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Libia, Pinotti: con nostra missione nessuna lesione a sovranità…

alfano: clima fiducia reciproca

Libia, Pinotti: con nostra missione nessuna lesione a sovranità libica

  • – di Redazione online
I ministri Alfano e Pinotti durante l'audizione davanti alle commissioni congiunte Esteri e Difesa (Ansa)
I ministri Alfano e Pinotti durante l'audizione davanti alle commissioni congiunte Esteri e Difesa (Ansa)

Con la missione navale italiana in Libia «non si profila alcuna lesione alla sovranità libica. Il nostro obiettivo è anzi quello di rafforzarla». Lo ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, nella informativa alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Insieme a Pinotti ha riferito anche il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, che ha spiegato: «La richiesta libica nasce in un clima di assoluta fiducia reciproca». Alfano ha anche annunciato che l'8 agosto sarà a Roma Ghassan Salamé, nuovo inviato delle Nazioni Unite in Libia. Dal canto suo, la Ue fa sapere di star lavorando «in pieno coordinamento con l'Italia».

Pinotti: faremo attività congiunte con libici
Lo scorso 23 luglio, ha spiegato la ministra Pinotti, il premier libico Fayez al Sarraj «ci ha chiesto con una lettera sostegno tecnico e navale ed il Governo assicurerà» con la nuova missione «sostegno logistico tecnico e operativo alle unità navali libiche accompagnandole mediante attività congiunte e coordinate, assicurando il ripristino e la manutenzione degli equipaggiamenti». La ministra ha spiegato che «è escluso il blocco navale» dalla
missione italiana in Libia, perché «è un atto ostile». «Non stiamo parlando di questo - ha precisato - ma di una richiesta di sostegno ed aiuto alla Guardia costiera libica».

La ministra: navi saranno le stesse di Mare sicuro
Per la missione, ha continuato la titolare della Difesa, saranno impiegate «navi dell'operazione Mare sicuro, senza spese aggiuntive, con l'inclusione di una nave di mototrasporto costiero di supporto logistico». Anche le regole d'ingaggio per i militari italiani saranno quelle previste per Mare Sicuro, ma «dovranno essere estese al fatto che la missione diventa bilaterale». «Il diritto internazionale - ha spiegato Pinotti - prevede la legittima difesa estesa all'uso della forza graduale e proporzionale. I dettagli sono da definire con i libici, ma se gli scafisti sparano contro una nostra nave possiamo intervenire e la stessa cosa vale se è messa a rischio una nave libica».

La missione dell'Italia in Libia, Videoscheda

Pinotti: lavoriamo con approccio inclusivo
La ministra della Difesa ha ricordato che il Governo Sarraj «è stato riconosciuto dall'Onu, che ha invitato tutti i membri delle Nazioni Unite a lavorare con le autorità libiche e l'Italia si è sempre mossa in questo quadro». «Conosciamo - ha sottolineato il ministro - la complessità della Libia e per questo lavoriamo con un approccio inclusivo per dialogare con tutti gli attori locali, ma riconosciamo l'autorità legittima di Sarraj». Pinotti si è poi detta d'accordo «con la proposta del senatore Gasparri di creare una cabina regia condivisa con l'opposizione in cui seguiamo gli accordi tecnici».

Alfano: sostegno navale rispetterà sovranità libica
Anche il ministro degli Esteri ha sottolineato che «la richiesta libica di sostegno navale nasce in una clima di assoluta fiducia reciproca non estemporanea, che viene da lontano, in cui l'Italia ha sempre agito nel rispetto della sovranità libica». E ha ricordato che il sostegno italiano al governo di Tripoli è stato fornito «senza condizionarne il processo decisionale, altrimenti lo avremmo indebolito». «L'Italia - ha proseguito Alfano - guarda con speranza agli esiti dell'incontro di Parigi (Macron-Haftar-Sarraj), ma anche tale iniziativa deve essere ricondotta nel quadro più ampio e inclusivo sotto la guida delle Nazioni Unite». A Parigi «è stato fatto un passo utile, sebbene tanti altri ne servano», e devono essere «coordinati, altrimenti i libici non si sentiranno abbastanza pressati ad accordarsi, puntando invece a trattative al rialzo». In una replica
sulla lettera con cui il premier libico ha chiesto il sostegnodell'Italia contro il traffico di esseri umani, Alfano ha poi spiegato che «il presidente del Copasir è stato già informato come da prassi dal sottosegretario Amendola sulla nostra disponibilità a mettere in visione la lettera del presidente al Sarraj al Copasir e ai suoi membri, con le regole e i vincoli che comporta».

Le immagini dell'audizione dei ministri in un tweet della Camera

Ue: lavoriamo in pieno coordinamento con Italia
Intanto, a chi chiede se l'Ue sostenga la nuova missione organizzata
dall'Italia in Libia, la portavoce del servizio europeo per l'azione esterna, Catherine Ray, risponde: «Lavoriamo in pieno coordinamento con le autorità italiane. L'Alto rappresentante è in contatto regolare col primo ministro Paolo Gentiloni». E, alla a domanda se l'Ue abbia intenzione di allargare l'operazione Sophia per iniziare a fare quanto compie l'Italia, Ray spiega: «Prima di tutto vediamo cosa fanno gli italiani. Ricordo che il mandato di Sophia è stato appena rinnovato, un certo numero di compiti sono stati aggiunti al mandato esistente e stiamo focalizzando il nostro lavoro ad attuare questi compiti, in acque internazionali». (Al.Tr.)

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