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Decreto Sud, sì del Senato alla fiducia

ORA PASSA ALLA CAMERA

Decreto Sud, sì del Senato alla fiducia

Il decreto per il Sud passa al Senato con 154 sì, 117 no e nessun astenuto. E dunque il testo, che scade il prossimo 19 agosto, passa ora all'esame di Montecitorio per l’approvazione definitiva. Nel chiedere il voto di fiducia posto dal governo sul Dl, il ministro Anna Finocchiaro ha spiegato in Aula che il maxiemendamento sostitutivo riprende l’articolato approvato dalla commissione Bilancio eccetto la misura dichiarata improponibile dalla presidenza di Palazzo Madama sulla sanzione della confisca contro gli incendi dolosi, e con l’estensione fino al 2025 del finanziamento relativo all'edilizia giudiziaria.

Zone economiche speciali
Vengono previste nel decreto agevolazioni nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In particolare, si prevede un finanziamento fino a 1.250 milioni di euro dedicati ai nuovi giovani imprenditori under 35, con la misura “Resto al Sud” e 50 milioni di euro per favorire gli imprenditori agricoli under 40. Sono previsti, inoltre, circa 200 milioni di euro per le Zone economiche speciali (Zes); 40 milioni di euro per favorire le politiche attive del lavoro nel Mezzogiorno e 150 milioni di euro per il sostegno amministrativo agli enti locali. Il governo ha inteso poi dedicare una specifica misura ai giovani meridionali, denominata (“Resto al sud”) per offrire a chi ha buone idee imprenditoriali - si legge in una nota di accompagnamento - gli strumenti per costruire il proprio futuro. Ognuno di questi giovani, che non dispone di mezzi propri per avviare una sua attività, avrà a disposizione una potenziale dotazione di 40mila euro (estensibile fino a 200 mila euro, nel caso di un progetto presentato da 5 giovani imprenditori), di cui il 35% a fondo perduto ed il restante 65% con un prestito a tasso zero. Sono previste, inoltre, azioni di accompagnamento da parte di enti pubblici, Università ed associazioni del terzo settore, a supporto di questo processo di crescita. Chi sarà in grado di produrre progetti credibili e sostenibili, avrà il pieno appoggio dello Stato, in un rapporto di responsabilità reciproca.

Banca delle terre abbandonate o incolte
La misura “Banca delle terre abbandonate o incolte” prevede inoltre che i Comuni identifichino i terreni e le aree edificate di cui sono titolari che risultino in stato di abbandono da lungo tempo (almeno 10 anni): questi terreni, a seguito di bando pubblico, possono essere assegnati in concessione, per un periodo non superiore a nove anni, sulla base di un progetto di valorizzazione specifico presentato da giovani tra 18 e 40 anni. Un meccanismo di valorizzazione analogo riguarda anche i beni immobili privati, previo consenso del legittimo proprietario, sulla base di un progetto di valorizzazione e della corresponsione di un canone di affitto. Per il finanziamento di tutti questi progetti di valorizzazione, i giovani potranno accedere anche alla misura “Resto al Sud” o agli incentivi dedicati al settore agricolo. Vengono inoltre individuati strumenti di semplificazione delle procedure adottate per la realizzazione sia degli interventi dei “Patti per lo sviluppo” nelle Regioni del Mezzogiorno, che accelerano i tempi e riducono gli oneri a carico delle amministrazioni centrali. Nel decreto sono fissate misure di semplificazione per la realizzazione di strutture per Matera città della Cultura.

Contrasto agli incendi dolosi
Altro tema spinoso, quello delle misure per il contrasto degli incendi dolosi, è contenuto nell'articolo 9-bis che tra l'altro modifica la legge quadro in materia con una verifica, tramite il prefetto e la procura della Repubblica, dei contratti di affitto stipulati per quei terreni distrutti dagli incendi nei due anni successivi. Salta il tappo dei beni confiscati nel caso in cui i proprietari vittime di estorsioni accertate siano stati parte attiva nelle denunce.

De Vincenti: parte del masterplan per il Sud
«Questo dl, insieme a quello dell'inverno scorso e ai Patti per il Sud, testimonia di un disegno organico - quello che abbiamo chiamato il masterplan per il Mezzogiorno - che il governo Renzi prima e il governo Gentiloni ora portano avanti con determinazione a sostegno della ripresa del Sud come condizione necessaria della ripresa di tutto il Paese». Il ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti, nella replica che ha chiuso la discussione generale sul decreto, si è congratulato con tutti i senatori per il contributo dato al miglioramento» del testo. Un ringraziamento, «sincero», rivolto anche alle opposizioni («senza sottacere delle divergenze ho trovato però molto costruttivo il fatto che abbiano scelto di discutere il provvedimento nel merito, confrontandosi sulle misure specifiche»). La questione meridionale, per il ministro, «si impone ancora, sia pure in forme molto diverse da quelle di un tempo. I governi degli ultimi tre anni la affrontano con una strumentazione mai vista prima. Gli investimenti pubblici previsti dai Patti per il Sud, il rafforzamento del credito d'imposta per gli investimenti privati previsto dal primo decreto per il Meridione più, oggi, la creazione delle Zes e il cosiddetto “Resto al Sud” dedicato al sostegno dell'iniziativa imprenditoriale dei giovani, rappresentano la più massiccia operazione di sostegno agli investimenti nel Mezzogiorno che un governo abbia fatto».

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