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Dossier Tutti i trucchi (legali e non) per continuare a nascondere gli autovelox

    Dossier | N. 101 articoliDossier circolazione stradale

    Tutti i trucchi (legali e non) per continuare a nascondere gli autovelox

    (LaPresse)
    (LaPresse)

    Ora la trasparenza sui controlli di velocità è massima: le direttive ministeriali attuative degli obblighi di presegnalazione e visibilità delle postazioni e di taratura degli apparecchi sono vincolanti. Ma ci sono enti locali che non hanno mai rinunciato a espedienti per sorprendere i guidatori. E si può prevedere che interpreteranno in modo tendenzioso alcuni passaggi del Dm Infrastrutture che riepiloga queste materie.

    Il più temibile è quello in cui il Dm prevede che il requisito di visibilità di una postazione possa essere soddisfatto anche dalla semplice “presenza di personale in uniforme”. È facile cadere nella tentazione di installare un autovelox a bordo di un'auto-civetta e farlo presidiare da agenti in divisa che restino a bordo del veicolo, rendendo di fatto invisibile il controllo. Così il guidatore vedrebbe solo il segnale di preavviso (sulla cui obbligatorietà nessuno può dare interpretazioni fantasiose), ma non la postazione.

    Altra piega del Dm in cui si può “giocare” è quella che esclude dagli obblighi di presegnalazione e visibilità gli apparecchi in grado di misurare la velocità da veicoli di servizio in movimento, come lo Scout Speed.

    Questa esclusione è formulata apparentemente senza considerare che lo Scout Speed è in grado di funzionare anche da fermo, come un normale autovelox.

    Sia nel caso degli agenti in divisa ma nascosti sia in quello dello Scout tenuto invisibile anche quando viene utilizzato da fermo, siamo ben fuori sia dallo spirito della legge (articolo 142 del Codice della strada, comma 6-bis) sia da quello del Dm e delle direttive ministeriali. Quindi, un trasgressore che presentasse un ricorso al giudice di pace avrebbe buone possibilità di farsi annullare le sanzioni. E, se qualcuno segnalasse il fatto ai ministero delle Infrastrutture chiedendo un'interpretazione del Dm si vedrebbe quasi certamente rispondere che prassi di questo tipo sono irregolari.

    C'è poi una sottigliezza su cui possono far leva gli enti locali che usano sistemi in grado di controllare anche la velocità media (Tutor e simili). Nessuna norma impone di specificare sulla segnaletica che il controllo può riguardare anche la media. Chi guida, invece, è indotto a credere che sarà sempre avvisato: questi sistemi sono diffusi soprattutto sulla rete di Autostrade per l'Italia, dove viene precisato che il controllo si fa sulla media (cosa che può peraltro essere fuorviante nei pochi casi in cui la Polizia stradale scelga di far funzionare il sistema per misurare la velocità in un solo punto). Abituati così in autostrada, si rischia di pensare che tutti gli apparecchi installati sulla viabilità ordinaria senza specificare che possono controllare la media misurino solo la velocità puntuale.

    Ma l'insidia più diffusa resta quella delle postazioni rese poco visibili “ad arte”, pur rispettando formalmente tutti (o quasi) i requisiti normativi.

    Sono innanzitutto postazioni che spuntano dietro guard-rail molto alti come quelli che caratterizzano molte nuove superstrade. Come queste barriere, sono di colore grigio: in questo gioco ottico tinta-su-tinta, è difficile avvistarle a distanza di centinaia di metri è così, quando si vedono all'ultimo momento, molti sono portati a frenare in modo pericolosamente brusco. Tanto più quando il segnale che dovrebbe contribuire a renderle visibili non è perfettamente regolamentare, come in questa foto scattata sulla SS16 a Cerignola (Foggia), dove i bordi sono colorati di blu anziché mantenere il fondo bianco come prescritto.

    Ci sono poi anche apparecchi che possono essere posti sul lato opposto rispetto a quello di marcia, visibili solo a chi sa che si possono trovare anche lì. Certo, spesso sono evidenziati da segnali perfettamente a norma, ma molti non sono ancora abituati a questo tipo di controlli. Anche perché in molti casi sono effettuati con apparecchi installati non in box come quelli che si abituati a vedere, ma su pali.

    Attenzione anche all'uscita delle gallerie: ci sono enti (come la Provincia di Milano) che hanno piazzato misuratori in alto, analogamente ai Tutor. Ciò che fa la differenza è che non sono appesi a un visibilissimo portale, ma direttamente alla faccia esterna della canna della galleria, quindi si possono scorgere solo quando è ormai inutile (e per giunta con molta difficoltà). Cioè dopo averli oltrepassati e solo a patto di guardare bene nei retrovisori (a rischio di distrarsi come quando si telefona o si messaggia).

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