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Stop ai vitalizi, ok della Camera: maggioranza trasversale Pd-M5s

LA PROPOSTA richetti PASSA AL senato

Stop ai vitalizi, ok della Camera: maggioranza trasversale Pd-M5s

Ok della Camera alla proposta di legge Richetti che ricalcola con medodo contributivo i vitalizi di 2600 ex parlamentari. I sì sono stati 348, i no 17. Il provvedimento, che ha bisogno del non scontato via libera del Senato per diventare legge, ha avuto il via libera di una maggioranza trasversale a Montecitorio: Pd, M5S (Di Maio ha parlato di «giorno storico, una vittoria dei 5 stelle»), Lega, Fdi e Sinistra Italiana (Mdp si è astenuto). Contrari i centristi. Forza Italia ha deciso di non partecipare al voto finale sulla legge bollata come incostituzionale.

Che cosa prevede la proposta Richetti
La proposta di legge punta all’abolizione per tutti degli attuali vitalizi e all’estensione ai parlamentari (e ai consiglieri regionali) del trattamento previdenziale oggi previsto per i lavoratori dipendenti, basato sul metodo contributivo. Il provvedimento si applicherà retroattivamente anche «ai trattamenti previdenziali in essere, compresi i vitalizi attualmente percepiti che vengono definitivamente aboliti». Pertanto i parlamentari già cessati dal mandato e che attualmente beneficiano della rendita vitalizia si vedranno ricalcolati gli importi con il sistema contributivo. I vitalizi sono stati già aboliti nel 2012, ma solo per i neo eletti: i parlamentari cessati dal mandato prima di quella data hanno infatti continuato a percepire gli assegni pre-riforma mentre a coloro che hanno esercitato un mandato prima del 2012, e che sono stati poi rieletti, si applica un sistema basato in parte sulla quota di assegni vitalizi maturata al 31 dicembre 2011 e in parte sulla quota calcolata con il nuovo sistema contributivo. Norme che con la riforma verranno dunque riscritte.

Da prossima legislatura si applica età legge Fornero
Un emendamento della commissione alla pdl Richetti approvato dall'Aula della Camera fa slittare alla prossima legislatura l’applicazione per la pensione dei parlamentari dei criteri anagrafici previsti dalla legge Fornero. L’adeguamento alla legge Fornero comporterà un aumento dei requisiti anagrafici richiesti per l'accesso all’assegno mensile. Fino all’adeguamento il trattamento previdenziale è corrisposto ai parlamentari cessati dal mandato al compimento del sessantacinquesimo anno di età.

Un emendamento che ha provocato la levata di scudi del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5s) che ha presentato a sua volta in Aula un emendamento (bocciato) per applicare la legge Fornero a tutti i parlamentari della Repubblica. «La casta del Pd si tiene la pensione privilegiata - ha tuonato Di Maio - Il Pd ha votato contro per tenersi il privilegio: vogliono che venga applicata dopo le elezioni. A loro no». Lo ha detto annunciando in sede di dichiarazione di voto
che ripresenterà un ordine del giorno al bilancio interno della Camera per «dimezzare gli stipendi dei parlamentari e applicare da subito la legge Fornero ai parlamentari»

Salta gestione separata Inps ex eletti
È stato approvato in mattinata un emendamento del relatore che cancella l'articolo 5 del testo uscito dalla commissione che prevedeva l’istituzione presso l'’Inps di un’apposita gestione separata delle risorse destinate al trattamento previdenziale dei parlamentari. L’erogazione degli assegni resta così in capo al Parlamento. La proposta di modifica accoglie alcuni rilievi posti dalla commissione Bilancio, ha spiegat0 Richetti.

Ricalcolo non si applicherà a pensioni
Un emendamento della commissione alla proposta di legge sui vitalizi presentato nell'Aula della Camera, invece esplicita che il ricalcolo interamente su base contributiva dei vitalizi dei parlamentari non potrà «in nessun caso essere applicata alle pensioni in essere e future dei lavoratori dipendenti ed autonomi». L'emendamento risponde ai timori sollevati da esponenti dell'opposizione (ma anche della maggioranza) relativi al fatto che il ricalcolo dei vitalizi possa costituire un «pericoloso precedente» capace di aprire le porte a un ricalcolo anche delle pensioni dei cittadini comuni.

Il no di Forza Italia e centristi
La legge che, oltre all'ira degli ex parlamentari, vede la contrarietà dei centristi e di FI. «Il Pd si sta intestando un abominio», ha attaccato il capogruppo Renato Brunetta anche se, sul voto finale, l'ordine di scuderia sarebbe quello dell’astensione per evitare di apparire una forza pro-casta. E, tra gli azzurri
c'è anche chi, come Maria Stella Gelmini - tra i firmatari della proposta - potrebbe anche votare sì.

Norme estese anche ai consiglieri regionali
Il sistema contributivo - con tanto di applicazione della legge Fornero - varrà anche agli ex parlamentari mentre la legge si applicherà anche alle Regioni. Su quest'ultimo punto, tuttavia, resta l'ombra dell’incostituzionalità. Le norme, si legge nel ddl, rientrano nel «coordinamento di finanza pubblica» che è competenza dello Stato. Eppure, secondo Brunetta, il punto «è volutamente incostituzionale» per far si che, alla fine, la Consulta bocci la legge.



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