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Terremoto, Norcia riparte dalla rimozione delle macerie della Basilica

Distrutto il 50%

Terremoto, Norcia riparte dalla rimozione delle macerie della Basilica

I resti della Basilica di San Benedetto a  Norcia
I resti della Basilica di San Benedetto a Norcia

Via all’iter per la messa in sicurezza delle mura perimetrali di Norcia.Il 21 agosto, poi, inizierà anche la rimozione delle macerie all'interno della Basilica di San Benedetto di Norcia. Contemporaneamente saranno messe in sicurezza le pareti interne del transetto sinistro e dell'abside. L’annuncio è giunto ha annunciato da Marica Mercalli, soprintendente alle Belle Arti dell'Umbria, che in una intervista all’Ansa ha sottolineato che «la rimozione delle macerie, per una questione di sicurezza, inizierà dalla contro-facciata della Basilica, per poi spingersi verso il centro e sulla parte absidale una volta che anche in quella zona sarà completato il lavoro di puntellamento che verrà eseguito con l'ausilio dei vigili del fuoco».

Distrutto il 50% della parte muraria della Basilica
A coordinare le operazione sarà Claudio Modena, ingegnere dell'Università di Padova che ha progettato la grande “gabbia” messa a protezione della facciata. La soprintendente ha sottolineato come liberare la parte interna della Basilica «consentirà di avere un quadro completo di quello che resta, così da avviare la fase della progettazione per la futura ricostruzione». Si ripartirà comunque da un dato già evidenziato dalla stessa soprintendenza umbra e vale a dire che il 50 per cento della parte muraria della Basilica è rimasto in piedi dopo la forte scossa di terremoto del 30 ottobre scorso. Anche le “misure” che si trovavano sotto il portico oggi completamente crollato.

Due mostre fotografiche dei luoghi del sisma
Intanto sono state inaugurate due mostre di Legambiente a Rispescia che ripercorrono la distruzione, la morte e le macerie lasciate dalle oltre 70mila scosse, con una media di 240 al giorno, che hanno colpito il centro Italia dal 24 agosto. Scosse che hanno fatto tremare a più riprese quattro regioni (Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio) e 140 comuni colpiti dal sisma. Scatto dopo scatto, l'altro volto di questi luoghi legato alle persone, al patrimonio storico culturale, ai tanti volontari che stanno aiutando le popolazioni terremotate, e ai giovani imprenditori e produttori locali che stanno faticosamente cerando di tornare alla normalità riavviando le loro attività. Ad oggi, ricorda Legambiente, sono 299 le vittime del terremoto, 200mila gli immobili lesionati o inagibili. Solo i volontari, conta ancora Legambiente, sono stati impegnati per oltre 3. 600 ore di servizio, hanno realizzato 88 interventi e recuperato 3.613 beni culturali, di questi 3.056 di proprietà diocesana e 555 di proprietà comunale.

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