministratori colpevoli del dissesto». Lo ha ribadito il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, rispondendo oggi a un'interrogazione su Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza nel question time alla Camera. «Strumenti sanzionatori severi sono peraltro già previsti dal nostro ordinamento. Il mio auspicio - ha sottolineato Padoan - è che la magistratura e le autorità di vigilanza li applichino nel modo più rigoroso e severo possibile».

Il ministro dell'Economia: impossibile ristoro a piccoli azionisti raggirati
«Anche i piccoli azionisti possono essere considerati vittime di comportamenti illeciti, ma gli effetti delle loro scelte e di comportamenti impropri degli amministratori non possono gravare sulle tasche di tutti gli altri contribuenti». Così ha puntualizzato il ministro Padoan, rispondendo nel corso del question time nell'Aula della Camera, a un'interrogazione della Lega sui ristori previsti per i risparmiatori delle banche venete poste in liquidazione.
Il titolare dell'Economia ha segnalato al riguardo le misure adottate a salvaguardia dei diritti di dipendenti, correntisti e risparmiatori con obbligazioni ordinarie, insieme alle forme di ristoro concesse per i clienti «indotti ad acquistare obbligazioni subordinate attraverso pratiche improprie».
Padoan ha inoltre precisato che «purtroppo non esiste possibilità di deroga per coloro che invece hanno acquistato azioni, perchè - ha sottolineato - chi compra azioni di una società, anche di una banca, si assume il rischio elevato di vedere completamente azzerato l'investimento». E, ha concluso, non si può intervenire con un «intervento posto a carico anche di contribuenti che non sono in grado di effettuare alcun risparmio, nè investimento e che non hanno a disposizione redditi e patrimoni».

(Al. Tr.)

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