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Decreto Sud, ok definitivo della Camera: è legge

governo ha incassato la fiducia

Decreto Sud, ok definitivo della Camera: è legge

La Camera ha approvato il decreto Sud con 276 sì e 121 no. Il provvedimento, già licenziato dal Senato, è ora diventato legge. Nel pomeriggoio l’Aula di Montecitorio ha confermato la fiducia (con 318 voti a favore e 153 contrari) chiesta dal governo alla Camera sul testo approvato a palazzo Madama, che non ha dunque subito modifiche. Il provvedimento si è arricchito di diverse novità nel passaggio in commissione in Bilancio a palazzo Madama, dalla platea della misura “Resto al Sud” al “salvataggio di operatori di servizio bus come Flixbus. In particolare, si prevede un finanziamento fino a 1.250 milioni di euro dedicati ai nuovi giovani imprenditori under 35, con la misura “Resto al Sud”. Sono previsti, inoltre, circa 200 milioni di euro per le Zone Economiche Speciali (Zes) e 40 milioni di euro per favorire le politiche attive del lavoro nel Mezzogiorno.

Opposizioni all’attacco
Critiche le opposizioni. « Il decreto cosiddetto Mezzogiorno, sul quale il governo Renzi-Gentiloni ha posto l’ennesima fiducia, è costituto da una serie di marchette che nulla hanno a che vedere con una strategia seria e sostenibile per il rilancio del Sud del Paese» ha scritto su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. A lui ha replicato il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, che in un tweet ha rivendicato «più di 3,4 miliardi di risorse nel decreto mezzogiorno». Controreplica di Brunetta sempre affidata a twitter: «De Vincenti fa sorridere. Soldi sempre gli stessi per solite marchette, in linea con stile governi sinistra. Serviva altro». La Lega ha parlato di decreto «dannoso, capace solamente di illudere i cittadini e gettare nel vuoto risorse senza un vero programma strutturale e industriale. Mentre per Fratelli d’Italia il provvedimento destinato al Mezzogiorno privo di copertura finanziaria.

Le modifiche più importanti
Tra le modifiche più importanti al testo licenziato dal Governo c'è innanzitutto l'ulteriore proroga dell'iperammortamento che sposta in avanti di due mesi (dal 31 luglio al 30 settembre 2018) il termine entro cui devono essere effettuati gli investimenti in beni strumentali ad alto contenuto tecnologico per la digitalizzazione della produzione secondo il modello di Industria 4.0 in modo da poter sfruttare l'agevolazione. Un'altra modifica in extremis riformula diverse proposte presentate per le aree del Centro Italia colpite lo scorso anno dal terremoto: in particolare vengono stanziati ulteriori 100 milioni a valere sui Fondi europei per la rimozione delle macerie.

Confindustria: misure positive per il rilancio
Confindustria ha espresso apprezzamento per la conclusione dell’iter parlamentare del decreto Sud. Il provvedimento, si legge in una nota, «completa il quadro di interventi a sostegno della natalità imprenditoriale e del rilancio degli investimenti al Sud avviato nei mesi scorsi e si è arricchito, durante l'iter parlamentare, di ulteriori misure a sostegno della competitivitaà, alcune, peraltro, di portata generale». Secondo l’associazione imprenditoriale «bene hanno fatto il Parlamento e il Governo a prorogare al 30 settembre 2018 il termine per la consegna dei beni per i quali è possibile fruire dell’iperammortamento, recependo una proposta avanzata da Confindustria e intercettando così la vivacità del sistema produttivo che sta sperimentando con successo il Piano Industria 4.0».

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