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Migranti, sequestrata nave Ong tedesca a Lampedusa

gli inquirenti: prove di intese con trafficanti

Migranti, sequestrata nave Ong tedesca a Lampedusa

  • – di Redazione online

Investigatori del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Trapani e del Nucleo Speciale d'Intervento della Guardia Costiera hanno eseguito il sequestro preventivo della motonave “Iuventa”, battente bandiera olandese ed operante per conto dell'organizzazione non governativa tedesca “Jugend Rettet”, disposto dal Gip del Tribunale di Trapani. La magistratura, secondo quanto si è appreso, procede per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet, che non ha firmato il protocollo, è stata bloccata in nottata al largo di Lampedusa dalla Guardia costiera italiana che l’ha scortata fino al porto.

Agente sotto copertura su nave Save the Children
Nell'inchiesta trapanese sono stati anche utilizzati investigatori sotto copertura. In particolare, uno avrebbe lavorato sulla nave Vos Hestia che opera per conto di Save the Children. E' scritto nel decreto di sequestro della Iuventa. Secondo le indagini, gli operatori della Iuventa avrebbero consentito a persone che operavano al confine delle acque territoriali libiche di recuperare tre imbarcazioni utilizzate dai migranti per la partenza dalle coste nordafricane, una delle quali riutilizzata il 26 giugno per un'altra partenza. L'agente sotto copertura con lo zoom della propria macchinetta fotografica ha visto che una piccola imbarcazione (Rhib) della Iuventa hanno trainato verso le coste libiche le tre imbarcazioni lasciandole alla deriva.
Imbarcazioni quindi che sono state poi recuperare da chi ha organizzato altri viaggi. Nelle riunioni operative sui salvataggi invece, scrivono gli inquirenti, viene sempre raccomandato a chi interviene (sia militari che ong) di rendere inutilizzabili i natanti utilizzati per trasporto migranti.

Gli inquirenti: rendez vous trafficanti-Iuventa
Il 18 giugno scorso in zona Sar 1 è stato osservato un vero e proprio rendez vous tra operatori Iuventa e presunti migranti finalizzato alla consegna di alcuni migranti. Lo scrive il gip nel provvedimento di sequestro della nave Iuventa della Ong tedesca Jugend rettet. I trafficanti - scrive ancora il giudice - dopo aver intrattenuto un dialogo con gli operatori della Iuventa si sono allontanati a bordo della propria imbarcazione rivolgendo un gesto di saluto verso la nave. Nel provvedimento di sequestro sono inserite anche fotografie a corredo di ciò che scrive il gip.

Pm Trapani: sequestro non c'entra con codice Ong
«Il fatto che la Ong non abbia firmato il protocollo non c'entra nulla con l'operazione odierna» ha detto il procuratore facente funzioni di Trapani, Ambrogio Cartosio, nella conferenza stampa sul sequestro della Iuventa. «Persone che lavorano all'interno della Iuventa avrebbero trasbordato, per due volte, sulla nave migranti scortati da trafficanti libici non in situazioni di pericolo» ha riferito il magistrato che ha spiegato come «il sequestro preventivo è stato disposto per impedire la reiterazione del reato». E ha aggiunto: «Abbiamo documentato incontri in mare ma siamo portati ad escludere collegamenti tra Ong e libici». Lo ha detto, escludendo categoricamente che qualcuno «abbia agito per scopi di lucro».

Gip Trapani ordina sequestro nave Iuventa
Il provvedimento nasce da una inchiesta avviata ad ottobre del 2016 che ha consentito - dice la polizia di Stato - di raccogliere indizi sull'uso della motonave “Iuventa” per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Iuventa è stabilmente utilizzata per il soccorso di migranti in prossimità delle coste libiche e per il loro trasbordo su altre navi sempre in acque internazionali, e naviga abitualmente nel mare Libico, in prossimità delle acque territoriali del paese africano, dice la questura trapanese. L'inchiesta trapanese sulle navi delle Ong che salvano migranti di fronte le coste libiche era stata resa nota lo scorso aprile. Il 10 maggio il procuratore facente funzioni di Trapani, Ambrogio Cartosio, in audizione alla commissione Difesa del Senato aveva detto: «La procura di Trapani ha in corso indagini sull'ipotesi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina che coinvolgono non le ong come tali ma persone fisiche appartenenti alle ong».

Primo controllo
Il comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, il tenente di vascello Paolo Monaco, è salito a bordo della nave dove è rimasto per oltre due ore nella cabina di comando. «Si tratta di un normale controllo, che abbiamo fatto e che non comporterà alcun problema», ha spiegato l’ufficiale dopo essere sceso dalla Iuventa. «Ora controlleremo i documenti di tutto l’equipaggio e già questa mattina potranno ripartire da Lampedusa, se dagli accertamenti emergerà che tutto è in regola». La ong Jugend Rettet, fondata nel 2015 da giovani dell’alta e media borghesia tedesca che hanno scelto di salvare i migranti in fuga dalle guerre e dalla fame, aveva acquistato due anni fa la Iuventa nel porto di Endem, in Germania, trasformando quello che era un vecchio peschereccio in una vera e propria nave adatta a missioni di search and rescue.

La versione di Medici senza frontiere
E proprio il protocollo per le ong varato dal ministero dell’Interno sta alimentando in questi giorni un acceso dibattito che ha coinvolto anche Emilie Dubuisson, responsabile di Medici senza frontiere per i contatti con le prefetture. «Non abbiamo firmato il Codice di condotta delle ong - ha detto - ma il nostro impegno nel salvare vite umane non si ferma. In questo momento le nostre due navi sono a 20 miglia dalla costa libica in attesa che la guardia costiera italiana ci chieda di intervenire in caso di bisogno. Il Regolamento non è una legge - continua - e nonostante non siano ancora chiare le misure del ministero dell’Interno contro chi non ha firmato, noi siamo tranquilli perché rispettiamo le leggi internazionali e quelle nazionali. La nostra attività si svolge nel totale rispetto delle regole». Quanto ai salvataggi, «li facciamo esclusivamente su indicazione della Guardia costiera italiana. È nostra intenzione rispettare la legge, ma non potremmo mai ospitare a bordo polizia armata».

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